Ordinanza apertura 1 giugno Fontana/ L’Arci: civismo attivo per la salute

Il presidente della Regione Lombardia ha firmato il 29 maggio sera l’ordinanza n.555 che prevede ulteriori riaperture dal 1 giugno. Tra le attività oggetto del provvedimento anche i circoli culturali e ricreativi. Sabato 30 maggio la Presidenza regionale Arci produrrà un vademecum per la riapertura confermando le anticipazioni già fatte. Sono molte le regole da seguire e sarà necessaria molta attenzione per evitare contagi e per non incorrere in sanzioni pesantissime. Impossibile aprire prima di aver organizzato gli spazi, acquistato il materiale necessario e comprese appieno le regole da seguire.

«Come nelle più sciagurate previsioni gli interessi economici, e clientelari hanno spinto anche la regione delle stragi a riaprire praticamente tutto dal 1 giugno e addirittura saltano alcune cautele previste fino a ora. I dati davvero preoccupanti in Lombardia con un numero di morti al giorno impressionate e un numero di positivi elevatissimo è stato giudicato dal duo Fontana-Gallera un “buon risultato” e quindi è stata emanata l’ordinanza per migliorare ancora i già buoni risultati. Tutto allegramente aperto, sicuri di dare una mano al virus che effettivamente nelle altre regioni è in difficoltà e solo nell’indubbia eccellenza lombarda può trovare sostegno e amore. Non è la prima volta che ci si trova a dover contrastare un potere che ci considera cavie, carne da macello. Capita a Taranto con l’Ilva, in tante zone dove l’inquinamento uccide ed è capitato, fino al referendum vittorioso, anche nelle zone delle terribili centrali nucleari italiane un tempo decretate sicure per legge (per interesse di alcuni), come adesso fa la Lombardia con covid-19. Ma possiamo resistere, nulla ci nega il diritto al civismo attivo: mascherine SEMPRE, distanziamento di qualche metro SEMPRE. Se pure il nostro comportamento salvasse solo dieci persone vale la pena di persistere. Non cediamo alla stupidità di gregge, non pensiamo che chi è cauto e altruista sia tremebondo, ribadiamo che in una situazione nella quale aumenta ogni giorno il numero dei cretini cattivi che indossano la mascherina, ma la tengono lontana da bocca e naso, essere rigorosi, forse non ci salverà, ma certamente serve agli altri. Pensiamo ai deportati al lavoro e a quelli condizionati a essere deportati ai consumi tanto da affollare le vie dei negozi. Facciamo attenzione anche per loro. Molti ce la faranno e ricordiamoci che i sopravvissuti diranno comunque che le cautele erano eccessive. I morti invece, purtroppo, non diranno nulla. I circoli Arci della provincia di Como valuteranno con la massima attenzione – in piena autonomia – quando, cosa e come riaprire. Saranno adottati provvedimenti compatibili con la scelta di civismo attivo dell’associazione che storicamente per i diritti delle persone è pronta a superare le indicazioni delle leggi e, se necessario, nel rispetto del superiore dettato costituzionale, anche a infrangerle». [Gianpaolo Rosso, presidente Arci Como]

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