Verso il 25 novembre/ Stop violenza/ Le parole per dirlo

Dal 22 novembre all’1 dicembre si terrà, on line, il Forum of Mediterranean women journalists, dedicato al tema “#Womenlivesmatter #PressFreedomMatter: le vite delle donne contano, la libertà d’informazione conta. Quale informazione sui diritti, e quali diritti, a 70 anni dall’approvazione della Cedu?” Giornaliste, ricercatrici, docenti, attiviste, dirigenti della Pubblica amministrazione si collegheranno dai paesi euromediterranei, ma anche dalla Colombia, dal Corno d’Africa, dall’Afghanistan per dire insieme “Women Lives Matter”, ma anche “Press freedom matter”.

Il Forum, giunto alla quinta edizione, ha l’intento di «creare ponti, abbattere muri: promuovere una riflessione sul ruolo delle giornaliste investigative e di frontiera, come presidio di Democrazia, dunque di Pace». Le giornaliste, infatti, raccontando la realtà con occhi di donne, contribuiscono a illuminare le discriminazioni e gli stereotipi veicolati attraverso l’informazione da giornalisti, più spesso uomini, matalvolta anche donne.
Il Forum è organizzato dall’associazione Giulia – Giornaliste Unite Libere
Autonome, (www.giornaliste.org), attiva in Italia dal 2011 per perseguire «due obiettivi principali, sui media e nei media: modificare lo squilibrio informativo sulle donne anche utilizzando un linguaggio privo di stereotipi e declinato al femminile; battersi perché le giornaliste abbiano pari opportunità nei luoghi di lavoro, senza tetti di cristallo e discriminazioni».
A 25 anni dall’approvazione della Piattaforma di Pechino, le donne sono costrette a fare i conti con il pericoloso arretramento dei diritti civili, aggravato anche della pandemia Covid 19.
Anche la libertà d’espressione e informazione delle giornaliste rischia di arretrare e con essa arretra la democrazia. Se, infatti, gli articoli 9 e 10 della Cedu (Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali) e l’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani, che sanciscono l’inviolabilità della libertà d’espressione e di informazione, non sono realizzati pienamente, per i giornalisti, per le donne il problema è ancora maggiore.
Al termine del Forum of Mediterranean women journalists viene proposto un documento. La prima edizione si concluse con il protocollo per l’utilizzo del linguaggio di genere nei giornali, nelle tv, nelle radio, nei documenti della Pubblica amministrazione; la seconda con il “Manifesto di Venezia” sul linguaggio della violenza; la terza con la “Banca delle 100 esperte”, la quarta con la “Carta di Assisi” per un giornalismo etico, una guida per l’applicazione della deontologia professionale nella pratica giornalistica e il Manifesto “Media donne e sport”.
Nell’edizione 2020 saranno presentati i risultati del monitoraggio sul livello di libertà d’espressione e informazione svolto in Italia durante il periodo di lavoro da remoto delle giornaliste. [Celeste Grossi, ecoinformazioni]

Vai all’evento facebook.

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