Anche Milano alza il pugno per Black lives matter

Dopo la manifestazione di Como, domenica 7 giugno è stata Milano a mobilitarsi contro il razzismo, la violenza poliziesca e il fascismo.
Più di diecimila persone sono scese in piazzale duca d’Aosta e hanno sfidato il maltempo per commemorare George Floyd e tutte le vittime dell’odio razziale.

Come nelle altre città italiane, anche nel capoluogo lombardo sono stati osservati 8 minuti di silenzio, e anche davanti a Stazione centrale i manifestanti si sono inginocchiati alzando in alto il pugno. Anche sotto il piovoso cielo milanese è stato gridato che “black lives matter!” e “no justice, no peace!”.

In quella che è stata una delle dimostrazioni con età media più bassa che la città abbia visto negli ultimi anni, è spiccata anche la presenza di molti ragazzi e molte ragazze di seconda e terza generazione, cosa che ha dato agli interventi del presidio una connotazione antirazzista particolarmente sentita.
Proprio la composizione della manifestazione è stata probabilmente la causa della trasformazione del presidio in corteo.
Sotto un vero e proprio diluvio (che non ne ha affatto ridotto il numero e, anzi, ha fatto alzare il volume dei cori), i partecipanti si sono mossi verso via Zuretti. Qui, nel 2008, è stato commesso l’assassinio di Abdul William Guibre, colpevole di non essere bianco e vittima dell’odio di due “cittadini qualunque”.
L’inginocchiarsi, alzare il braccio col pugno chiuso e tributargli un silenzio lungo quanto l’applauso scrosciante dimostra che l’adesione al movimento Blm è ben più che una moda.

Milano ha dato domenica una grossa prova di forza. Da un lato si è confermata come unica vera metropoli italiana e, di conseguenza, luogo che più di ogni altro si candida a crogiolo socio-politico nazionale.
Soprattutto, però, la corposa partecipazione di giovani e di ragazzi di seconda e terza generazione fa pensare a una nuova stagione di lotta e resistenza. Scostandosi dai canali e dalla retorica classica dei movimenti antifascisti e antirazzisti, questo nuovo movimento sociale prospetta, forse per la prima volta da anni, un orizzonte di resistenza e antagonismo che si faticava a ricordare e che promette di rendere durissima la vita a tutti i profeti dell’odio e della disumanità. 

Alcune foto dal pomeriggio milanese:

[Pietro Caresana, ecoinformazioni]

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