CcP/ Nuovo Statuto/ Roberto Caspani presidente

Con l’elezione il 12 novembre del presidente Roberto Caspani, del vicepresidente Niccolò Introzzi e della segretaria Giovanna Tedone si è completato l’iter formale della nuova stagione del Coordinamento comasco per la Pace. Il CcP inizia una nuova storia confermando le scelte ideali per la Pace e i Diritti umani. L’assemblea telematica, del 28 ottobre che ha eletto il nuovo Consiglio, ha evidenziato una partecipazione molto ampia di comuni e associazioni aderenti, è stata coordinata dal presidente uscente Mario Forlano, ha approvato il bilancio 2019 e adottato un nuovo Statuto che modifica fortemente le caratteristiche del sodalizio definendo meglio – in accordo alle leggi del Terzo settore – organi sociali e loro poteri e puntando sulla conferma degli ideali che hanno sempre animato il Coordinamento dando loro maggiori e più condivise possibilità di concretizzarsi e prerogative di indirizzo all’assemblea degli aderenti che si afferma come organo sovrano per le scelte culturali e politiche del sodalizio.

Riportiamo integralmente il preambolo del nuovo statuto approvato approvato all’unanimità il 28 ottobre.

Gli Enti pubblici [ndr: Amministrazioni comunali] e privati[ndr: Aps, Odv] della Provincia di Como,

convinti

– che la costruzione della Pace necessita dell’impegno corale di tutti gli esseri umani e di tutti i popoli della Terra, nelle loro espressioni internazionali come in quelle locali; – che, a tal fine, appare di fondamentale importanza il coinvolgimento diretto e diffuso di una cittadinanza informata, sensibile, attiva; – che appare oggi quanto mai necessaria un’approfondita conoscenza, da parte della cittadinanza, delle dinamiche sociali, politiche, economiche che caratterizzano il nostro tempo, nonché degli scenari di conflitto e dei fenomeni di violenza, sfruttamento, discriminazione che minano, anche sistematicamente, il raggiungimento della Pace; – che tale conoscenza rappresenti la necessaria premessa per una più consapevole assunzione di responsabilità individuale e collettiva, nonché di un intervento positivo e incisivo nella società ; -che non vi sarà mai Pace in assenza di Diritti, tutela dell’ambiente e giustizia; – che la cooperazione internazionale oggi debba perseguire tanto lo sviluppo materiale quanto quello sociale e culturale, sulla base della considerazione che i tre aspetti sono fra loro indivisibili ed interdipendenti; – che risulta oggi evidente l’importanza del ruolo che gli EELL e le associazioni possono svolgere per la promozione della cultura della Pace, della Democrazia e dei Diritti Umani;

ritenuto

-che la costruzione della Pace parte anche dalle comunità locali e dalla capacità delle istituzioni locali di essere avamposto e palestra di democrazia, “in un continuum di ruoli dal quartiere all’ONU”; – che, in particolare, gli EELL debbono farsi artefici del bene comune della comunità umana mondiale; -che gli EELL debbano tradurre queste solenni assunzioni di responsabilità in concreti programmi, politiche e strutture organizzate, innanzitutto rafforzando il patto di solidarietà che li lega al mondo dell’associazionismo e del volontariato;

ritenuto

-che è prioritario per le realtà che appartengono al mondo dell’associazionismo e della cittadinanza attiva organizzata trovare modalità di collaborazione e sinergia per incarnare i valori del rispetto e della fratellanza, per praticare il dialogo e per affermare efficacemente la Pace, l’equità sociale e la cura dell’ambiente; -che è prioritario per la cittadinanza attiva organizzata instaurare una forte collaborazione con gli EELL, esercitando un’influenza virtuosa sulle istituzioni che dia uno sbocco politico alle proprie rivendicazioni;

visto

– le numerose dichiarazioni e convenzioni internazionali in materia di Pace e Diritti Umani (in particolare, fra le altre, la Carta delle Nazioni Unite, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il Patto internazionale sui diritti civili e politici ed il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali);

– l’articolo 28 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che proclama il principio fondamentale della “Pace positiva” stabilendo che “ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale ed internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati”;

– la Convenzione Europea per la difesa dei Diritti Umani e delle libertà fondamentali;

– i combinati disposti degli articoli 2, 3 e 11 della Costituzione della Repubblica Italiana, che riconoscono e garantiscono i diritti inviolabili della persona, nonché il principio fondamentale della pari dignità sociale, richiedono l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale, e promuovono la cooperazione e la solidarietà fra i popoli e la costituzione di un ordinamento internazionale che assicuri la Pace e la giustizia;

si impegnano con il presente Statuto, a 23 anni dalla fondazione del Coordinamento comasco per la Pace, a:

  • riaffermare la propria scelta di campo nella promozione della Pace, dei Diritti Umani, della nonviolenza, della democrazia, dello sviluppo umano integrale, dell’innata ed inviolabile Dignità e valore della persona, di un armonioso rapporto umanità-natura;
  • a contribuire alla creazione di condizioni sociali che consentano un’effettiva garanzia di tutti i Diritti Umani, per tutti ed ovunque;
  • ad opporsi ad ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo.

Il Consiglio direttivo del Ccp è così costituito

Caspani Roberto (Acli), Chianese Arnaldo (Csv Insubria), Introzzi Niccolò (Comune di Fino Mornasco), Molteni Giovanni (Comune di Lurago d’Erba), Moretti Simone (Comune di Olgiate comasco), Orsucci Valentina (Comune di Senna comasco), Tedone Giovanna (Interragire). Il nuovo Consiglio si è riunito per la prima volta il 12/11/2020.Sono stati eletti per la carica di presidente Caspani Roberto, vicepresidente Introzzi Niccolò, segretaria Tedone Giovanna.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: