A Varese l’antirazzismo non è un sogno

La manifestazione antirazzista convocata da Un’altra storia Varese, e a cui hanno aderito numerose altre realtà del territorio lombardo (compresa Como senza frontiere), è stata – com’era nelle intenzioni – una festa di colori e di musica.

Venata comunque da una tristezza di fondo, poiché a quasi quarant’anni dalla grande marcia di Washington per la libertà e il lavoro (nel cui ricordo la manifestazione è stata organizzata – doveva infatti svolgersi inizialmente il 28 agosto), quella in cui Martin Luther King pronunciò il famoso discorso passato alla storia come “I have a dream”, il razzismo è tutt’altro che sconfitto. Lo testimonia il fatto che la manifestazione di ieri a Varese è stata, in corso d’opera, dedicata a Willy Monteiro Duarte, il giovane ucciso a Colleferro, ma lo testimonia altrettanto crudamente la continua presenza di espressioni del fascismo e del razzismo nella società presente (anche ieri durante la manifestazione si sono affacciati in piazza del Podestà alcuni esponenti della tristemente famosa organizzazione neofascista “Dora” – Dodici Raggi – prontamente allontanati da alcuni poliziotti).

E quindi il momento più efficace della manifestazione di ieri è stata la lettura del testo integrale del discorso di Martin Luther King, che è ben più di un bello slogan (I have a dream) ed è invece una denuncia precisa e appassionata delle ingiustizie profonde della società americana degli anni Sessanta. Ed è anche una denuncia profetica, perché nella sua capacità di guardare oltre la superficie dei fenomeni, Martin Luther King evidenzia anche le caratteristiche della società di oggi, anche oltre i confini di quel mondo in cui viveva (e in cui è stato ucciso). Il Ku Klux Klan sembra un triste ricordo del passato, ma gli esiti di quella nefasta cultura e di quell’altrettanto nefasta indifferenza, sono ancora qui da vedere e da contrastare.

È questo il senso di una “piccola” manifestazione, che andrebbe ripetuta in ogni angolo del territorio: ieri, a Varese, da un passaggio laterale a un certo punto sono comparsi – come si è detto – alcuni fascisti, ma da un balcone delle case che si affacciano sulla piazza faceva capolino lo stemma della Lega – poiché lì, nel centro di Varese, ha la sua sede… Intorno, a fare da salutare presidio, oltre a un centinaio di persone, qualche bandiera, un paio di mostre fotografiche, interventi artistici, poesie e molta musica (folk, popolare e afro-trap).

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

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