Tre comuni lariani dichiarano l’emergenza climatica/ Per Como invece non esiste

In materia di sensibilità ambientale, provincia lariana batte capoluogo per 3 a 0. Tre comuni del territorio (Limido comasco, Casnate con Bernate e Bregnano) hanno infatti dichiarato l’emergenza climatica e ambientale (Deca) rispondendo all’appello lanciato nei mesi scorsi dal gruppo comasco del movimento Fridays for future. Esattamente il contrario di quanto ha fatto il capoluogo, che ne ha invece negato la fondatezza. Inoltre a Como l’Amministrazione ha chiuso ripetutamente la porta in faccia al Movimento, prima negandogli la dichiarazione invocata e, più recentemente, anche l’istituzione di una Consulta sull’ambiente.

Il sindaco Mario Landriscina, in un recente incontro con gli attivisti (la trattativa è in corso da cinque interminabili mesi), si è espresso in termini lapidari e definitivi. «L’emergenza climatica non esiste», ha affermato in controtendenza a ciò che per la quasi totalità degli scienziati è ormai una certezza, proponendo ai ragazzi il contentino di una presenza poco più che testimoniale nella Commissione consiliare 2 Ambiente presieduta dall’italoforzuto Luca Biondi.

Insomma, la città che ha dato i natali all’inventore del primo rudimentale sistema di accumulo energetico – e che forse, anche per questo motivo meriterebbe molto di più – si è fatta bagnare il naso da tre piccole amministrazioni comunali, in controtendenza con la consuetudine che vede il capoluogo su posizioni spesso più “progressiste” del territorio di pertinenza.

Abbiamo quindi voluto approfondire le motivazioni che hanno portato i tre comuni a dichiarare l’emergenza ambientale. E a verificare se quest’ultima sia legata a una vera presa di coscienza e seguita dall’introduzione di misure conseguenti in campo energetico, oppure se si sia trattato di una sorta di auto-onorificenza, al pari di tanti comuni «ricicloni» o «denuclearizzati», dichiarazioni spesso solo appiccicate come slogan, non seguite da fatti concreti.

A Limido, centro di circa 4mila abitanti della “bassa” comasca, c’è un’amministrazione nuova, eletta alle amministrative del maggio scorso. «Siamo anche il Comune più giovane della provincia, che negli ultimi anni ha quasi raddoppiato la popolazione», osserva Loris Gelso, della lista “Insieme si può” e assessore con delega a informatizzazione, sport e rifiuti.

Nella Dec di Limido la Giunta si impegna alla «riduzione a zero delle emissioni locali nette di gas serra entro il 2030 sul territorio comasco». Non sarete un tantino ottimisti, assessore? «Direi di no. Siamo favorevoli alla mozione plastic free; stiamo eliminando le bottiglie di plastica nelle scuole grazie a un accordo con la società che confeziona i pasti; con l’adesione al decreto Fraccaro otterremo 50mila euro per attivare l’efficientamento energetico e piantumeremo 70 alberi già di medio fusto; stiamo realizzando un parco di fianco all’asilo che ospiterà biblioteca e chiosco bar e lo collegheremo entro un anno alla cascina Restelli nei pressi di Mozzate tramite una pista ciclabile; abbiamo programmato l’acquisto di pannelli fotovoltaici con sostituzione di tutti i punti luce cittadini e la realizzazione di un asilo praticamente energeticamente autosufficiente; sostituiremo infine le vetture comunali con altre di tipo elettrico. Abbiamo almeno cinque anni davanti a noi per raggiungere questi obiettivi, e se continueremo con questa velocità siamo certi di riuscire a mantenere il nostro impegno».

A Bregnano, centro di circa 6,5mila abitanti situato nella stessa area del precedente, da cui dista solo 8 chilometri, nel maggio scorso è stata rieletta la lista “Bregnano in movimento”, unica ammessa alle consultazioni. Qui la sensibilità ecologica era preesistente e già molti progetti sono stati realizzati, a sentire Edoardo Mastice, assessore a ecologia urbanistica e sicurezza.

«Quando ci siamo presentati nel 2014, in materia di smaltimento rifiuti il Comune era abbandonato a se stesso – afferma l’assessore -: si utilizzavano solo sacchi neri, peraltro da acquistare da parte dei cittadini. Al termine dei primi cinque anni della nostra gestione abbiamo innalzato la raccolta differenziata del 40 per cento, stipulato un nuovo contratto di appalto, introdotto la raccolta di oli vegetali e differenziato ulteriormente la raccolta, con un notevole risparmio per i contribuenti. Ora introdurremo un centro del riuso, nel quale gli oggetti ancora utilizzabili saranno messi a disposizione di chi li richiederà. Inoltre abbiamo approvato un progetto di copertura mediante sistema fotovoltaico del centro di raccolta e il rimboschimento di un’area di circa 8mila metri quadri da bonificare tra le vie don Capiaghi e Resegone. Infine realizzeremo ben tre percorsi ciclabili: dal parco Groane al parco Lura fino a Lazzate, dal parco Cederna a un nuovo parco in via Resegone e da via Prava al laghetto Rosoré, accanto al quale sarà realizzato anche un percorso didattico, così come anche per scopo didattico organizziamo due o tre “giornate annuali del verde pulito”, in collaborazione con le scuole».

Quanto a Casnate con Bernate, centro di circa 5mila abitanti nell’hinterland del capoluogo e terzo Comune della provincia lariana ad avere dichiarato l’emergenza climatica, non abbiamo purtroppo riscontri. Nonostante svariate telefonate alla segreteria per richiedere un contatto con l’assessore all’Ambiente, Cristina Saccoccio, e numerosi messaggi email inviati, anche al gruppo consiliare di minoranza, nessuno, al momento della pubblicazione di questo articolo, ha sentito la necessità di darci notizie. Nella delibera consiliare non figurano per altro particolari impegni, a parte una precisazione del sindaco Fabio Bulgheroni, secondo cui «non sarebbero stati concessi patrocini a coloro che avrebbero utilizzato la plastica monouso». Non saranno stati abbastanza convinti dell’emergenza, o si sono forse pentiti di averla dichiarata? Oppure l’hanno burocraticamente considerata al pari di una qualunque scartoffia da disbrigare, liberatisi della quale si può tranquillamente passare ad altro?

Non rimane che dare notizia circa l’orientamento politico delle tre giunte seppure sia notoriamente complicato, trattandosi di amministrazioni comunali e del carattere sempre più trasformistico dei partiti, che spesso preferiscono nascondersi dietro a liste civiche. Dialogando con gli assessori di Limido comasco e Bregnano, entrambi hanno definito le liste di appartenenza al governo dei rispettivi comuni come «politicamente trasversali, anche se prevalentemente di centrosinistra». Peccato non aver saputo, tra l’altro, come si autodefinisce a sua volta quella di Casnate con Bernate. [Fabio Germinario, ecoinformazioni]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: