San Francesco/ Ancora un presidio fuori dal comune

Una sessantina di persone, nella serata di sabato 4 luglio, si è radunata in presidio davanti alla sede del comune di Como.
Obbiettivo della manifestazione era la richiesta di un tetto, o quantomeno la fornitura di servizi essenziali, per i senza fissa dimora a seguito dello sgombero del porticato di san Francesco.

L’iniziativa si inserisce in una serie di presidi sotto palazzo Cernezzi che, hanno promesso gli organizzatori, proseguiranno finché la situazione inumana in cui versano queste persone non cambierà.

Nei vari interventi è stato sottolineato come la lotta per un tetto e per condizioni di vita dignitose non faccia distinzione tra nativi e immigrati: nessuna vita è vita senza un riparo, in balia delle intemperie e priva di dignità.
Uno degli interventi più applauditi dai presenti è stato quello di un ragazzo che ha evidenziato il sistema politico sadico che divide tra cittadini di serie a e serie b e che può essere combattuto solo collettivamente.

Fabio Cani, portavoce di Como senza frontiere, ha invece portato l’attenzione sul fatto che il problema dei senza fissa dimora non nasce e non potrà morire a Como. Esso si radica infatti nella questione migratoria, che genera una guerra tra poveri le cui vittime, avviluppate nei sistemi politici e borghesi, si scontrano negando la propria essenza umana comune. La guerra fratricida che ne è esito porta a situazioni di esclusione e abbandono come quelle vissute da chi non ha un posto dove stare.
Una città come Como, con le sue pretese estetiche e turistiche, dovrebbe dal canto suo garantire almeno i servizi igienici minimi 24 ore su 24. Invece, le risposte istituzionali parlano di scelte di non stare in un’abitazione vera e di volontario inutilizzo dei servizi forniti.
Contro queste argomentazioni deliranti, manifestare insistentemente è l’unica soluzione.

In coda al presidio va segnalato un attacco abbastanza acceso, per quanto solo verbale, di un manifestante nei confronti della Digos presente.
Fortunatamente, la cosa pare essere finita in nulla.

Guarda tutti gli altrii video dell’iniziativa sul canale di ecoinformazioni.

Guarda le foto di Claudio Fontana per ecoinformazioni.

[Pietro Caresana, ecoinformazioni]

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