I problemi non vanno in vacanza/ Presidio fuori dal Comune

Una cinquantina di persone hanno partecipato al presidio nella serata del 30 luglio, rispondendo alla chiamata di Cominciamo da Como condivisa da Fridays for Future Como, fuori dal palazzo comunale di Como.

Il palazzo era chiuso e vuoto, poiché – al contrario dei quanto programmato – i lavori del Consiglio comunale sono stati considerati conclusi prima della pausa estiva ieri sera, una volta votato l’assestamento di bilancio: metafora evidente quant’altre mai del vuoto politico cui l’amministrazione comunale condanna l’intera città. Non c’è problema che tenga, una volta che sono state ottemperate le regole burocratiche, liberi tutti! E se ne riparla (magari) a settembre.

[Foto Musa Drameh, Arci ecoinformazioni]

Nel corso della manifestazione una serie di interventi hanno provato a mettere di file i tanti problemi che l’amministrazione si è sforzata di ignorare: i senza fissa dimora, l’accoglienza, gli asili, la scuola, l’urbnistica la cultura, il carcere… L’elenco è risultato lungo (qualche intervento più preciso, qualche altro un po’ più approssimato), ma comunque incompleto. Su tutto incombe la colpevole rimozione dell’indilazionabile affermazione dei diritti di tutti e tutte: un orizzonte che l’amministrazione locale non è nemmeno in grado di concepire (ma – ahinoi – non solo quella).

Con l’impegno di ritrovarsi a settembre, ma di non smettere – nemmeno ad agosto – le azioni in difesa delle persone alle quali davvero di diritti non ne sono riconosciuti, la manifestazione si è chiusa sull’ormai rituale canzone Il bagno non è un privilegio.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

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