San Francesco/ Serve un miracolo

La farneticante e oppressiva azione contro i diritti dell’amministrazione comunale di Como prosegue e anche il 2 luglio “sanificazione forzata” a danno delle persone. Per far comprendere anche alle destre comasche ciò che è evidente a tutti (sindacati, Como senza frontiere, partiti di centrosinistra e di sinistra, gruppi spontanei, cittadini, cittadine) forse bisognerà sperare in un miracolo. E forse è giusto chiederlo a San Francesco. Intanto si moltiplicano prese di posizione e iniziative di lotta. Nel seguito le prese di posizione della Cgil, della Cisl e del gruppo Fuori dal Comune.

Cgil

«Nella mattinata del 2 luglio abbiamo assistito alla seconda operazione di sgombero, o sanificazione (a seconda del punto di vista) sotto i portici dell’ex chiesa di San Francesco. Ci appare evidente che questa non possa e non debba essere la soluzione del problema. Se un’operazione di pulizia, magari concordata e non imposta, può pure essere auspicabile, non si capisce il motivo per il quale materassi e coperte siano state di nuovo buttate al macero, costringendo così i volontari ad una nuova fornitura.

Sostenere, come di nuovo hanno fatto gli assessori presenti, che il problema non esiste perché sono i senza fissa dimora che non vogliono accedere ai posti di accoglienza oggi liberi, è uno schiaffo all’intera città, che convive ormai da anni con un’emergenza divenuta  strutturale.

E’ ora di dare una svolta decisa alle politiche sociali e di accoglienza del capoluogo.

Non è comprensibile come una mozione votata a maggioranza resti dimenticata nei cassetti dell’amministrazione.

Si richiamano le associazioni ad un ruolo di collaborazione e supporto? Questo non è mai venuto meno. Altra è la funzione sostitutiva di un onere pubblico, e questa non può essere pretesa né tollerata.

Siamo i primi a sostenere che un altro dormitorio permanente sia solo un primo passo necessario, accanto cui andranno attivati  percorsi di integrazione più complessi e articolati.

Ma da lì si parte per cominciare a tamponare una situazione intollerabile, irrispettosa della dignità dell’essere umano.

Ci pare gravissimo che la risposta dell’amministrazione sia di questo tenore: “Sai che c’è? Per ora ti butto materasso e coperte, così vediamo stasera dove dormi!”. Ovviamente non sono le testuali parole dell’assessore, ma il messaggio che ancora una volta si veicola con l’azione muscolare di questa mattina.

Chiediamo con forza che quella di oggi sia l’ultima azione di una cattiva politica. Ogni persona, prima che lo giustifichi un titolo giuridico, è soggetto titolare di diritti». [Per la Segreteria Cgil Como Matteo Mandressi]

Cisl

«Anche la Cisl dei Laghi prende duramente posizione contro l’impasse che da qualche settimana sta caratterizzando la Pubblica amministrazione cittadina sul tema dei senza fissa dimora, dopo la chiusura degli spazi di accoglienza invernali. «È trascorso più di un anno dal voto del Consiglio comunale in cui la giunta veniva impegnata nella ricerca e apertura di un dormitorio pubblico – dichiara Francesco Diomaiuta, sub reggente Cisl dei Laghi -. Da allora abbiamo ascoltato tante chiacchiere, ma visto poca concretezza. Appare scandaloso, ad oggi, in una situazione che rischia di prefigurarsi come una nuova emergenza, che il Comune non abbia ancora assunto una posizione chiara e non opti per iniziative concrete a tutela degli sfortunati che vivono quotidianamente la strada, ma anche degli stessi cittadini. Con le temperature di questi giorni e la scarsità di tutele igieniche si mette a rischio la salute di tutti. Che si prenda esempio dal Papa che, dallo scoppio dell’epidemia Covid-19, più volte ha rivolto il suo pensiero ai senza fissa dimora, anche con azioni concrete di solidarietà e accoglienza».[Ufficio Stampa Cisl del Laghi]

Fuori dal Comune

«La mattina di lunedì 29 giugno il Comune di Como ha ordinato un vero e proprio sgombero dell’area antistante la chiesa di S. Francesco. Prima di procedere alla pulizia e alla sanificazione dei portici sono stati
buttati materassi, coperte, ma anche documenti e cellulari dei senza dimora che in quel momento non si trovavano in zona. Persone che già possedevano poco si sono trovate a non avere più niente, neanche un
materasso per dormire, un cellulare o dei documenti che gli permettessero di lavorare.
Questo episodio è solo l’ultimo di tanti che hanno contribuito a marginalizzare una delle categorie più fragili di persone presenti sul territorio comasco. Prima di questo ricordiamo la chiusura dei bagni pubblici adiacenti a San Francesco e quella di molte fontanelle di acqua potabile sparse per la città. La classe politica degli ultimi anni, salvo rari casi isolati, non solo si è dimostrata assente ma, se possibile, attivamente ostile ai più deboli.

Non c’è bisogno di dire che tutto questo da cittadini e, prima ancora, da essere umani è inaccettabile.  Sabato 4 luglio manifesteremo pacificamente davanti al Comune di Como con lo slogan “Fuori dal Comune” per sensibilizzare la nostra città e mandare un messaggio al Sindaco e alla Giunta Comunale. Così non va, questa situazione è specchio di una totale indifferenza e disorganizzazione da parte di chi dovrebbe essere al nostro servizio. Siamo stanchi di un Comune che grava sulle spalle delle associazioni e dei volontari. Siamo stanchi di un Comune che getta benzina sul fuoco alimentando il conflitto tra residenti di via Mentana e senza dimora. Siamo stanchi di un Comune che nasconde la polvere sotto il tappeto e non si assume le sue responsabilità. Infine, siamo stanchi di un comune che divide le persone in cittadini di serie A e di serie B.  Non siamo più disposti a fare finta di niente. Da troppo tempo viene promesso un
cambiamento che non arriva mai.

Modalità della manifestazione
Il punto di incontro sarà l’area antistante il cancello d’ingresso del Comune di Como (dalla parte di via Bertinelli) alle ore 20:30. Si invita chiunque voglia manifestare a portare un coperta/materassino/lenzuolo sul quale si potrà sedere. Chi vorrà potrà proseguire la manifestazione accampandosi all’esterno durante la notte. Più saremo numerosi più il messaggio sarà forte. Invitiamo la condivisione e il passaparola. Siamo tutti responsabili della buona riuscita di questa iniziativa e chiunque può dare il contributo come preferisce. Chiunque farà foto o scriverà post inerenti la manifestazione potrà usare l’hashtag “#fuoridalcomune” così da poter condividere con più facilità con gli altri quello che vorrà dire.

Ulteriori informazioni verranno fornite sulla pagina dell’evento». [Fuori dal Comune]

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