L’antimafia in tempo di covid

Si è svolto nel tardo pomeriggio di martedì 3 novembre l’incontro online e in diretta Facebook Lotta alle mafie – L’antimafia in provincia di Como nell’era covid, con Alessandra Dolci, responsabile della Direzione distrettuale antimafia di Milano, sul tema della criminalità organizzata nel territorio lombardo. L’incontro è stato organizzato, all’interno del progetto Como futuribile, dal Circolo ambiente Ilaria Alpi ed dall’Arci Como, in collaborazione con i comuni di Mariano Comense, Cabiate, Carugo, Inverigo, Tavernerio, Lurago d’Erba ed Alzate Brianza. Presto on line il video sul canale di ecoinformazioni.

A fare gli onori di casa, Roberto Fumagalli, presidente del Circolo ambiente, che ha sottolineato come il periodo di crisi pandemica sta creando terreno fertile per la criminalità organizzata e che ha lasciato la parola a Paola Pioppi, giornalista de Il giorno e incaricata di condurre il dibattito con Dolci.

La Dda è già al lavoro per monitorare la situazione sul territorio: in particolare sono la ‘Ndrangheta e i suoi affiliati ad essere in fibrillazione facendo tesoro della situazione drammatica globale.
Durante il lockdown di marzo la loro attenzione si è concentrata su presidi sanitari, imprese funebri e di sanificazione, tutti contesti estremamente profittevoli in questo periodo.
Non si è però allentata la presa sulla questione dei rifiuti, soprattutto alla luce della loro pericolosità epidemiologica e dell’enorme mole dell’impianto di smaltimento da allestire per eliminarli.
Anche il mercato dei finanziamenti vede forti attività illecite che si legano al rilevamento di esercizi falliti che, in particolare nel settore commerciale e della ristorazione, vengono ceduti a prezzi bassi e spesso a credito.
D’altro canto, sono diminuiti i reati contro il patrimonio ed il traffico di stupefacenti; questo sembrerebbe un fatto positivo, ma in realtà ha lasciato liberi i criminali di inserirsi nel tessuto sociale e relazionale del territorio, anche norditaliano.

In un contesto di tale crisi, alla mafia non è nemmeno necessario andare a cercare campi d’investimento e d’azione, dato che sono gli stessi imprenditori in difficoltà ad affidarsi a loro. L’attrazione della convenienza dell’illecito, in un periodo così incerto, sembra ancora maggiore.
La crescente sensibilizzazione rispetto al tema della criminalità organizzata non tocca particolarmente le coscienze degli imprenditori. Essi, infatti, continuano a vedere nei prezzi fuori mercato che propongono i criminali o le imprese ad essi legati un vantaggio ed una convenienza che superano la difficoltà morale che legarsi a queste entità dovrebbe causare.
La questione non è tanto penale, quanto etica.

Il settore delle discoteche, ora, è in crisi, ma è utopico pensare che un eventuale normalizzazione delle condizioni di vita della cittadinanza veda le mafie lontane da questi contesti.
I giovani che lavorano nei locali in cui la criminalità organizzata fornisce personale o struttura del sistema di sicurezza difficilmente non sanno in che giri si inseriscono.

Pioppi ha poi sollevato la questione della lotta alla mafia dal punto di vista delle autorità locali, data la nutrita presenza di sindaci alla conferenza online.
Dolci ha ricordato che la situazione è molto complessa da gestire, anzitutto perché spesso sono gli stessi politici ad appoggiarsi alla criminalità organizzata. I comuni, inoltre, devono far sentire la propria vicinanza ai cittadini e farsi percepire come punto d’appoggio e di fiducia da preferire alla malavita; un’altra chiave della lotta politica alle mafie è la gestione dei beni confiscati, che è prioritario non abbandonare e riqualificare a livello sociale. Gli esempi virtuosi sul territorio sono numerosi.
D’altra parte, la lotta antimafia necessita di molta collaborazione e, per ora, è ben lungi dal tenere il passo con la ‘Ndrangheta.

Fumagalli ha preso parola per una domanda sulla questione dei roghi di rifiuti nel territorio lombardo, piaga che imperversa nella stretta attualità.
Le ecomafie sono un settore estremamente profittevole per i criminali, dato che il rapporto guadagni/pene è estremamente alto; intercettazioni confermano una preferenza della criminalità calabrese per l’attività nel settore dello smaltimento dei rifiuti rispetto a quello del commercio della droga.
Inoltre, quest’attività crea sinergie pericolose tra Camorra e ‘Ndrangheta sull’asse di traffico campano-lombardo.
Le autorità dovrebbero stringere i criteri di trattazione dei rifiuti, accertandosi che le scorie prese in carico siano anche smaltiti legalmente.
Bisogna inoltre implementare la rete di controllo rispetto a queste attività, sensibilizzando anche la popolazione a segnalare eventuali movimenti sospetti.

È stato poi dato spazio alle domande dei partecipanti all’incontro sulla piattaforma e agli spettatori su Facebook.
La relatrice ha fatto notare, rispondendo a una domanda sull’opportunità di creare piattaforme che permettano di fare segnalazioni anonime, che la solidità del tessuto sociale dovrebbe permettere ai cittadini di denunciare apertamente; la paura non deve essere un alibi e una reazione forte da parte della società civile è il primo elemento attraverso cui sconfiggere la mafia.
In risposta ad una seconda domanda riguardo l’effetto del covid sulle indagini, Dolci ha sottolineato che certo è difficile lavorare data la turnazione del personale investigativo e la grande attività, per contro, dei criminali. Questa lotta, però, è praticabile e non può fermarsi nonostante i problemi sanitari.
Sul piano del riconoscimento della mafiosità delle imprese, la collaborazione di categoria è fondamentale; su quello dei cittadini, invece, si è detto molto, ma non si dirà mai abbastanza: bisogna segnalare i reati spia e denunciare quando si notano fatti sospetti.

La criminalità organizzata si sta sempre più mimetizzando nel tessuto sociale del nord Italia, la Dda fa molto, ma l’antimafia è una questione collettiva, di cittadinanza.
La lotta è lunga, ma va combattuta perché il fenomeno, per quanto a livello sotterraneo ed apparentemente microsociale, è in espansione. [Pietro Caresana, ecoinformazioni]

Presto on line il video sul canale di ecoinformazioni.

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