Scioperi antifascisti del marzo 1944: la memoria al tempo del virus

Si è svolta “in forma privata” la cerimonia di commemorazione delle vittime degli scioperi antifascisti del 6 marzo del 1944, che anche a Como costituirono un momento fondamentale per la lotta contro l’oppressione del regime fascista e nazista.

Quest’anno, a causa delle doverose cautele imposte dalla situazione dell’epidemia Covid-19, la cerimonia di ricordo dei deportati della Tintoria Comense e della Tintoria Castagna, morti nei campi di concentramento nazisti ha visto la partecipazione del solo sindaco di Como, Mario Landriscina, in rappresentanza di tutte le autorità, e di pochi familiari delle vittime. Ridotta nella partecipazione, la cerimonia non è stata sminuita nel significato.

La memoria non può e non deve essere sospesa, così come la consapevolezza che quelle ideologie di oppressione e negazione dell’umanità non sono del tutto tramontate. Dagli scioperi di marzo alla Liberazione d’aprile passò più di un anno, e altri settantacinque ne sono trascorsi da allora: l’impegno antifascista non è ancora terminato.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

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