Il resto del palinsesto

Sarebbe bello, in situazioni di emergenza come questa, che il sistema di informazione sperimentasse modi e forme innovative. In mezzo a informazioni assolutamente utili, quasi tutte ricopiate dal web, vediamo stampa, radio, televisione esibire fatti, piccoli fatti, pseudofatti, fatterelli, soffiate, finti scoop, marmellate strappacore, vite di vip, calciatori e attrici in prevedibilissime difficoltà, mezze interviste, esperti e parenti di esperti, cugini di infermieri, una quantità straripante di taglia e incolla ripetuti all’infinito in mezzo ai quali galleggiano ogni tanto informazioni veramente utili, non di rado interrotte dalla pubblicità.

Effetti: la fatica di isolare dal magma le informazioni che davvero ci servono, una certa perdita di fiducia in quello che si legge o si ascolta, un favore alla paura, ai comportamenti maniacali, alla depressione. Ma non sarebbe meglio che articoli e programmi di informazione mantenessero una loro visione su tutti i campi di tutto il mondo nei quali si svolge la nostra vita, dedicando alla situazione della pandemia, magari anche ogni mezz’ora, informazioni, appelli, resoconti puntuali, autorevoli e senza fronzoli? E il resto del palinsesto? Beh, bisogna studiare, capire, comunicare tutto il resto del tempo e del mondo. Non è questo che fanno i giornalisti? [Andrea Rosso, ecoinformazioni]

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