Sindacati contro muri (e cancellate) delle destre

«La ripresa dei lavori del consiglio comunale, dopo la pausa estiva, ci consegna la proposta della Lega per risolvere il problema dei senza fissa dimora. Ancora una volta, dopo il filo spinato al parcheggio di val Mulini, l’interruzione dell’erogazione dell’acqua potabile nello stesso sito e l’eliminazione delle panchine a San Rocco, siamo all’elevazione di un muro. Un muro fisico, con l’apposizione delle grate davanti alla chiesa di San Francesco, ed un muro psicologico, che ghettizza la parte più evidente e scoperta dell’emergenza sociale di questa città. Non l’unica, ovviamente.

Nel nostro ruolo di rappresentanza sociale, non possiamo che stigmatizzare con forza il contenuto della mozione che verrà portata alla discussione il 9 di settembre a palazzo Cernezzi. Ma con altrettanta forza chiediamo alla giunta comunale di rispettare il ruolo ed il mandato del consiglio comunale, dando seguito alla mozione che la impegna ad individuare un dormitorio in città. Abbiamo più volte sostenuto che il modo corretto di affrontare la questione dei senza fissa dimora è quella di costruire percorsi di supporto, accoglienza e integrazione. Il dormitorio non è l’unica soluzione, è uno degli interventi. E’ però lo spirito della mozione votata dal consiglio comunale che deve essere un riferimento. Soluzioni “accoglienti ed inclusive”. Solo in questo senso il dormitorio può essere un punto di partenza. La vicenda dei senza fissa dimora è la punta di un iceberg che chiama in causa le politiche sociali dell’amministrazione cittadina, la grave carenza di politiche abitative, con una parte consistente del patrimonio pubblico inaccessibile. Ci stiamo avvicinando all’autunno e da mesi sappiamo che non vi sarà il tendone di via Sirtori a dare il consueto ricovero. E’ accettabile che ad oggi non vi sia una soluzione? E’ accettabile che ad oggi non vi sia neppure una prospettiva? Chiediamo al sindaco Landriscina, alle assessore Negretti e Corengia, all’intera giunta comunale di dare un segno forte e concreto di discontinuità rispetto agli scorsi mesi ed alle ultime settimane. E’ solo rimettendo al centro la persona, con i suoi bisogni e le sue fragilità ,partendo dagli ultimi, che si possono gettare le basi di una società più giusta. Le grate ed i fili spinati consegniamoli alle pagine buie della storia che dovremmo aver lasciato, per sempre, alle nostre spalle». [Le segreterie di Cgil, Cisl e Uil]

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