Video / Rebbio, apre la nuova Coop. Don Giusto: no ai bisogni inutili e compulsivi, si all’equilibrio alimentare

Giovedì 21 novembre, di buon mattino, è stato inaugurato il punto vendita Coop sorto nell’area ex Mercedes – Sca di via Cecilio. Dopo 43 anni chiude il vecchio punto vendita di via Giussani, che verrà demolito e sostituito da un altro capannone commerciale. Non mancano la componente sociale ed  etica, patrimonio storico della cooperazione, e l’attenzione all’ambiente, tuttavia siamo di fronte all’ennesima trasformazione urbana governata dalla grande distribuzione, con il Comune in un ruolo subalterno.

E’ abbastanza raro che si faccia un’inaugurazione alle 8 del mattino, ma quando il cassiere preme e il cliente scalpita si può fare un’eccezione.

Cerimonia  breve, quindi, ma non per questo priva di contenuti. L’Assessore Marco Butti si è limitato ad un  saluto istituzionale, tanto sobrio quanto vacuo. All’improvvisato cronista non è tuttavia sfuggito un sagace scambio di battute fuori microfono tra lui e  Gioacchino Favara (Italia Viva) in merito all’ironia della storia, che dopo aver portato il centro sinistra ad inaugurare Esselunga a Camerlata, porta la destra ad inaugurare Coop a Rebbio.

Dopo Butti, ha preso la parola il presidente di Coop Lombardia Daniele Ferrè per elencare quelli che si possono considerare i punti di forza della nuova struttura progettata dagli architetti Laria e Motta:  non consuma nuovo suolo occupando la stessa superficie del vecchio capannone Sca; è dotata di un impianto  fotovoltaico; le pareti ospitano in gran parte  un verde verticale (di gradevole impatto – n.d.r.); è previsto il completamento di un percorso ciclabile di quartiere

I contenuti commerciali proposti da Coop si caratterizzano per l’attenzione all’ambiente, al consumo responsabile, ovviamente alla sicurezza degli alimenti; c’è un forte legame col territorio e con le scuole del quartiere, anche grazie alle attività del Comitato Soci.

C’è grande attenzione ai contenuti sociali con la riproposizione anche a Como di “due mani in più”, il servizio di consegna della spesa e di sostegno alle persone fragili; con la distribuzione di panettoni nelle carceri; con il sostegno allo sport giovanile (accordo per due anni con il Como).

A chiudere la cerimonia, la benedizione di Don Giusto della Valle, pezzo forte della mattinata. Infatti, al di là del legittimo orgoglio per la storia gloriosa della cooperazione e per il presente aziendale, non guastava  una riflessione più in profondità. Il parroco ha prima citato Papa Francesco con un brano della Laudato si, poi ha dato spazio alle sue riflessioni, parlando di bisogni indotti,  inutili e compulsivi; di equilibrio alimentare; di lavoro “fraterno e partecipato”, con un deciso no al “padronato”; di giusto riposo per i lavoratori; di promozione dei prodotti locali; di consumatori spesso considerati come galline da spennare.

[Massimo Patrignani – ecoinformazioni]

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