Il Comune nega, Il Consiglio di stato accoglie

Fuori dal comune ancora il 20 luglio con l’ormai consueto presidio davanti al comune di Como, organizzato dal gruppo Cominciamo da Como, per riproporre il dramma dei senza dimora e farsi sentire all’amministrazione comunale, in consiglio.

Focus soprattutto sulla questione dei bagni pubblici che crea disagio e rabbia sociale tra i senza fissa dimora. I manifestanti, qualche decina, hanno chiesto l’apertura dei bagni pubblici 24 ore su 24, 7 giorni su 7, poiché il bisogno di andare in bagno non può dipendere da orari distribuiti su fasce orarie ristrette e limitate. È interventuta poi Elena Vimercati, dell’Osservatorio giuridico e legale per i diritti dei migranti, che ha spiegato la questione riguardo alla procedure di richiesta d’asilo. Infatti, nei giorni scorsi, il Consiglio di Stato si è pronunciato sulla battaglia legale determinata dalla richiesta di un cittadino afghano senza fissa dimora che si è visto negare l’accesso alle strutture d’accoglienza dalla Prefettura di Como perché aveva già presentato la domanda di protezione internazionale in Svezia, paese facente parte dei cosiddetti dublinati, dandogli ragione. Anche Maria Ester Bonafè ha sottolineato che tra i senza fissa dimora c’è chi avrebbe la possibilità di essere accolto nelle strutture di accoglienza se la Prefettura seguisse le direttive dell’art 1 del testo unico sull’accoglienza. [Mara Cacciatori, Musa Drammeh, Arci ecoinformazioni]

On line sul canale di ecoinformazioni i video dell’iniziativa.

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