Che il suo sacrificio non sia vano

Il compito di tutti è quello di non disperdere il sacrificio di don Roberto. Questo il finale dell’omelia del vescovo Oscar Cantoni oggi a Regoledo di Cosio, nella chiesa. Fuori tante persone, un intero paese a salutare questo suo figlio, ucciso, martire a Como, quando, dopo aver caricato la sua Panda, si stava recando a distribuire le colazioni, come faceva da anni, alle tante persone senza dimora che vivono la nostra città.

Con la sua sacca piena di tè e caffè che aveva preparato la mattina presto, con le brioche che ritirava la sera prima in diversi bar della città, con i suoi volontari e volontarie, cito Laura per tutti e tutte. Con, sopratutto, il suo sorriso e la sua tenerezza e la sua mitezza. Un mix giusto per l’allegria per la vita donata agli altri.
I poveri, gli emarginati, gli ultimi, la sua scelta di vita, la sua famiglia nella nostra Como. Nel cortile dell’Oratorio di Regoledo, davanti allo schermo che trasmette il rito funebre, molti lo piangono e hanno la pelle di diversi colori, Lui li ha uniti,sotto il portico del Liceo Volta, all’ex Scalo merci di San Giovanni, in questi ultimi tempi, sulle scalinate che portano alla Caserma. Sullo schermo compare spesso la sua immagine serena, mentre celebra, con le braccia aperte, verso il cielo, che Lui ormai vive da giorni; di sicuro avrà già perdonato il suo assassino, di sicuro sta già pregando per la Chiesa comasca, a cui ha sempre imposto riflessioni difficili con le sue scelte e il suo impegno. Di sicuro sta già pregando per i politici di questa città, che molte volte gli hanno reso difficile il suo “sporcarsi le mani” come del resto il Vangelo dice, multandolo per le sue colazioni, togliendo le panchine dove le “sue” persone sostavano …
Poveri, carcerati, ammalati, qualche tempo fa persino sulle strade della prostituzione, un impegno continuo e quotidiano, come dice del resto il Vangelo… «Voi che quando ero nudo, affamato, in carcere, mi avete seguito, sarete nel regno dei Cieli». Davvero che il sacrificio di don Roberto, che ora tutti giustamente santificano, non sia stato vano. [Luigi Nessi, ecoinformazioni] [Foto Luigi Nessi, ecoinformazioni]

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