Rifondazione con Roberto

Nell’assurdo travisamento del senso reale che è la quotidianità della politica agita e mediatica italiana, il gesto di una persona che cerca di mettere un granello di sabbia negli ingranaggi perversi delle scelte delle istituzioni, gestite dalle destre contro la vita delle persone, diventa reato. E la richiesta – seppur inusuale nei modi – che il sindaco finalmente prenda atto dei suo doveri diventa illegale. La nota di Fabrizio Baggi sulla provocazione di Roberto Adducci, avanti alla sede del Municipio di Como il 26 giugno.

«Ringrazio Roberto! Con il suo gesto chiaramente #provocatorio ed assolutamente #innocuo ha spostato l’attenzione su un pezzo fondamentale del dibattito politico cittadino che mostra in tutta la sua imponenza la totale inadeguatezza dell’amministrazione di #Como ed in particolare del #Sindaco e dell’#Assessore ai #servizisociali.  Quello che accade sotto il portico della ex chiesa di #SanFrancesco e del #Crocefisso, il totale abbandono sociale e le condizioni nelle quali vengono fatte vivere le persone in stato di grave #marginalità e senza fissa dimora sono una violazione dei diritti umani fondamentali che non può e non deve più andare avanti.  In questi giorni poi #Landriscina e soci hanno dato il meglio del peggio con la #strumentalizzazione di 6 persone risultate positive al #covid19 per di fermare il progetto dell’apertura di un #dormitorio permanete in via #Cadorna che, tra le altre cose, era giunto in colpevole e grave ritardo. Alla luce di questo esprimo tutta la mia #solidarietà e #vicinanza a Roberto Adducci.  La giunta di Como si dimetta! #primalepersone» [Fabrizio Baggi, Rifondazione comunista Lombardia]

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