Cgil-Cisl-Uil/ Prima la salute

«In questi giorni abbiamo sostenuto PRIMA LA SALUTE e riteniamo che anche oggi, in presenza dell’ultimo DPCM, questa sia l’assoluta priorità.
Aver scelto, come ha fatto il Governo, di far prevalere le ragioni economiche, seppur con alcune limitazioni del tutto insufficienti a fronteggiare l’emergenza sanitaria, rispetto alla prioritaria tutela intransigente e certa della salute delle lavoratrici e dei lavoratori,lasciando di fatto al sistema delle imprese il giudizio finale su cosa e come produrre, sia un errore.

Non di meno il sindacato deve agire sulla leva del “favorire gli accordi tra le parti sociali”, prevista dal DPCM; per questo da subito abbiamo chiesto che la cabina di regia regionale sia il luogo utile a favorire gli accordi per una significativa riduzione delle attività produttive nella nostra regione, tenuto conto sia dell’emergenza sanitaria che delle attività indispensabili e di pubblica utilità, nonché della definizione concordata di quali siano le dotazioni strumentali e i presidii di massima sicurezza e le modalità organizzative che ogni impresa deve garantire a garanzia della salute dei lavoratori, in mancanza delle quali è obbligata la sospensione dell’attività.
Così come è indispensabile che le RSU/RSA e le categorie territoriali, che sono al fianco di lavoratori e lavoratrici, attivino da subito in ogni azienda confronti ed iniziative per il rispetto rigido delle norme igienico-sanitarie e di protezione, anche finalizzate alrallentamento e alla sospensione delle attività produttive che risultano con tutta evidenza non indispensabili in questa fase di emergenza.
Continuare ad affermare che la TUTELA DELLA VITA E DELLA SALUTE degli operai, impiegati, lavoratori e lavoratrici di ogni settore è la assoluta priorità, che ci sono tante attività non indispensabili in una situazione grave com’è quella attuale, che è necessario un grande atto di responsabilità collettiva, sono i principi a cui ispirarsi per rilanciare un’idea di Paese e di comunità civile.

 I sindacati regionali hanno chiesto una convocazione urgente del tavolo di segreteria del Patto per lo sviluppo, per dare attuazione a quanto previsto al punto 9 del DPCM, cioè la ricerca di un accordo tra le organizzazioni datoriali e sindacali che definisca le modalità di attuazione delle misure previste dai citati punti 7 e 8, la sospensione immediata delle attività nelle aziende che non sono in grado di realizzare tali misure di sicurezza e, primariamente, l’identificazione delle aziende che, per la loro attività e produzione di beni e servizi, sono da considerarsi indispensabili nella attuale situazione di grave e crescente emergenza sanitaria e, come tali, da non sospendere». [Cgil-Cisl-Uil Lombardia]

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