Consiglio di stato/ Diritti ai “dublinati” grazie all’Osservatorio giuridico

L’importante ordinanza del Consiglio di Stato resa nota il 17 luglio apre le porte dell’accoglienza ai richiedenti asilo presenti nel nostro comune che sono in attesa dell’esito della procedura di ricollocamento per l’applicazione del regolamento di Dublino: attesa che non può e non deve costringerli a vivere per strada ed in modo tutt’altro che dignitoso, in totale spregio alle norme nazionali ed europee sull’accoglienza dei rifugiati.

«Alleghiamo l’importante ordinanza con la quale il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato per un uomo afghano senza fissa dimora e privo di mezzi di sostentamento, che ha fatto domanda di asilo in Italia ma per il quale la Prefettura di Como non ha inteso concedere le misure di
accoglienza, trattandosi di cosiddetto “dublinante”, ovvero soggetto che risultava aver già presentato domanda di asilo in Svezia.

Il caso è stato sottoposto all’attenzione della nostra associazione, Osservatorio Giuridico per i Diritti dei Migranti, e con un “lavoro di squadra” insieme alle colleghe Maria Ester Bonafè ed Elena Vimercati ci eravamo rivolti al TAR di Milano, nonché al Tribunale di Roma per la valutazione del caso.

Il TAR di Milano, inizialmente, era parso accogliere positivamente la richiesta, ordinando alla Prefettura di Como di esprimersi circa l’accoglienza del soggetto, ma la Prefettura ancora una volta
aveva negato di accogliere il cittadino afghano.

Conseguentemente, le colleghe Bonafè e Vimercati hanno impugnato anche questo secondo provvedimento della Prefettura di Como, sul principio che comunque il richiedente asilo deve trovare accoglienza nel Paese in cui si trova, avendo diritto a vedersi assicurata una vita dignitosa, ai sensi dell’art. 1 D.Lgs. n. 142/2015, del reg. UE 604/2013 (Dublino III) e della sentenza della Corte di Giustizia dell’UE, 27 settembre 2012, Cimade, Gisti c. Ministre de l’Intérieur, de l’Outre-mer, des Collectivités et de l’Immigration, causa C-179/11.

Inaspettatamente il TAR di Milano respingeva il ricorso ed il rigetto veniva appellato al Consiglio di Stato, il quale, a questo punto, con la decisione allegata ha ribaltato l’ordinanza del TAR Milano e ha riconosciuto pienamente il diritto del richiedente asilo di essere accolto in modo dignitoso nel Paese ove si trova e, quindi, in Italia.

In definitiva, l’ordinanza del Consiglio di Stato pone fine ad una non corretta interpretazione della normativa sull’accoglienza dei richiedenti asilo “dublinati”, che si trovano nel nostro Paese e che
fino ad ora sono stati costretti a vivere per strada in attesa delle decisioni da parte delle autorità italiane.


Si attende ora che la Prefettura di Como si attivi per dare esecuzione all’importante decisione, anche nei confronti di altri richiedenti asilo presenti nel nostro Comune in attesa dell’esito della procedura
di ricollocamento per l’applicazione del regolamento di Dublino: attesa che non può e non deve costringerli a vivere per strada ed in modo tutt’altro che dignitoso, in totale spregio alle norme nazionali ed europee sull’accoglienza dei rifugiati». [Osservatorio Giuridico per i Diritti dei Migranti: avv. Antonio Lamarucciola, avv. Maria Ester Bonafè, avv. Elena Vimercati]

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