Lombardia contro il diritto all’istruzione

Mentre si svolge l’insensato dibattito sulla necessità di assiurare la sicurezza delle persone che saranno coinvolte nella riapertura delle scuole, ignorando che solo la conoscenza della situazione epidemiologica dopo il 10 settembre potrà dare dati sensati per le necessarie decisioni, e mentre non si assumo tutti gli insegnati necessari e non si requisiscono gli spazi necessari per migliorare la sicurezza, vengono completamente tralasciati gli altri persistenti problemi della scuola che non vive e non muore solo di covid. A questi si riferisce la presa di posizione di Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd in Lombardia.

«Tra qualche giorno i nostri ragazzi torneranno finalmente a scuola: un momento importante di ritorno alla normalità che, però richiede uno grande sforzo economico per migliaia di famiglie lombarde per l’acquisto di libri, materiale scolastico e abbonamenti per trasporti in un momento in cui il Coronavirus ha stravolto i bilanci familiari. Proprio in luce di queste difficoltà e perché reputo che l’istruzione sia la vera chiave per la ripresa e un futuro migliore, ho chiesto che Regione Lombardia mettesse a disposizione le risorse necessarie per tutte le famiglie che hanno bisogno di aiuto con l’acquisto di libri di testo, materiale scolastico e per rendere gratuiti i trasporti agli under-26. Tutte spese che vanno a sommarsi nell’ennesima, inevitabile stangata da centinaia e centinaia di euro arrivata dopo una stagione di crisi nera. Purtroppo Il consiglio regionale, in fase di assestament di bilancio, ha rifiutato queste mie proposte che puntano a garantire un diritto semplice ma imprescindibile come quello allo studio che ogni ragazza e ragazzo della nostra regione merita. Evidentemente Regione Lombardia non trova necessario o urgente investire per tutelare i nostri giovani. E’ chiaro però che chi non pensa alla formazione dei nostri ragazzi, non pensa al futuro della nostra regione». [Angelo Orsenigo, pd]

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