Arcigay Como/ Lotte di civiltà

Il comitato Arcigay comasco esprime incredulità e sconcerto alla notizia dell’invio di una mozione da parte del consiglio comunale di Cantù che afferma il proprio dissenso verso il progetto di legge contro l’omotransfobia. Una presa di posizione giudicata miope, faziosa e dannosa per una minoranza di cittadini, privati in questo modo dell’appoggio (fondamentale e inviolabile) delle istituzioni: una battaglia di civiltà che non si vince se non vi è cooperazione e sostegno da parte degli organi governativi così come degli enti locali.

«Arcigay Como esprime sconcerto e grande preoccupazione per la mozione 16 luglio 2020 approvata dal Consiglio comunale di Cantù, recentemente resa nota dalla stampa locale.
Il documento chiede alla Giunta comunale di indirizzare al Parlamento italiano il proprio dissenso al progetto di legge che vuole contrastare l’omotransfobia attualmente al vaglio della Camera, agitando senza alcun fondamento lo spauracchio della soppressione della libertà di parola con una desolante serie di affermazioni capziose che – temiamo – non potranno che alimentare fenomeni di pregiudizio verso la comunità Lgbt.
Con tale atto, Arcigay Como ritiene che Consiglio di una città importante come Cantù venga meno a quella protezione che anche le Istituzioni locali dovrebbero promuovere e garantire ad una parte di cittadinanza – le persone Lgbt – storicamente tra le più vulnerabili, in ragione di uno stigma ultra millenario ancora ben radicato, anche se totalmente irrazionale e quindi destituito di ogni legittimo fondamento.
Vista la confusione creata dalla mozione, a beneficio della Cittadinanza Arcigay Como intende fare chiarezza sul provvedimento attualmente al vaglio della Camera dei Deputati.
Lungi dal risultato temuto dalla mozione, questo testo non fa altro che tutelare le persone Lgbt – lo si ripete, una minoranza oggetto di stigma da sempre anche nel nostro territorio – da atti che, in ragione del loro essere agiti, incitano a loro volta forme di discriminazione e violenza unicamente mosse dal fatto che il loro destinatario è gay, lesbica, bisessuale, transgender o a diverso titolo parte della comunità Lgbt.
Si pensi ora alle sempre più frequenti aggressioni di chiaro stampo omotransfobico, con percosse e/o lesioni, che sono state rese note dalla stampa.  Ebbene, il progetto di legge vuole dare un chiaro segnale di disvalore nei confronti di questi gravi fatti, aumentando le pene per reati commessi per ragioni legate al sesso o al semplice fatto di essere gay, lesbica, bisessuale, transgender o comunque parte della comunità Lgbt.
Si tratta di fatti molto gravi, cui purtroppo tutti – almeno una volta nella vita – abbiamo dovuto assistere almeno quali muti testimoni e ai quali occorre ora dire basta.
Se tutto ciò costituisce l’istituzione di un reato di opinione, come paventato dagli autori della mozione, allora le parole non hanno davvero più nessun significato. Ogni tentativo di progresso comune, tramite il confronto, diviene un vano esercizio – la perdita di ogni speranza di convivenza pacifica all’interno di una democrazia plurale. A tal proposito il progetto di legge al vaglio della Camera afferma persino l’ovvio, dichiarando che libertà d’espressione dei propri convincimenti ed opinioni derivanti dal pluralismo delle idee e dalla libertà delle scelte non sono l’oggetto del provvedimento.
Il rispetto, la tutela accresciuta delle minoranze e la promozione di una società plurale, più giusta e meno intrisa d’odio sono i valori trasversali, che ispirano il progetto di legge al vaglio della Camera dei Deputati.
L’odio e la violenza omotransfobiche non possono costituire un’opzione politica e trovare cittadinanza in una democrazia compiuta.
Per Arcigay Como il contrasto all’odio, espresso in ogni forma, ai danni delle minoranze deve costituire una battaglia di civiltà condivisa da tutta la popolazione. È, del resto, compito dello Stato combattere ogni forma di odio e pregiudizio che, anche solo di fatto, impedisca il pieno e sereno sviluppo delle persone.
Il disegno di legge avversato dalla mozione va esattamente in questa direzione. È una battaglia di civiltà che Arcigay Como sosterrà con forza. È tuttavia una meta che non si raggiunge da soli, ma con un sostegno che deve essere più ampio possibile, non solo da parte del Parlamento italiano ma anche da parte della società e delle Istituzioni pubbliche. Anche e forse soprattutto di quelle locali, da sempre le più vicine alle istanze dei cittadini e delle cittadine». [Stefano marinetti, presidente di Arcigay Como]

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