Arte/ Due mostre alla Pinacoteca di Rancate

Dopo l’inevitabile chiusura imposta dall’emergenza covid-19, i musei del Canton Ticino, a poca distanza dal territorio comasco, hanno ripreso da qualche settimana l’attività.

Anzi, proprio in questi giorni, con l’obiettivo di non tornare semplicemente alla “normalità” precedente, i musei del Mendrisiotto hanno annunciato di aver dato vita a un coordinamento “di area” in grado di valorizzare ulteriormente le loro iniziative, così i Musei d’arte del Mendrisiotto (l’inevitabile acronimo è MAM) si sono dotati anche di nuovi strumenti web come il nuovo sito che offre una panoramica su tutta la loro offerta culturale.

All’interno di questa significativa realtà, la Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate-Mendrisio conduce da sempre una fondamentale opera di ricognizione e promozione del patrimonio artistico del territorio.

Le due mostre attualmente in programmazione costituiscono un approfondimento del tutto particolare, estremamente utile per comprendere la complessità della stratificazione culturale di un territorio costitutivamente aperto a contaminazioni di ampio raggio (così simile, del resto, al contiguo territorio lariano…).

Jean Corty è un artista che ha attraversato l’Europa nella prima metà del Novecento; dal nativo Cantone di Neuchâtel a Bruxelles, poi di nuovo in Svizzera a Mendrisio, e ancora a Neuchâtel, a Mendrisio… Figlio d’arte nel senso più “fondamentale” dell’espressione (il padre era muratore e decoratore), visse un profondo disagio personale e psichico, tanto da essere ricoverato al Manicomio di Mendrisio negli anni Trenta. Qui incontrò il dottor Olindo Bernasconi, che lo incoraggiò a portare avanti la sua ricerca figurativa, nella prospettiva di un “ritrovamento” personale. La mostra di Rancate indaga e retituisce, quindi, proprio questo singolare intreccio tra ricerca artistica, relazione di cura e contesto territoriale (la vicenda dell’ospedale psichiatrico di Mendrisio, poi, si interseca con quella dell’ospedale comasco, con cui condivide pezzi di storia). Ma non si pensi che l’opera di Jean Corty sia apprezzabile solo per quel tanto che riesce a raccontare del disagio personale dell’autore; al contrario, è un’opera significativa in sé, capace di entrare in relazione con le contemporanee esperienze artistiche europee e di rimodularle sulla base personale. Di grande potenza espressiva sono i numerosi ritratti (sia a matita che a olio), così come i paesaggi, principalmente rurali. (Si noti, di passaggio, che le inevitabili “assonanze” con opere di autori di ben più alta notorietà sono più negli occhi di noi che guardiamo e cerchiamo di “riconoscere”…).

Le opere esposte provengono dalla collezione del dottor Olindo Bernasconi, che l’ebbe in cura al Manicomio di Mendrisio, e sono quindi testimonianza della speciale relazione di cura instauratasi tra paziente e medico, una relazione dal sapore anche letterario. E non a caso il catalogo della mostra si apre con una citazione del sommo capolavoro Il maestro e Margherita di Bulgakov.

La seconda mostra di Rancate (nella grande sala al piano superiore della Pinacoteca) è dedicata a Willy Leiser congiuntamente alla compagna di vita e di arte Teresa Giupponi.

Anche Willy Leiser e Teresa Giupponi sono persone in movimento: Willy nasce a Bienne, Teresa a Sciaffusa (ma la sua famiglia è lì emigrata da San Giovanni Bianco in provincia di Bergamo), insieme giungono in Ticino nel 1943 dove vivono fino alla loro scomparsa (Willy muore prematuramente nel 1959, Teresa a settantun anni nel 1993), non senza frequenti spostamenti, ovviamente, sia in Svizzera che all’estero. Sono in movimento anche dal punto di vista artistico, alla ricerca di un proprio approccio tra molte diverse possibilità: tra astratto e figurativo (mai naturalistico, però), tra segno grafico ed espressivo. L’esposizione della Pinacoteca Züst è soprattutto dedicata a Willy (a Teresa il m.a.x.museo di Chiasso ha dedicato un’importante mostra nel 2012) e le opere di Teresa sono usate come contraltare dialettico, come testimonianza delle diverse sensibilità all’interno di una ricerca contaminata da una vita condivisa. Stupisce, effettivamente, nell’opera di Willy Leiser la varietà di approcci e, contemporaneamente, la capacità di appropriarsi di differenti strumenti espressivi, non solo le diverse tipologie (astratto – figurativo, decorazioni parietali – grafica d’arte ecc.) ma anche i materiali (dal legno alla pietra, dal filo di ferro all’inchiostro…). In più, grazie a una notevole documentazione fotografica (opera soprattutto di Claude Fleury), è possibile farsi un’idea dello straordinario laboratorio-abitazione di Sala Capriasca, dove Willy e Teresa portarono avanti il loro progetto di vita e di arte.

L’accostamento delle due mostre, in realtà assai diverse, permette al pubblico – per lo più ignaro delle vicende di tali artisti – una sorta di “viaggio trasversale” nell’arte del Novecento, visto nella prospettiva originata da un territorio di frontiera, consapevole – alla fine – di esserlo.

Infine un encomio sincero merita l’allestimento (ma bisognerebbe dire: gli allestimenti), capace di reinventarsi con misura e intelligenza, instaurando un dialogo efficace con opere così varie.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Vedute della mostra dedicata a Jean Corty

Vedute della mostra dedicata a Willy Leiser e Teresa Giupponi

Jean Corty 1907 – 1946. Gli anni di Mendrisio

a cura di Mariangela Agliati Ruggia, Alessandra Brambilla, Giulio Foletti

Willy Leiser 1918-1959. Grafica pittura scultura

a cura di Giulio Foletti, in collaborazione con Mariangela Agliati Ruggia, Alessandra Brambilla

Rancate (Mendrisio), Pinacoteca Züst

fino all’11 ottobre 2020

Orari: martedì-domenica 14-18 (luglio e agosto); 9-12, 14-17 (settembre e ottobre); lunedì chiuso, festivi aperto

Ingresso: CHF/euro 10, ridotto CHF/euro 8

Info: 004191 8164791, http://www.ti.ch/zuest

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