Alle Bonicalzi nella Piazza virtuale dell’8 marzo a Como

Un divario iniquo ancora da colmare. Insieme. Il 5 marzo 2020 il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite ha rilasciato il Gender Social Norms Index: uno studio approfondito sui pregiudizi di genere, frutto di 5 anni di indagini condotte in 75 Paesi (per un equivalente dell’81% della popolazione mondiale), allo scopo di misurare «il modo in cui le credenze sociali ostacolano la parità di genere in settori come la politica, il lavoro e l’istruzione».

Sebbene l’Italia non rientri tra i paesi presi considerazione, l’andamento globale parla chiaro e non può lasciarci indifferenti con la scusa di non coinvolgerci direttamente.

«Purtroppo le disparità di genere persistono in ogni paese. Nonostante i notevoli progressi in alcune aree, nessun paese al mondo – ricco o povero che sia – ha raggiunto l’uguaglianza di genere.

Troppo spesso le donne e le ragazze sono discriminate in termini di salute, istruzione, casa e mercato del lavoro, con ripercussioni negative per le loro libertà.»

Pregiudizi duri a morire, condivisi da uomini e donne

L’analisi delle Nazioni Unite rivela che, nonostante decenni di progressi nella direzione di colmare il divario di uguaglianza tra uomini e donne, quasi il 90% delle persone al mondo ha una sorta di pregiudizio contro le donne!

«In altre parole, 9 persone su 10 in tutto il mondo – uomini e donne – sono prevenute nei confronti delle donne riguardo aree vitali (come la politica, la dirigenza e la salute) che hanno un impatto sul mondo in maniera significativa.»

Si potrebbe pensare che questi dati riguardino soprattutto aree ove le donne siano particolarmente oppresse, il che è vero ma non esaustivo. Tra l’altro le donne stesse sono tra le sostenitrici dei medesimi pregiudizi che le condannano a un ruolo di serie B.

Inoltre, soltanto 6 paesi virtuosi (Andorra, in cima alla lista, con oltre il 73% della popolazione priva di pregiudizi di genere, Australia, Nuova Zelanda, Norvegia, Olanda e Svezia) su 75 non presentano particolari pregiudizi di genere…

Secondo l’indagine, circa il 50% delle persone al mondo – uomini e donne! – ritiene che gli uomini siano leader politici migliori; oltre il 40% ritiene che gli uomini costituiscano dirigenti aziendali migliori e che siano gli uomini ad avere maggiore diritto a un lavoro quando il lavoro scarseggia.

Tra i dati più inquietanti: quasi il 30% delle persone al mondo – uomini e donne, attenzione! – pensa che sia giustificato che un uomo picchi la propria moglie/compagna.

Verso un più roseo futuro?

La situazione va migliorando, vero, ma molto lentamente (e in rallentamento) e senza certezze, anzi.

L’Index, infatti, include anche le linee di tendenze relative a 31 paesi (il 59% della popolazione mondiale): e sebbene in alcuni ci siano stati netti miglioramenti, in altri gli atteggiamenti sembrano essere decisamente peggiorati negli ultimi anni, soprattutto tra la popolazione maschile più giovane!

Il che significa che anche i progressi fatti non possono comunque essere dati per acquisiti.

Serve lavoro per consolidarli e per mantenerli.

Naturalmente abbiamo fatto passi da gigante in tutto il mondo in termini, ad esempio, di aumento dell’accesso all’istruzione delle bambine o di miglioramento dell’assistenza sanitaria per le donne in generale. Ma le donne non hanno ancora un posto nella maggior parte dei tavoli decisionali e quindi, ovviamente, non esiste ancora una vera uguaglianza di genere.

Serve una volontà indomita

La battuta d’arresto di molte battaglie, in tutto il mondo, testimonia quanto, in effetti, il cambiamento sia scomodo per molte persone e i presunti ‘grandi progressi’ raggiunti siano piuttosto claudicanti (due passi avanti e uno indietro, come si suol dire)… Certamente una normativa più chiara e prese di posizione pubbliche più dirette aiuterebbero.

Ma il vero problema è che i cambiamenti normativi possono poco se non sono accompagnati da un più profondo e capillare cambiamento delle norme sociali.

«La vera uguaglianza di genere non diventerà mai realtà a meno che la gente – siano essi uomini o donne – si convinca che dovrebbe.»

«La libertà delle persone è pari alla loro intelligenza nel volerla e al loro coraggio nel prenderla.» (Emma Goldman)

C’è ancora tanto lavoro da fare, dunque.

Va fatto insieme. E va fatto a partire da sé.

Dal qui e ora.

Da oggi.

Per cui questo 8 marzo 2020, vi prego!, smettiamola di parlare di festa della donna e rimbocchiamoci le maniche per una Giornata internazionale della donna che sia l’inizio di una nuova fase di costruzione di pari diritti per tutte e per tutti.

Ché non c’è libertà ed equità se non è condivisa ed estesa. [Alle Bonicalzi]

Fonti: GSNI Human Development Reports; Sweeping UN study finds that 9 out of 10 people worldwide are biased against women – Upworthy.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: