Il luogo delle stoffe e delle storie

Anche la politica comasca ha sempre avuto i suoi luoghi. Non voglio paragonare i nostri a via del Gesù o a via delle Botteghe oscure, ma i più “vecchi” ricorderanno la sede della Dc in via Diaz, la sede del Pci in via Ciceri, le sedi di tanti partiti nei quartieri. Erano luoghi di incontro, di discussione, di mangiate e di bevute… Chi, indipendentemente dal colore politico, non rimpiange i vecchi Festival dell’Unità?

Poi tra i miei ricordi quello brutto della Bolognina, quando finì la bella storia del Partito comunista italiano: un dramma per tanti.

È giusto ricordare che a Como una volta c’era la Setalmoda. Nella zona della vecchia ex stamperia Valmulini, vicino al ponte ferroviario nei pressi della Napoleona, dopo l’autosilo c’era un grande capannone pieno di stoffe, di macchinari tessili, con i poster di Che Guevara, con un grosso tavolo ovale al centro sempre pieno di fogli, di campioni, di giornali.  Si arriva lì, si spostava tutto e poi si posava tutto quello che ognuno portava: vino, salame, pane. E poi iniziavano le riunioni interminabili tante a volte sino a notte fonda. Discussioni, confronti di idee, proposte per la nostra città prima con Paco, poi con Paco-Sel e attorno al tavolo tanta bella gente, motivata a lottare per una città nuova, aperta, capace di garantire diritti per tutti, specie per i più fragili. Attorno quel tavolo, su sedie di ogni tipo, tante persone che vanno ricordate. Penso a quelli che non ci sono più; Micaela Landoni, Ermanno Pizzotti, Paolo Portoghese, Vincenzo Sapere insieme a quelli che continuano come Bruno Magatti, Celeste Grossi, Fabio Cani e tanti/e  altri/e.

Persone che hanno contribuito, alla crescita sociale di Como, città che ora sembra immobile, ingessata…

L’azienda Setalmoda non c’è più da un paio d’anni. Probabilmente ora lo stabile verrà anche fisicamente distrutto, abbattuto. Dicono nasceranno case. Ma quel luogo, sulla Valmulini, prima del ponte e dopo l’autosilo, è stato una delle sedi della bella Como di poco tempo fa: bei tempi, tempi di speranza. [Luigi Nessi, ecoinformazioni]

1 thought on “Il luogo delle stoffe e delle storie

  1. A Como ci sono stati anche il Politeama tragicamente lasciato in abbandono e altri cinema distrutti o scomparsi. C’è stata la Ticosa e molto altro ancora. C’è stata (e ancora c’è ma potrebbe essere molto meglio) Villa Olmo… e ci sono siti di grande interesse come il Museo ma anche altri che non sono curati dai malanni del tempo e non solo come sarebbe doveroso e necessario fare. A Como ci sono state anche politiche differenti, nulla di straordinario ma sicuramente migliori, mentre ora ci troviamo con un’Amministrazione senza idee e progetti per la Città e per il territorio della Provincia di Como. Como ha una potenzialità immensa sfigurata da politiche povere dal punto di vista della capacità di progettazione e misere dal punto di vista della soluzione dei problemi sociali. Bisognerebbe sapersi distinguere per la solidarietà e la capacità di risoluzione dei problemi delle fasce deboli ma a Como, malgrado il sindaco sia un medico, succede il contrario. Si gestisce sostanzialmente un’alcova del benessere…

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