La prossima Como/ Destre contro i deboli/ Rinchiudere San Francesco e negare il dormitorio votato dal Consiglio

Luigi Nessi, Abbondino doro, sempre e comunque dalla parte dei deboli, portavoce de La prossima Como, la lista civica delle sinistre, è attonito per le ultime dichiarazioni di chi agisce sempre contro chi meno ha e, disperato dalla degenerazione della politica delle destre comasche, dichiara di non sapere più cosa pensare.

«Non sappiamo più cosa pensare dopo aver letto le dichiarazioni del sindaco, persona che pure – prima di diventare il primo cittadino della nostra città – ha avuto una  lunga storia di solidarietà. Non sappiamo più cosa pensare sentito l’intervento della parlamentare ex vicesindaca. Che dire…

La Giunta Landriscina, ha agito più volte contro chi è più debole ed emarginato invece di favorire le persone a realizzarsi. Tante le azioni inqualificabili:  dal contestare l’impegno delle persone che portavano la colazione, a usare i getti d’acqua, dal togliere le panchine, facendo danno alle persone di San Rocco, a vietare di chiedere l’elemosina in certe zone della città, per non disturbare la Città dei Balocchi.

E nelle ultime dichiarazioni del sindaco, il velato, ma non troppo, attacco ai volontari, dipinti come rompiscatole, che con il loro lavoro, favoriscono la “rabbia” di metà città e la minaccia di “azioni repressive”… E ora la follia più recente:  mettere i cancelli a San Francesco!!!

Non sappiamo, vogliamo sperare che queste idee non siano di tutta la Giunta. Non dovrebbero essere del Consiglio che la sostiene che ha votato una delibera che invitava la Giunta ad operare per un nuovo dormitorio.

Perché il problema c’è, esiste ed è di umanità: sono tante le persone che dormono in strada e, con la chiusura prossima dell’emergenza freddo, saranno ancora di più.

Allora? Non pensiamo che i problemi si risolvano facendo finta di nulla, o creando cancellate.

Pensiamo che un dormitorio pubblico, che permetterebbe a tanti una vita dignitosa, che permetterebbe di lavorare sul benessere e sul reinserimento di tante persone fragili, sia necessario e sia una “cosa” che qualsiasi amministrazione dovrebbe avere come obbiettivo. Una “cosa” che riqualificherebbe la città, che è – non dimentichiamolo – Città messaggera di Pace.

È necessaria la disobbedienza pacifica e civile, ma occorre riflettere su cosa e come fare.  Invitiamo  tutti/e  i consiglieri /e che al di là dell’appartenenza hanno votato la mozione che vuole un dormitorio pubblico ad attivarsi per ricordare al sindaco e alla sua Giunta la  scelta fatta dal Consiglio comunale a favore di tante persone e della città». [Luigi Nessi, portavoce di La prossima Como]

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