Il surplace di Landriscina costa 1,35 milioni di euro

Fiab Como Biciamo e le principali associazioni ambientaliste comasche sono indignate e deluse per la notizia riportata oggi dalla Provincia di Como, che annuncia da parte di Regione Lombardia l’avvio del procedimento contro il Comune di Como per la decadenza del contributo in relazione a fondi per 1,35 milioni di euro sul totale di 2,8 milioni. Si tratta di revocare, per carenze documentali, i fondi per la realizzazione di piste ciclabili nel tratto comasco del percorso europeo EuroVelo 5 (da Londra a Brindisi), la Via dei pellegrini, finanziato su progetto della scorsa giunta Lucini. Parrebbe di capire che, nonostante il notevole lasso di tempo trascorso, l’attuale amministrazione non sia stata in grado di integrare le reiterate richieste della Regione.

«Da anni in tutte le sedi possibili sottolineiamo l’importanza di tale percorso, nato da un progetto europeo di riduzione dell’inquinamento atmosferico, di diffusione della nuova cultura sulla mobilità, tanto più oggi di interesse pubblico e sanitario. Come abbiamo ribadito ancora a Giugno, un sistema ciclabile della nostra città potrebbe ridurre l’utilizzo dei mezzi pubblici in un contesto pandemico come quello attuale e i nostri figli potrebbero muoversi con maggiore sicurezza garantendo flessibilità, minore congestione, più salute e minori contagi.

Il percorso ciclabile avrebbe dovuto, nella filosofia Europea, non solo costituire un primo asse portante di attraversamento ciclabile della città, di collegamento dei quartieri esterni con il centro, ma anche essere collegamento dei territori limitrofi alla cintura urbana, contribuendo alla riduzione dell’uso dell’auto per spostamenti brevi, quindi meno traffico, meno smog.

Se anche non fossimo interessati agli aspetti ambientali ed ai benefici in termini di mobilità, potremmo per lo meno tener presente, nell’attuale delicatissimo contesto, i rilevantissimi risvolti economici favorevoli che avrebbe potuto portare un percorso d’importanza europea; solo tre dei 17 percorsi istituiti dalla Comunità Europea passano dall’Italia.

Con 77,6 milioni di presenze, 55 milioni di pernottamenti (italiani per 20,5 milioni) e una spesa complessiva di 4,7 miliardi di cui 3 provenienti dal turismo straniero, il cicloturismo valeva, nel 2019, nel Rapporto 2020 Isnart-Unioncamere, 7,6 miliardi di euro (Sole24ore, 16-8-2020)

La crescita nel settore è stata del 26% con una media di spesa giornaliera di 75 Euro al giorno, confermando che il turista su due ruote si colloca nella fascia medio alta. Il Trentino Alto Adige ha in pochi anni realizzato 3mila km di percorsi ciclabili che producono 1,1 miliardi di euro l’anno generando così 338mila euro per km ciclabile, dove l’economia ciclabile locale ha un’incidenza del 15-20% sul totale.

Chiediamo quindi che l’amministrazione comasca si impegni ad integrare con la massima urgenza quanto richiesto dalla Regione e che sia aperta una seria discussione sull’ambiente e sulla ciclabilità della città, ormai improcrastinabile.

Chiediamo che la mobilità ciclabile diventi uno dei temi importanti della città, che sia posta in primo piano la discussione sul futuro della mobilità a Como, che sia aperto un dibattito costruttivo per il futuro del territorio.

Chiediamo infine all’Amministrazione dove siano finite quelle piste ciclabili annunciate a fine Maggio scorso (video intervista su CiaoComo il 29 Maggio 2020), dall’ex Assessore Bella, che avrebbero dovuto agevolare la mobilità ciclabile nel periodo autunnale». [Coordinamento associazioni per l’ambiente e la mobilità Como: Fiab Como Biciamo, Circolo Legambiente Angelo Vassallo, Iubilantes odv, Rete dei Cammini, Arci Como, La città possibile Como, Wwf Insubria, Auser Como]

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