Da Cagliari per la Pace

Frammenti  dalla 52esima Marcia della Pace di Pax Christi e altre associazioni [tra esse l’Arci con Franco Uda] a Cagliari il 31 dicembre. La Sardegna è una terra bellissima da conoscere, mare, spiagge, cielo e terra. La Sardegna è la regione più militarizzata d’Italia, con tante basi militari, poligoni di tiro e per esercitazioni, dove, oltre all’esercito italiano, se ne addestrano altri, di altri paesi.

La Sardegna è una regione tra le più povere d’Italia; qui il lavoro per tutti, manca; qui il Sulcis ha visto le sue miniere chiuse; qui c’è turismo, ma non basta; qui ci sono fabbriche di bombe che i nostri governi vendono poi in Arabia e servono per bombardare lo Yemen, cosa, che molti non conoscono e contestata da tanti presidi organizzati dalla società civile, ma sino ad ora, senza esiti positivi.

Fa riflettere la storia di Angelo: lavorava alla Rvm, ma non poteva più sopportare di produrre armi che creavano morte. Si è licenziato. Ora è sostenuto, lui e la sua famiglia, dai colleghi, perché sino ad oggi non ha trovato lavoro.

Tutto questo provoca problemi che impediscono la realizzazione di pace e giustizia; Pensate alle servitù militari, al danno ecologico che queste zone militarizzate comportano, alle malattie che questo provoca a tante persone e a tanti animali.

Questa situazione provoca uno spopolamento inarrestabile da tanto tempo, specie nei paesi più piccoli e interni.

Di conseguenza in quei territori diminuiscono i servizi come scuole, presidi medici, trasporti, sicurezza.

Tanti giovani hanno lasciato l’Isola e la loro terra, cercando lavoro altrove e questo significa povertà del territorio, perdita di un patrimonio di intelligenze per tutta la regione.

Il tasso di disoccupazione è sempre molto elevato, sebbene nel 2018, ci sia stato un piccolo incremento di occupazione, ma si tratta di lavori precari e sottopagati. Ci sono molti giovani che non finiscono gli studi, molti laureati disoccupati che poi, come tanti, lasceranno l’isola.

L’economia regionale non è decollata. C’è prudenza da parte degli investitori, la domanda estera non è positiva, c’è un calo di vendite nei comparti chimici e petroliferi. L’agricoltura e la pesca soffrono e i pastori, non hanno ricevuto i contributi  per la produzione del latte che il governo aveva offerto, dopo la loro clamorosa protesta di mesi fa.

Il turismo, è sempre condizionato dalla distanza (serve l’aereo o la            nave). Perché non proporre tariffe ancora più agevolate?

Secondo quello che è emerso dagli interventi durante la Marcia, un sardo su quattro è in condizioni di povertà.

È peggiorata anche la condizione abitativa; tra l’altro un sardo su cinque ha irregolarità di erogazione dell’acqua, bene primario.

E la situazione non è cambiata nonostante il reddito di cittadinanza che ha erogato 41874 sussidi su 61107 richieste.

Occorre quindi ripensare il modello di sviluppo, di produzione e di consumo, visto che il sistema attuale non favorisce questa regione.

L’appello pressante dal Convegno e dalla Marcia è pensare ai giovani, la cui condizione, secondo don Ciotti è vera povertà locale e nazionale, e riconvertire le fabbriche di armi.

La pace è giustizia, diritti, è lavoro e cultura per tutti. La pace è che tutti possano avere una vita disgnitosa.

Occorre avere speranza; speranza che è stata presentata con idee quali un percorso nel Sulcis, il cammino di Santa Barbara che ha creato posti di lavoro, da una cooperativa sociale che gestisce un parco ecologico, dalla solidarietà per Angelo, da tante altre piccole cose.

Speranza che si crea con la condivisione di tutti, con una larga coesione sociale per il bene comune.

Questi e tanti altri, gli spunti di riflessione proposti dalla Marcia e dal Convegno di Pax Christi di fine 2019 e poi tornati a casa, le notizie del Medio Oriente… Quando vincerà la Pace? [Luigi Nessi, ecoinformazioni] [Foto Luigi Nessi, ecoinformazioni]

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