Dal 3 al 12 giugno/ Festival Sabir/ Mediterraneo digitale

«La pandemia di Covid-19 ha sconvolto, come mai era successo nell’era moderna, l’intero pianeta. Le contraddizioni di un modello di sviluppo che produce povertà, guerre, disastri ambientali e diseguaglianze, sono emerse in tutta la loro tragicità. Le nostre vite, la mobilità e le relazioni tra le persone sono state investite da cambiamenti imprevisti. Tornare indietro non sarà più possibile. Un cambiamento concreto non è più soltanto auspicabile, ma necessario. Il come dipenderà da tutti noi». Così si apre la nuova edizione di Sabir, il festival delle culture mediterranee che ogni anno vede Arci impegnata, accanto ad altre realtà, nella promozione e la diffusione di un Mediterraneo come mare tramite d’integrazione e sviluppo e non di disuguaglianza e separazione.
Un obiettivo che, nella situazione attuale di crisi generata dall’epidemia di Covid-19, diventa ancora più importante da perseguire e raggiungere, da approfondire e dibattere in sei giorni di incontri ed iniziative virtuali (nel rispetto e tutela della salute dei partecipanti).
Anche Arci Como, con la propria webtv, segue l’evento segnalando quotidianamente le iniziative.

«Il Festival Sabir giunge alla sua sesta edizione, dopo quelle tenutesi a Lampedusa (1-5 ottobre 2014), a Pozzallo (11-15 maggio 2016), a Siracusa (11-14 Maggio 2017) e Palermo (11-14 ottobre 2018) e Lecce (16-19 maggio 2019). È stato, fin dalla sua nascita, un luogo di condivisione, scambio e proposta, che ha dato voce alle associazioni, ai movimenti e alle organizzazioni sociali del Mediterraneo, inteso come spazio comune delle dinamiche economiche, politiche e sociali dell’Europa, dell’Africa e del Medio Oriente.

Un Festival diffuso delle Culture Mediterranee, promosso da Arci, insieme a Acli, Caritas Italiana e Cgil, in collaborazione con A Buon Diritto, Asgi e Carta di Roma, con la presenza di tante reti e soggetti internazionali e con il patrocinio d’istituzioni locali e nazionali, realizzato per costruire alternative possibili al modello diseguale e ingiusto che ha aumentato le distanze tra i Paesi e i popoli che si affacciano su questo Mare.
Proprio per questo, dargli continuità, soprattutto in questa fase di crisi globale, ci è sembrata una scelta obbligata.

Le limitazioni alla mobilità, l’impossibilità di programmare con largo anticipo attività ed eventi pubblici che prevedano vicinanza fisica, la tutela della salute delle migliaia di partecipanti che generalmente affollano le varie iniziative, ci hanno spinto ad organizzare un’edizione straordinaria online del Festival Sabir, con un programma diverso e nuovo.
Tantissimi gli eventi di ‘Sabir 2020 Oltre. Il Mediterraneo e la crisi globale’ in programma il 3-4-5 giugno e il 10-11-12 giugno, che si potranno seguire tutti in diretta su Zoom e LiveFacebook (qui il programma completo).
Tra gli altri ricordiamo giovedì 4 giugno Alessandra Ziniti (la Repubblica) intervista  Matteo Mauri, viceministro dell’Interno, sulla regolarizzazione degli stranieri, mercoledì 10 giugno Marco Damilano (l’Espresso) intervista Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, giovedì 11 giugno Hate Speech: la democrazia sotto attacco, con Chiara Saraceno, Laura Boldrini e Triantafillos Loukarelis, Direttore Unar, mentre venerdì 12 giugno l’ospite che chiuderà ‘Sabir 2020 Oltre’ sarà Ilvo Diamanti.

Promuoveremo formazioni, incontri internazionali, seminari e conferenze che consentano a tante persone di prendere la parola e di intervenire, per progettare insieme un futuro alternativo al passato, anche recente.
La nuova stagione che ci attende dopo la pandemia sarà migliore se ciascuno di noi metterà in campo tutto il proprio impegno, la propria passione e la propria tenacia.
Sabir può e vuole essere lo spazio per costruire insieme un nuovo domani». [Ufficio stampa Festival Sabir]

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