Acqua smart

Lavarsi le mani. Assolutamente necessario per combattere il virus. Abbondantemente. E se l’acqua non ci fosse, come in effetti non c’è per alcuni miliardi di umani? 

La strategia messa in atto contro il covid-19 ha dovuto fare i conti con una totale inadeguatezza dei sistemi sanitari, messi in ginocchio da tagli sconsiderati dalla distribuzione capillare di poltrone e da servitù mercantili. Un sistema sanitario decente avrebbe dovuto essere pronto ad affrontare eventi prevedibilissimi come le epidemie virali, che attraversano da sempre il pianeta.

Bene, anche la scarsità di acqua potabile è un evento largamente atteso. E quindi un governo appena decente dovrebbe avere piani di intervento dettagliati, dagli investimenti in ricerca e tecnologia (desalinizzazione o altre soluzioni con relativi studi di compatibilità ambientale), programmi di protezione civile, strumenti legislativi, individuazione di competenze). E di sicuro dovrebbe avere ormai compreso che  il punto fondamentale, la condizione di funzionamento di qualsiasi programma è il controllo pubblico della risorsa idrica.

Ma questo succede davvero ? Intanto, laviamocene le mani, questo sì che è smart. [Andrea Rosso, ecoinformazioni]

1 thought on “Acqua smart

  1. Caro Andrea, l’accesso all’acqua potabile (nel Mondo e in Italia) non è un problema di tecnologia, ma (come giustam ricordi tu) di politica. La priorità è mettere in sicurezza il controllo e la gestione pubblica, altrimenti parliamo di poco-nulla: ad es oggi i principali bacini idrici in Lombardia sono “controllati” e gestiti dalle aziende idroelettriche (enel, a2a…) che hanno in mano i “rubinetti”, lo Stato dovrebbe invece avere il controllo di tutta la risorsa.
    Roberto

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