Grazie al sacrificio di chi vive in Lombardia

Non è la prima volta che l’intero paese  si salva grazie alla Resistenza di persone di ogni parte d’Italia che al Nord  pagano un prezzo altissimo, come fu contro il nazifascismo, quando la lotta fu particolarmente forte nelle fabbriche e sul campo al Nord, regalandoci, a costo di tante vittime, la libertà. Allora fu una scelta vitale e rivoluzionaria a spingere i partigiani e le partigiane a lottare. Ora sono stati i governanti regionali a scavare la fossa a tanti/e.

Bisogna riconoscere però che in questa terribile vicenda della pandemia ci sono tante regioni  che grazie alla Lombardia hanno avuto molte meno vittime. Se in Lombardia non si fosse sbagliato tutto e con incapacità mista ad affarismo cialtrone non si fossero coltivati i focolai, ignorate le più elementari norme per evitare il contagio, se non si fosse creata una situazione di assoluto stallo negli ospedali, non si fosse calpestata la professionalità e il diritto di vivere dei sanitari, se non fossero stati  costretti a morire in solitudine  gli anziani nelle Rsa, forse il resto dell’Italia non avrebbe preso sul serio il pericolo.  Forse anche il governo non sarebbe stato così determinato e certamente tante altre regioni avrebbero pagato un prezzo di sangue terrificante. Invece non è andata così. Tante regioni si sono salvate grazie al distanziamento fisico decretato in tutto il paese prima di tutto per fermare l’ecatombe in Lombardia ed evitare che la logica del Milano non si ferma, Bergamo non si ferma , Como non si ferma ne uccidesse ancora di più. Infatti il distanziamento fisico (non sociale che è una iattura) funziona. Peccato che chi vive in Lombardia  ora debba  pagare per la riapertura forzata un tributo ulteriore di vittime. Questa volta senza nemmeno il vantaggio di dare un esempio cattivo (ma comunque utile) al resto dell’Italia. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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