Salute e diritti senza frontiere/ Sindacati italiani e svizzeri insieme

Con un importante documento, firmato da organizzazioni sindacali italiane e ticinesi, viene evidenziato che non è possibile affrontare il problema della diffusione del contagio senza intese che travalichino i confini degli stati. Di seguito il testo del documento. Emergenza Covid 19: serve una strategia comune nelle aree geografiche confinanti.

«In relazione all’estendersi del contagio del Covid – 19 ed ai conseguenti effetti sulla salute delle persone nei luoghi di lavoro, le OO.SS. Italiane e svizzere operanti nelle aree transfrontaliere, ribadiscono la necessità che alle misure già intraprese da ciascun Governo, si adottino d’ora in poi, provvedimenti il più possibile omogenei tra Roma e Berna, volti a limitare la rapida diffusione del virus.

Serve, com’è sempre più evidente, una strategia comune rispetto ad aree geografiche di confine, fortemente interconnesse in termini economici e di sistema infrastrutturale, all’interno di un territorio che vede i più consistenti flussi del lavoro frontaliero in uscita dall’Italia. A tal proposito auspichiamo ulteriori e più efficaci iniziative congiunte dei Ministeri degli Esteri dei rispettivi paesi al fine di individuare linee guida comuni anche con i Governi Cantonali di Bellinzona, Coira e Sion.

In queste ore la preoccupazione delle Amministrazioni locali si è concretizzata con richieste accorate di Comuni e Province di confine nei confronti dei Governi Cantonali (nello specifico dei Comuni della Valchiavenna, della provincia di Como e del Verbano Cusio Ossola), facciamo nostre queste preoccupazioni e ribadiamo che la strategia d’intervento debba necessariamente passare attraverso:

 • chiusura di tutte le attività non strategiche nei Cantoni di confine finalizzata alla riduzione dei flussi transfrontalieri
• allargamento ulteriore dello smart working in tutte le attività compatibili
• garanzia dell’effettiva possibilità di lavorare nel rispetto delle norme igieniche accresciute e delle distanze sociali di sicurezza nelle imprese strategiche in attività
• disponibilità dei dispositivi di protezione individuale (DPI)
• mantenimento dei piccoli varchi aperti a garanzia tanto delle viabilità quanto dei
controlli della polizia di frontiera
Le OO.SS. Scriventi esprimono sostegno e vicinanza a quei lavoratori che, in queste ore in Italia, sono costrette a ricorrere allo sciopero per affermare il proprio diritto alla salute nell’interesse generale delle comunità.

Milano, Torino, Lugano, Coira, Briga, 26 marzo 2020»

[CGIL (Giuseppe Augurusa), CISL (Luca Caretti), UIL (Pancrazio Raimondo), UNIA Ticino e Moesa (Giangiorgio Gargantini), UNIA Regione Svizzera orientale e Grigioni (Arno Russi), Unia Regione Vallese (German Eyer), OCST Ticino(Andrea Puglia), SYNA Grigioni (Ivan Cameroni)]

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