Giorno: 15 Settembre 2020

Articolo 1/ Don Roberto/ Le responsabilità della politica

«L’uccisione di don Roberto Malgesini, il “prete di strada”, avvenuta questa mattina a Como suscita grande dolore e sconcerto. Come era prevedibile, lo smantellamento del campo profughi di via Regina disposto dal decreto voluto da Salvini ha aggravato la situazione di centinaia di persone abbandonate a se stesse.

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Per don Roberto – Noi accusiamo

Il cordoglio non ci basta. Per commemorare don Roberto Malgesini è doveroso schierarsi dalla sua parte e contro la cattiva politica che produce intolleranza. È doveroso fermare i responsabili della violenza che si abbatte su chi vive per gli altri, come avvenne nel 1999 per un altro prete dell’accoglienza, don Renzo Beretta.

Nel giorno dell’uccisione di don Roberto, lo stesso giorno in cui nel 1993 veniva assassinato a Palermo don Pino Puglisi, sentiamo il dovere di accusare le istituzioni che dovrebbero esistere per evitare queste tragedie e per contrastare odio e violenza.

1. Perché don Roberto è stato lasciato solo dalle istituzioni nel compito vitale di dare aiuto alle persone costrette a vivere in strada in una delle città più ricche del mondo?

2. Perché le istituzioni non si sono preoccupate e occupate dei bisogni di tutte e tutti gli abitanti della città lasciando che un prete e la Como solidale si facessero carico di problemi che solo il Comune potrebbe gestire?

3. Perché le istituzioni non hanno aiutato e curato un uomo psichicamente instabile nonostante la Como solidale abbia più volte e da anni chiesto di affrontare il problema della fragilità psicologica e psichiatrica di chi vive in strada?

4. Perché le istituzioni hanno lasciato don Roberto e le volontarie e i volontari ad affrontare da soli la disperazione degli ultimi, esponendoli a maggiori rischi?

5. Perché chi governa Como ha irresponsabilmente ampliato la disperata guerra tra poveri con una sequela di atti che vanno dalla rimozione delle panchine a San Rocco, all’attacco a chi distribuiva le colazioni per non disturbare la Città dei Balocchi, a vietare le elemosine nel salotto buono della città, alle sanificazioni “forzate” a San Francesco (con o senza sottrazioni di coperte), fino alla folle inqualificabile idea di chiudere con una cancellata l’ex chiesa di San Francesco?

Anche se voi vi credete assolti siete comunque coinvolti.

COMO SENZA FRONTIERE

A tutte le realtà che hanno condiviso in questi anni la ricerca di una società giusta e accogliente, che hanno sostenuto l’affermazione dei diritti di tutte e tutti, che hanno affiancato don Roberto nel suo lavoro quotidiano chiediamo di unirsi a noi in questa richiesta di giustizia.

Braga/ Don Roberto/ Nessuno speculi

«È un dolore profondo quello che scuote il nostro animo per la morte violenta e tragica di don Roberto Malgesini nella nostra città. Chi ha conosciuto o anche solo incrociato lo sguardo di don Roberto non potrà dimenticare la carità che ne traspariva, la stessa carità che animava il suo operato generoso e gratuito a favore delle persone più in difficoltà, in carcere, negli ospedali, nelle strade.

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Sinistra Italiana/ Don Roberto/ È tempo di lottare contro l’odio

«Roberto Malgesini era un uomo buono e mite, un prete di strada. Noi di Sinistra Italiana lo vogliamo ricordare vivo e sorridente, come lo abbiamo conosciuto mentre insieme a volontarie e volontari distribuiva le colazioni a chi dorme e vive sotto i portici dell’ex Chiesa di San Francesco, nella nostra ricca città. Roberto è stato ucciso da una delle persone di cui si prendeva cura quotidianamente, un uomo psichicamente e socialmente fragile.

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Prc/ don Roberto, amico e compagno di lotte sociali

«Apprendiamo della tragedia avvenuta questa mattina a Como in piazza San Rocco – dove è stato rinvenuto il corpo senza vita di don Roberto Malgesini – uomo che ha dedicato la vita agli ultimi ed all’accoglienza.

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ecoinformazioni on air/ Accoglienza accoltellata

Il servizio di Gianpaolo Rosso nell’edizione delle 12,30 del Giornaleradio di Radio Popolare del 15 settembre. Don Roberto Malgesini era il simbolo dell’accoglienza in città. Ogni mattina dava il buongiorno a chi dorme in strada, distribuendo la colazione ai senza dimora. Ogni giorno e in ogni ora era disponibile all’ascolto, all’accoglienza, alla vicinanza alle persone fragili.

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