Sicurezza al lavoro

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Giuseppe Leoni, ambientalista, noto anche per il suo impegno contro l’economia assassina e per la Decrescita felice e animatore della lista Cerco-offro de L’isola che c’è, presenta alcune indicazioni, tecnicamente accurate, finalizzate a sviluppare il protagonismo politico dei lavoratori, in qualità di perito industriale, esperto di Sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e formatore Aias (Associazione professionale italiana ambiente e sicurezza).

Questo contributo si pone in affiancamento al Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro, con l’obiettivo di fornire sintetiche  indicazioni organizzative concrete e, praticamente, immediatamente attuabili nelle attività lavorative, fabbriche in particolare.

Per le misure igieniche specifiche, si rimanda alla  documentazione specializzata (es. http://www.aidii.it/indicazioni-per-la-tutela-della-salute-dei-lavoratori-nel-contesto-dellemergenza-covid-19-rev-02-e-utilizzo-mascherine/).

Si sofferma su: – informazioni sulla diffusione del virus; – tipologia ed importanza delle diverse tipologie di “mascherine”; – dettagli comportamentali.

Ma, in particolare, al ruolo politico/organizzativo dei lavoratori.

È rivolto principalmente ai lavoratori e alle loro Rappresentanze Sindacali, ma anche ai datori di lavoro.

Contesto

La diffusione del Coronavirus Sars-cov-2 avviene attraverso il contatto con le mucose di bocca, naso e occhi. Con conseguente malattia dei polmoni (polmonite interstiziale) tecnicamente detta covid-19.

Maschera (respiratore) con valvola

Il virus può inserirsi nell’organismo e:

  • annidarsi senza creare danni e quindi senza dare sintomi della presenza (asintomia);
  • annidarsi ed evolvere lentamente (incubazione), che può durare da 15 a 30 giorni circa. Senza manifestare sintomi particolari.

Conseguentemente tutti noi, possiamo già essere contagiati. Col rischio quindi, se non muniti di dispositivi di protezione, di diffondere inconsapevolmente il virus.

Per evitare i rischi di contatti e contagi le fondamentali misure precauzionali sono:

­        distanziamento individuale: legalmente almeno un metro, più precauzionalmente, due o più metri

­        – maschera (più correttamente denominata Respiratore) Ffp2 ma senza valvola. (FF sta per Facciale Filtrante in quanto tutta la superficie della maschera è il filtro). I respiratori FFP senza valvola proteggono sia indossatore, sia colleghi/popolazione in quanto l’aria viene filtrata sia in ingresso, sia in uscita. Sono quindi i più idonei. Se si dispone solo di respiratori con valvola [foto di copertina], questa la si può tappare. In subordine, in casi particolari, es. situazioni in cui la distanza individuale di sicurezza è sicuramente, strutturalmente e costantemente garantita, l’ambiente è molto aerato o l’espirazione risultasse eccessivamente faticosa a causa dell’assenza della valvola, sentito anche il medico competente, si può valutare l’utilizzo di regolamentari mascherine chirurgiche (foto 1), ben sapendo che non proteggono l’indossatore quanto gli ffp. Barba e baffi debordanti il perimetro delle maschere non garantiscono la loro efficacia, sia riguardo l’indossatore, sia tutti gli altri.  

­ – utilizzo di guanti monouso

­ – lavaggio delle mani con acqua (meglio molto calda) e sapone per almeno 20 secondi (con reintegro del grasso naturale la sera con creme idratanti)

Nuova organizzazione aziendale

In funzione della dimensione e della tipologia aziendale, sarà importante attuare: 

­- precedentemente alla ripresa dell’attività, costituzione di un Gruppo specifico (quello che una volta, nel settore chimico dal quale provengo, era la Commissione Ambiente) per l’elaborazione di un Piano Operativo Specifico Aziendale. Costituto da Rspp, Mc, Rls,  altri membri indicati dall’azienda e dai lavoratori, col compito di studiare e verificare l’attuazione delle migliori misure “tecniche, organizzative e procedurali”, secondo i criteri della Valutazione dei rischi, indicati dal D.Lgs. 81/2008.  Fondamentale sarà il massimo coinvolgimento di tutti i lavoratori (anche con interviste individuali), in quanto assai spesso maggiori conoscitori del funzionamento concreto dell’azienda e quindi gli ottimali propositori delle migliorie.

Nel procedere nell’analisi e nello studio delle proposte, tenere anche presente quando indicato nel “Documento predisposto dal Coordinamento Tecnico delle ASL – documenti di linee guida per l’applicazione del Decreto Legislativo 19/9/94 n° 626, …”, laddove uno stralcio recita: “Disponibiltà ai cambiamenti: La Valutazione dei rischi può essere l’occasione per avviare una riorganizzazione razionale e pianificata della produzione nei suoi diversi componenti (macchine, procedure, spazi, organizzazione …) al fine di raggiungere l’obiettivo di una sostanziale riduzione e/o del controllo dei fattori di rischio presenti …”

­- organizzazione di momento informativo per illustrare a tutti i lavoratori scopi di quanto si dovrà attuare in azienda, modalità comportamentali (in particolare la gestione delle maschere e dei guanti) e di quant’altro contenuto nel POSA, con consegna ad ognuno della corrispondente documentazione

­- allontanamento delle postazione fisse dei lavoratori: non meno di 1,5 metri, ma meglio molto di più; nell’impossibilità, installazione di barriere/schermi fissi

­- dotazione giornaliera dei respiratori FFP2 senza valvola; nell’impossibilità della fornitura giornaliera, igienizzazione quotidiana a cura dell’azienda (attuabile a mezzo di acido peracetico o di alcol o di vapor acqua bollente, affidata a personale/ditte specializzate)

­- divieto di occasioni di assembramento, le cui principali sono:

a) ingresso/uscita con orari e fasce scaglionati

b) zona ristoro/caffè: utilizzo da parte di non oltre due persone contemporanee (un piccolo spazio di relazione deve essere lasciato…)

c) mensa/refettorio:

– contingentamento della fruizione

– allontanamento delle postazioni dei commensali (1,5 m o più); nell’impossibilità, installazione di paratie fisiche, da igienizzare quotidianamente

– dismissione della mascherina esclusivamente durante la consumazione del pranzo

– divieto di eventuali giochi di società (carte, scacchi, ecc.)

[Giuseppe Leoni per ecoinformazioni].

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