Fridays for future al sindaco di Como: «Consulta per l’ambiente irrinunciabile per la città»

Il tempo è scaduto, dicono al gruppo comasco di Fridays for future. E a voler vedere, neppure di poco. Perché se per frenare i cambiamenti climatici abbiamo davanti a noi solo dieci anni, figurarsi se si possono buttare via sei mesi solo per avere una dichiarazione di emergenza climatica (negata dal Comune di Como), alla quale si era peraltro rinunciato in favore dell’istituzione di una consulta sull’Ambiente. Negata anche quella.

Così questa mattina (lunedi 24 novembre) gli attivisti si sono decisi a inviare una mail al sindaco di Como, Mario Landriscina. Rispettosa e cordiale, ma al retrogusto di ultimatum. «Il nostro confronto prosegue ormai da diversi mesi – scrivono -. Così come noi apprezziamo la disponibilità al dialogo che lei e la sua giunta avete mostrato, vorremmo sottolineare, a riprova della nostro desiderio di stabilire un rapporto costruttivo e volto all’azione, come noi abbiamo rispettato pazientemente i tempi dettati prima dall’assessore Galli e poi da Lei, e soprattutto come abbiamo accettato di proseguire la contrattazione senza la Dichiarazione di emergenza climatica, che ritenevamo inizialmente pregiudiziale».

La trattativa con il movimento ispirato da Greta Thunberg era infatti iniziata nel lontano giugno scorso, quando Fff Como ha presentato al Comune un’istanza di «dichiarazione di emergenza climatica e ambientale» (Deca) collegata a una serie di misure ecosostenibili da introdurre in città. La richiesta di Deca era stata inviata anche a tutti i comuni della provincia, tre dei quali (Limido comasco, Casnate con Bernate e Bregnano) avevano successivamente aderito.

Ma a Como la strada era subito apparsa in salita. Il sindaco, insieme agli assessori Marco Galli e Adriano Caldara, aveva inizialmente gelato la delegazione in visita, composta da giovani attivisti, con dichiarazioni lunari («Io non faccio politica») e soprattutto negando l’esistenza di un’emergenza climatica ormai riconosciuta dalla quasi totalità degli scienziati. Ciò nonostante, si dichiarava disponibile a collaborare e a «valutare» una parte delle loro richieste.

Dopo un breve disorientamento, il Movimento aveva deciso di tralasciare le questioni di principio, concentrandosi sull’ottenimento di risultati concreti e andando pragmaticamente a vedere le carte alla giunta. «Se la Deca non si può avere, perché non istituire almeno una consulta sull’Ambiente, utile a instaurare un rapporto costruttivo con tutta la cittadinanza?», avevano chiesto da Fff durante un nuovo incontro. «Vi faremo sapere», era stata la risposta-camomilla del Comune.

Dopo altre settimane di sedazione, da parte dell’Amministrazione l’ipotesi di consulta è stata garbatamente fatta smaterializzare, sostituita dall’offerta di un ipotetico coinvolgimento nella commissione consiliare 2, che si occupa di Ambiente ed Ecologia. «Potrete essere più utili qui», aveva suggerito Caldara il mese scorso (il sindaco era assente) con i suoi toni flautati. Peccato che, trattandosi di un organismo interno, composto da soli consiglieri comunali, l’eventuale partecipazione degli attivisti sarebbe limitata al ruolo testimoniale di semplici uditori. Altro che coinvolgimento attivo.

Che fare? Il Movimento sembra deciso a non farsi depistare ulteriormente. E insiste: «Proprio in questa chiave propositiva e aperta alla cittadinanza e ai soggetti competenti, e per la possibilità di assumere una frequenza adeguata, la Consulta ci sembra lo strumento migliore per favorire una presa di coscienza e un’azione condivisa in campo ambientale – insiste Fff -. La Commissione 2, invece, viene convocata per iniziativa del proprio presidente; la partecipazione – secondo quanto riportato dall’assessore Galli nello scorso incontro – è subordinata a un invito, e, soprattutto, costituisce un’articolazione del consiglio comunale: essa non corrisponde quindi al luogo di confronto di cui la cittadinanza comasca ha bisogno. Inoltre, non è nel nostro interesse sostituirci all’Amministrazione, né agli organi comunali: semplicemente chiediamo che vengano adottate sul territorio le necessarie misure in materia ambientale, secondo le competenze dell’Amministrazione, perché la Scienza ci dice che non c’è più tempo da perdere».

Insomma: o il Comune “molla” la consulta, oppure il «confronto costruttivo» è destinato a interrompersi, e non certo per volontà degli attivisti, che con la mail in questione tengono a chiarire che ulteriori differimenti & dissolvenze non saranno affatto graditi: «Se la Sua volontà, come ci ha manifestato il 16 Ottobre, è di agire nel concreto per la città – prosegue il testo del messaggio – Le chiediamo ancora di dare la possibilità a tante associazioni e cittadini di aiutarLa in questo percorso, e istituire quindi la consulta per l’Ambiente. Nel caso in cui questa strada non fosse percorribile, non riterremo più proficuo un rapporto che, al netto di rinunce e compromessi, non fornisce alcuno strumento alla cittadinanza per essere coinvolta nella transizione ecologica. (…) Attendiamo la Sua risposta al più presto, nella speranza che il quarto Sciopero mondiale per il clima di venerdì 29 Novembre sia l’inizio di un nuovo capitolo nella storia del contrasto della crisi climatica a Como, che veda un eguale impegno da parte della sua Giunta, dei movimenti, delle associazioni e di tutta la cittadinanza. Certi di una sua risposta chiara e netta entro giovedì, le porgiamo cordiali saluti».

Più chiaro di così. Ora c’è da chiedersi quale sarà la mossa successiva del Comune (se ne avrà una), il quale si vede piovere questa inaspettata impuntatura proprio alla vigilia di un nuovo sciopero generale. E memore del migliaio di studenti che in occasione del precedente non avevano gradito l’improvvida chiusura del portone su corso Vittorio Emanuele e avevano occupato il “cortile buono” del Palazzo passando dall’entrata principale. Allora la Digos, prontamente chiamata alla difesa del castrum, si era limitata al ruolo di paziente intermediario, superata dall’agguerrita assessora alla Sicurezza, Elena Negretti, che con livore strappava il cellulare dalle mani di un giornalista e impediva agli organizzatori della manifestazione di salire a parlare con gli assesssori presenti. Ma tutto questo lo abbiamo già visto. Quale potrebbe essere il livello successivo? Forse la militarizzazione di tutta l’area prospiciente al Comune?

Anche perché forse Landriscina & Co ignorano che alla lotta di Fridays for future si stanno accodando numerose altre realtà, non soltanto studentesche, e che quel passaggio della mail nel quale si citano «tante associazioni e cittadini pronti ad aiutarli in questo percorso» non è buttato lì proprio a caso.

Da qualche mese è infatti attiva “Como per il clima“, una rete provinciale composta da decine tra associazioni, gruppi informali e singoli cittadini, nata per tutelare l’ambiente locale, ma con un occhio anche alle cause esterne che concorrono a insidiarlo, come appunto i cambiamenti climatici. Non è quindi escluso che, se decideranno di chiudere fuori dal portone – metaforicamente o meno – le istanze di Deca e di consulta per l’Ambiente, queste possano rientrare, amplificate, dalla finestra. [Fabio Germinario, ecoinformazioni]

1 thought on “Fridays for future al sindaco di Como: «Consulta per l’ambiente irrinunciabile per la città»

Comments are closed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: