L’evoluzione della pandemia nel territorio dell’Insubria

«Si è tenuto giovedì 22 ottobre 2020 l’incontro (in video conferenza) con la direzione dell’Ats Insubria richiesto dalle Organizzazioni Sindacali Confederali di Varese e Como unitamente alle categorie del Pubblico Impiego e dei Pensionati. All’incontro erano opportunamente presenti le rappresentanze delle Asst del territorio dell’Insubria ovvero Asst Lariana, Asst Valle Olona e Asst Sette Laghi.

Le Organizzazioni Sindacali in premessa hanno richiesto, e Ats Insubria si è impegnata, di mantenere una modalità di confronto continuo e costruttivo, anche in relazione all’aggravarsi della Pandemia, con una cadenza di incontri almeno ogni 15 giorni.
Il confronto è poi continuato seguendo le richieste da parte delle Organizzazioni Sindacali in merito alle informazioni relative alla campagna di vaccinazione antinfluenzale, alle preoccupazioni del sindacato su tempi, alle priorità per le persone più fragili e nelle Rsa, tematiche sulle quali Ats ha rassicurato che proprio a partire dalle categorie più deboli sarà rivolta la prima fase di vaccinazione con l’obbiettivo di arrivare ad una copertura del 75% degli over 65 anni, poi successivamente anche ad altre categorie.
Come Organizzazioni Sindacali confederali abbiamo dato la nostra disponibilità a veicolare, attraverso le nostre strutture e i servizi, tutte le informazioni utili ad agevolare una corretta e puntuale campagna vaccinale influenzale.
Al fine di potenziare l’offerta e di consentire la vaccinazione da parte dei Mmg dei propri pazienti in idonei spazi comuni è stata richiesta una collaborazione alle amministrazioni Comunali. Oltre 90 comuni, dimostrando la dovuta sensibilità sul tema, hanno risposto mettendo a disposizione idonei spazi.

Molto critica invece la situazione emersa sul reperimento di personale sia medico che infermieristico, le delibere regionali consentono l’assunzione di personale sanitario, da destinare alle Usca, all’Adi Covid e all’Infermiere di Famiglia o di Comunità, strutture appositamente create per gestire l’emergenza sanitaria ma le procedure per le assunzioni sono spesso lente e farraginose.
Le delibere Regionali permetterebbero l’assunzione di oltre 300 infermieri sul territorio di Ats Insubria (nelle tre Asst che in Ats) ma purtroppo a tutt’oggi pochissimi di questi posti sono coperti. Auspichiamo pertanto l’emissione immediata di nuovi concorsi e abbiamo richiesto una maggior sinergie e condivisione delle graduatorie tra le aziende anche su questo tema.

Le Organizzazioni Sindacali hanno evidenziato come sul fronte dei contagi in entrambe le provincie la situazione è nettamente peggiorata nell’ultima settimana, nel periodo dal 14 ottobre al 20 i nuovi contagi sono stati rispettivamente 755 nella provincia di Como e 1461 in quella di Varese, mentre (dati Ats) nella settimana dal 28 settembre al 4 ottobre in tutta l’Ats erano 212. L’aumento dei contagi viene confermato da Ats, che però in parte viene giustificato dal fatto che nella 1 fase
emergenziale della primavera scorsa il numero settimanale di tamponi era pari a circa 5000, mentre ad ora siamo a oltre 2000/3000 tamponi al giorno, viene inoltre confermato che anche sul nostro territorio i 2/3 delle persone positive sono asintomatiche e in particolare la maggior parte degli eventi pandemici avvengono in contesti famigliari.
Da parte sindacale viene richiesto un aggiornamento rispetto alla situazione dei ricoveri nelle strutture ospedaliere, a questa domanda rispondono i responsabili presenti all’incontro delle tre
Asst, le persone attualmente ricoverate nella Asst lariana son 113 di cui 7 in terapia intensiva e 25 ventilati, mentre presso gli ospedali di Busto e Saronno dell’Asst Valle Olona i ricoverati son 85, 56 a Busto e 29 a Saronno, complessivamente al momento vi è una capienza di 120 posti letto eventualmente incrementabili secondo le possibili evoluzioni in crescita dei ricoveri, mentre in Asst dei Sette Laghi i ricoveri sono circa 100, 10 in terapia intensiva e una trentina ventilati.
Esprimendo molta preoccupazione sul trend di crescita le Organizzazioni Sindacali hanno voluto attenzionare anche la necessità di mettere in essere soluzioni idonee per i molti malati positivi asintomatici – soprattutto anziani e fasce deboli – che non sono in grado di effettuare un isolamento familiare idoneo mettendo loro a disposizione le strutture residenziali previste.

Un approfondimento particolare è stato dedicato alle Usca e al loro necessario potenziamento necessario sia per dare una risposta all’aumento della pandemia e quindi dell’aumento dei tamponi molecolari sia anche per poter gestire la novità dei test rapidi (che permettono di avere un riscontro nell’arco di 15 minuti che, se positivo, prevede l’effettuazione del test molecolare classico).
Facendo un primo bilancio di questo incontro siamo ad esprimere una forte preoccupazione per quanto attiene la situazione dei ricoveri ospedalieri poiché, sebbene oggi le Aziende dichiarino che sia tutto sotto controllo, l’assenza cronica di personale, una necessaria nuova riorganizzazione interna dei reparti Covid19 e il continuo trend di crescita esponenziale dei malati rischiano di bloccare nuovamente tutta la sanità territoriale posticipando, rimandando e forse anche trascurando le necessità sanitarie “ordinarie” dei cittadini. Inoltre, è indispensabile, per non aggravare ulteriormente la situazione sanitaria in essere, che l’iter e le tempistiche previste per la vaccinazione antinfluenzale venga rispettata e che le dotazioni siano sufficienti a coprire l’intero fabbisogno dei soggetti fragili e anche chi dei Cittadini voglia farlo. A tal proposito il nostro invito alla popolazione a fare la vaccinazione.
Su questo tema abbiamo chiesto alle aziende di mettere in atto una campagna informativa, rivolta ai lavoratori e agli utenti, che eviti di generare confusione e disservizio.
Cosi come l’auspicio è quello che al più presto siano reperibili i test rapidi al fine di poter con più facilità tracciare i soggetti positivi e nel tempo più breve possibile riconsegnare alla vita quotidiana le persone che in quarantena fiduciaria attendono diversi giorni prima di sapere se sono o meno
positivi.
L’esperienza della prima ondata pandemica, quella di marzo ed aprile scorso, ha sedimentato in tutti noi la consapevolezza che la rete territoriale deve essere la prima risposta alla nuova emergenza.
L’ospedalizzazione è solo l’esito finale di un’infezione che deve essere trattata al domicilio, immediatamente, all’insorgere dei primi sintomi.
In questo senso riteniamo che l’integrazione di alcuni medici sulle Usca di Como e Varese sia insufficiente. Bisogna arrivare, nel più breve tempo possibile, al raggiungimento del parametro di un’unità ogni 50000 abitanti.
Destano infine perplessità le dichiarazioni rassicuranti sul dispiegamento del contact tracing. Il numero crescente di individui positivi nelle due province, rende auspicabile ma poco verosimile la possibilità di un tracciamento dei contatti esauriente. Anche in questo ambito è necessario potenziare ulteriormente la capacità di risposta di Ats Insubria.
Infine le politiche di razionalizzazione economiche della Regione e Nazionali dell’ultimo decennio che hanno imposto tagli al personale della Sanità, il mancato turn over di medici e infermieri, l’assenza di una attenta e puntuale programmazione dei fabbisogni, hanno ulteriormente aggravato la situazione, è necessario e urgente invertire la rotta». [Cgil Varese; Cgil Como; Cisl dei Laghi; Uil Varese; Uil Como]

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