Arte non convenzionale in mostra

L’associazione Alfonso Lissi ha accolto, nella sede di via Ennodio a Como, l’esposizione Lis-piazza – Mostra, installazioni e performance di arte non convenzionale. Un’occasione per incontrarsi e scambiarsi la propria idea sul tema della piazza. Guarda l’album della foto della mostra di Mara Cacciatori.

L’iniziativa è durata due giorni, 19 e 20 settembre, ed ha avuto come tema centrale “la piazza”, concetto sul quale 17 giovani artisti, tra cui fotografi, pittori, scultori, musicisti, una stilista e un’arteterapeuta, hanno portato per l’occasione opere d’arte, materiali, come abiti e quadri, ma anche testi e canzoni, insomma tutti i mezzi possibili per esprimere la loro idea di piazza, intesa come luogo di incontro e momento per socializzare, un’occasione per stare insieme che ci è stata negata durante tutto il periodo del lockdown. La varietà delle opere che si potevano incontrare nel percorso della mostra ha messo in luce la fantasia degli artisti, espressa in diverse forme, uno di loro, ad esempio, ha scelto di realizzare una composizione fatta di edifici e strade utilizzando solo materiali di recupero.

C’era una scultura dalla quale sporgevano mani che lo spettatore poteva decidere di rifiutare o accogliere, un’altra ha presentato un progetto che seguiva un percorso “seminato” all’interno della stanza dei codici QR che rimandavano alla pagina Instagram, perché anche il mondo virtuale è un luogo per incontrarsi e conoscersi. Ester Bulgarini, studentessa di arte, valorizzazione e mercato presso l’università Iulm di Milano, ha organizzato l’evento insieme a Jessica Mascia. Ester voleva che anche il pubblico condividesse lo spirito dell’iniziativa, infatti l’attività di arte-terapia prevedeva che, tramite l’utilizzo di fili di lana colorati intrecciati, il pubblico collaborasse per creare diverse strade, che, dal centro (la piazza) di diramavano in ogni direzione. Altri/e hanno dato il loro contributo come la giovane fotografa Marta Grimoldi che ha lasciato ai presenti la libertà di scrivere, con un pennarello, una parola o un pensiero su una sua fotografia intitolata Il muro dello sfogo.

Anche la musica ha fatto la sua parte, infatti un’artista di strada che, da sempre utilizza il suo canto per avvicinare le persone ha portato canzoni e testi scritti perché: «la strada é un luogo dove la gente si incontra e si confronta». L’Associazione Alfonso Lissi assicura che ci saranno altre occasioni che, come in questo caso, animano la riflessione e mirano a sensibilizzare su temi importanti come l’educazione al dramma del cambiamento climatico. [Mara Cacciatori, ecoinformazioni]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: