Referendum/ C’è chi dice no

Al Comitato Como per il No al taglio della democrazia che rappresenta il Comitato nazionale, su suo mandato opera in provincia, ha prenotato gli spazi elettorali e gestisce i banchetti e l’informazione sui media sulle ragioni del no sta per aggiungersi (la prima riunione è prevista per il 16 settembre alle 20,30, luogo da definire) un altro comitato al quale hanno già aderito 32 persone che si impegna a raccogliere ulteriori consensi peer il No. Di seguito il comunicato del Comitato C’è chi dice no.

«Si è costituito il Comitato Comasco per il No al referendum del 20 e 21 settembre sul taglio dei parlamentari.
Siamo cittadini impegnati nella società civile, nella politica attiva e nelle associazioni, che non condividono la proposta di riforma.
DI seguito alcune delle ragioni più significative per il NO al Referendum:

  1. È una misura antidemocratica perché aumenta il potere delle lobby e dei
    gruppi di pressione e diminuisce le possibilità per un semplice cittadino di diventare parlamentare. Con la riduzione dei parlamentari basterà in prima lettura il voto di pochi deputati e senatori per cambiare la Costituzione, che sarà alla mercé di un gruppo oligarchico gestito dalle segreterie di partito.
  2. Elimina la rappresentatività sui territori. Con il taglio, il rapporto tra il
    numero di parlamentari e gli abitanti passerà da 1,57 ogni 100.000 abitanti a 1 ogni 100.000 diventando tra i più bassi d’Europa, così facendo ci saranno intere aree del paese non rappresentate.
  3. Non rappresenta un risparmio per lo Stato. Stiamo parlando di una cifra
    irrisoria a fronte del bilancio statale. L’elevata spesa parlamentare italiana non dipende dal numero dei Parlamentari, ma dal costo dei dipendenti che lavorano al Parlamento, molto più alto di quello degli altri Paesi. Con questa riforma si risparmierà neanche un caffè per italiano!

Ci vediamo mercoledì 16 settembre alle 20,30 a Como ad un incontro pubblico (comunicheremo a breve il luogo dell’incontro), vi spiegheremo le ragioni del nostro NO nel rispetto delle norme che la situazione sanitaria impone». [per il Comitato C’è chi dice NO Franco Paolo Acquaro]

Leggi le prime adesioni.

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