3 ottobre/ L’appello di Csf/ Sono persone non numeri

Como senza frontiere invita a partecipare a Como, in piazza Grimoldi, sabato 3 ottobre dalle 15,30, alla trentaduesima Marcia per i nuovi desaparecidos. Durante l’iniziativa, dedicata a don Roberto Malgesini, sarà possibile firmare l’appello È il momento della responsabilità perché il Comune allestisca finalmente, in uno dei suoi spazi (es. Centro di via Volta) un dormitorio e un centro diurno perché «le persone in tutte le stagioni possano non solo dormire, ma vivere».

«Sabato 3 ottobre 2020 si svolge, dalle 15.30 alle 16.30 in piazza Grimoldi a Como, la 32a Marcia per i nuovi desaparecidos di Como senza frontiere.Questo nuovo appuntamento è dedicato alla memoria di don Roberto Malgesini, perché riteniamo fondamentale ricordare e continuare il suo impegno, insieme a quello di tanti e tante altre, rivolto ad affrontare i problemi delle persone colpevolmente abbandonate ai margini della società, anche in una città ricca come Como.La nostra manifestazione pubblica intende anche non dimenticare la strage di Lampedusa del 3 ottobre di 7 anni fa che, con i suoi 368 morti accertati, è il più grave naufragio conosciuto che ha colpito le rotte che i migranti sono costretti a seguire per attraversare il Mediterraneo.Questo dovere della memoria ci obbliga ad affrontare la realtà quotidiana con attenzione, ci chiede di attivarci perché la situazione delle persone migranti così come di quelle senza dimora trovino soluzione certe e giuste, connaturate ai loro diritti, al di fuori delle logiche emergenziali che, anche nei casi migliori, non sanno andare oltre risposte effimere a problemi immediati.Non possiamo permettere che a Milano venga aperto il CPR (Centro di Permanenza per il Rimpatrio) di via Corelli, cioè un luogo di detenzione amministrativa che prevede il sequestro fino a 6 mesi per persone che non hanno commesso alcun reato tranne quello di “non essere in regola” con le discriminatorie norme sull’ingresso nella “fortezza Europa”. Interverrà Giovanni Motta, avvocato specializzato in diritti delle persone migranti, della Rete No CPR, rappresentante dell’associazione AccoglierSI.Non possiamo sopportare che la città di Como e la sua amministrazione non rispondano in alcun modo alle esigenze di accoglienza, di assistenza e di servizi che provengono dai settori più fragili della popolazione, così come non possiamo più tollerare che cadano nel vuoto le tante richieste avanzate – anche nel ricordo di don Roberto – con modalità diverse ma con obiettivi simili. I problemi legati alla marginalità richiedono anche nella nostra città una risposta complessiva e sistematica ben oltre l’emergenza e le soluzioni estemporanee e precarie. Sentiamo quindi il dovere di condividere pubblicamente alcune proposte concrete e attuabili, in grado di contribuire a risolvere i problemi della grave marginalità presente sul territorio.Per questo chiediamo alla cittadinanza, alle singole persone, così come alle realtà associative di sottoscrivere l’appello seguente.
APPELLO
È il momento della responsabilità. È il momento di trasformare le lacrime che abbiamo versato per l’uccisione di don Roberto Malgesini in un’azione concreta che ravvivi il suo impegno: realizzare uno spazio pubblico in cui possano vivere con dignità coloro che lui ha amato.Le istituzioni di Como hanno lasciato sole le tante persone impegnate nella solidarietà senza mettere a disposizione le necessarie strutture, gli indispensabili investimenti e, talvolta, ostacolando addirittura l’azione di don Roberto e di donne e uomini attivi nel volontariato e nella promozione sociale.Per voltare pagina e ristabilire il vero decoro della città, da secoli luogo di accoglienza, oggi mortificata dall’incapacità istituzionale di garantire alle persone diritti vitali, con questa petizione chiediamo, in concordia con la petizione web che ha raccolto migliaia di adesioni su chamge.org  al Comune di Como di adempiere ai suoi compiti, mettendo a disposizione di tutti/e i senza dimora un dormitorio e centro diurno che affronti la vergognosa e irresponsabile situazione di persone costrette in strada in una delle città più ricche d’Italia. La struttura pubblica può e deve essere realizzata in uno degli spazi comunali idonei, per esempio il Centro di via Volta, da anni abbandonato e immediatamente disponibile, già predisposto per ospitare, con cucine efficienti e spazi per il soggiorno diurno, le persone in tutte le stagioni, in modo che possano non solo dormire, ma vivere.

L’appello sarà sottoscritto dalle persone di propria mano.

L’iniziativa di sabato si tiene seguendo tutte le necessarie prescrizioni anti-covid-19» [Como senza frontiere]

Invita i tuoi contatti all’evento fb.

RispondiInoltra
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: