18 aprile/ Giornata della laicità/ Margherita Hack

La scienza garanzia di laicità. Margherita Hack, Libera scienza in libero Stato, Biblioteca Universale Rizzoli, 2011, pagg. 336, euro 8. Margherita Hack, Nicla Panciera, In piena libertà e consapevolezza. Vivere e morire da laici, Baldini e Castoldi, 2013, pp. 152, € 12.25.

Nell’aprile dello scorso anno, a Trento è stato conferito a Lidia Menapace il premio Margherita Hack – Personaggio laico dell’anno 2019. «Assegniamo questo premio alla professoressa Lidia Brisca Menapace come riconoscimento alla persona impegnata, lottatrice, sempre in movimento per diffondere la cultura laica». Si legge nelle motivazioni.

Ho accolto la scelta con molto piacere, ma oggi, in occasione delle Giornate della laicità vorrei parlare non della mia amica Lidia, ma della scienziata a cui il Premio è dedicato. Margherita Hack ha sempre sostenuto che «Occorre maggiore cultura scientifica, ma in generale maggiore cultura in tutti i sensi, perché solo così si sviluppano le capacità razionali di giudizio indipendente». E io aggiungo che solo le capacità razionali di giudizio indipendente danno forma al pensiero laico.

«La pandemia Covid-19 ha posto l’umanità intera di fronte a una sfida inedita. Gli unici mezzi di cui disponiamo per affrontarla sono la ricerca scientifica, lo studio, la conoscenza. Che cosa significa questa pandemia per le nostre società? Come ne usciremo? Finita l’emergenza il nostro mondo potrà essere lo stesso? Mai come oggi il pensiero laico, critico e razionale deve essere il nostro faro». Si legge nella presentazione dell’undicesima edizione delle Giornate della laicità, che quest’anno si trasferiscono on line. “Forza e fragilità di homo sapiens. Dentro e oltre la pandemia”, l’appuntamento 2020 è per sabato 18 aprile dalle 10 alle 19. La manifestazione, dedicata al pensiero laico, critico e razionale – organizzata da Iniziativa laica, con la collaborazione di Arci Reggio Emilia, diretta e coordinata da Cinzia Sciuto – si può seguire sulla pagina Facebook (facebook.com/iniziativalaica) e sul canale Youtube (bit.ly/Giornatedellalaicita). Federico Chicchi, Silvano Fuso, Silvio Garattini, Vera Gheno, Monica Lanfranco, Dacia Maraini, Emanuela Marmo, Moni Ovadia, Elisa Palazzi, Valter Tucci si interrogheranno sugli aspetti scientifici dell’emergenza e sugli effetti sociali.

Ma in Italia la scienza è per tutti? E tutti sono per la scienza? A me sembra di no. Anzi mi pare esista una diffidenza diffusa su questioni legate alla biotecnologia, all’inquinamento, ai cambiamenti climatici, al nucleare. Tutte questioni sulle quali, si può intervenire solo investendo in ricerca scientifica.

«Nel nostro Paese quando si deve tagliare, si tagliano la cultura e la ricerca, ritenute evidentemente un inutile lusso», scriveva Margherita Hack nel suo libro “Libera scienza in libero Stato”, una denuncia della generalizzata diffidenza verso la cultura scientifica, in Italia. La riflessione parte da un discorso tenuto da Piero Calamandrei l’11 febbraio del 1950 al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola pubblica e laica. «Siete proprio sicuri che in Italia noi abbiamo la scuola laica? […].»). La scuola pubblica è indispensabile perché «crea cittadini, non crea cattolici, né protestanti, né marxisti», […] «non è la scuola di una filosofia, di una religione, di un partito, di una setta». Calamandrei distingue un «totalitarismo aperto» (quello del fascismo, che da partito aveva occupato lo stato e controllato la scuola secondo criteri ideologici) e quello «subdolo, indiretto» (quello determinato a screditare e svuotare di mezzi e finanziamenti la scuola pubblica per privilegiare quella privata), di cui già nel 1950 si avvertivano delle avvisaglie.

Hack nel libro sostiene l’impossibilità di parlare di cultura senza parlare anche di scienza. E individua due elementi ostili alla cultura scientifica: l’ottusità della classe politica e gli ostacoli posti dalla Chiesa. Alla politica italiana, che non ha favorito la cultura scientifica, tagliando fondi alla scuola, all’università e alla ricerca, si è affiancato l’intervento della Chiesa cattolica. Benedetto XVI «si permette di accusare gli scienziati di essere arroganti e avidi» e la cultura scientifica di «essere senza valori». E l’ex ministra dell’Istruzione, Letizia Moratti, si mostra ancora «più papista del papa», proponendo di eliminare dai programmi scolastici lo studio della teoria evoluzionista.

Nicla Panciera ha raccolto in un pamphlet le riflessioni di Margherita Hack su libertà individuali e sul significato della laicità. “In piena libertà e consapevolezza. Vivere e morire da laici” non era ancora stato stampato, quando Margherita volò tra le stelle. Il libro ripercorre, tra memoria privata e pubblica, alcuni momenti chiave della storia sociale italiana: dal Concordato del 1929 alla stagione dei diritti civili degli anni Settanta, alle unioni civili, al multiculturalismo, al fine vita, al testamento biologico, alla fecondazione assistita, all’interruzione di gravidanza, … Convinta che la società dipenderà da come i giovani sapranno affrontare queste questioni, come sempre, Hack ritorna su laicità e ricerca scientifica. È proprio alle ragazze e ai ragazzi che racconta chi siamo stati e come vincere le sfide epocali: avendo come guida la nostra Costituzione, senza considerare acquisiti per sempre i diritti, essere più liberi di quanto non lo siano stati madri e padri.

Della sua determinazione, della sua capacità di dialogare, del suo sorriso bonario avremmo tanto bisogno per rinascere dopo questa pandemia. [Celeste Grossi, ecoinformazioni, Arcibook]

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