No alla violenza fascista/ L’Arci con i rom di Casalbruciato

«Non possono essere i violenti a decidere le assegnazioni delle case popolari. La famiglia di Imed e Senada è entrata in una casa popolare perchè assegnatari legittimi. Non possono essere gruppi di neofascisti, o chiunque in modo violento, a stabilire chi può o meno entrare in una casa pubblica».

Lo dichiarano Francesca Chiavacci e Simona Sinopoli, presidenti di Arci nazionale e Arci Roma, in merito alle proteste in via Satta a Casal Bruciato nella periferia di Roma. «La famiglia – proseguono – giustamente non vuole rinunciare alla casa e per questo vanno sostenuti. Non è possibile – sottolineano – cedere alla violenza di chi vorrebbe stabilire chi e dove assegnare case pubbliche. Stiamo assistendo a una catena di solidarietà per questa famiglia. Oggi saremo al ‘presidio solidale’ alle 16 per affermare la legalità e rifiutare la violenza e i metodi che stanno costringendo un’intera famiglia a vivere sotto assedio. E’ vergognoso – concludono – assistere alla peggiore strumentalizzazione politica contro dei bambini, perché c’è chi, cinicamente, vuole sfruttare questo disagio a scopi elettorali». [Arci nazionale]

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