Semina informazione partecipata

ecoinformazioni è con te per sviluppare il suo ruolo come spazio di dialogo, di confronto, per avere insieme una voce armoniosa per informare, per unire e per ispirare quando tutto sembra dirci di tacere e di accontentarci. Con la tua donazione, il tuo supporto, la tua partecipazione la nostra voce indipendente sarà più chiara e efficace. Insieme denunciamo ingiustizie e violenze locali e planetarie e costruiamo alternative al sistema liberista crudele e opprimente. 
Immagina ogni euro dato  come un seme o un germoglio,  per crescere insieme e diventare giardino, siepe e giungla. La libertà e l’indipendenza dell’informazione è di vitale importanza oggi più che mai, e tu puoi scegliere di fertilizzarla o farla morire.

Come donare:

1. Bonifico

Arci ecoinformazioni APS
Via A. Lissi 6, 22100 Como CO
Banca Etica
IBAN: IT26M0501810800000016818312

E mandando a ecoinformazionicomo@gmail.com la copia del bonifico.

2. Paypal


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eco-informazioni

Nella natura, un ecosistema è composto di tanti elementi che si sostengono tra loro. Sappiamo
addirittura che in una foresta, se un albero è in uno stato di necessità, altri condividono tramite le
loro radici nutrienti e minerali, tutto per sostenere una parte piccola, ma non per quello meno
importante del tutto.

Con la campagna Semina informazione partecipata diventa un seme, parte di questo ecosistema
d’informazione partecipata. Insieme, cresciamo ogni giorno più folti e vigorosi, diventando
germoglio, giardino, siepe o giungla. Partecipa alla nostra rete dissidente, rivoluzionaria, di
sorellanze, fratellanze, politica, fluida, appartenente a tuttu e a nessuno. [Beatriz Travieso Pèrez]

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Conosci la nostra, la tua, campagna con: Lux, Mariateresa, Pietro, Michela, Sara e Bea

«Vedermi in copertina mi ha fatto sentire orgogliosa del lavoro che faccio. Penso a quante persone sono adesso come ero io da più piccola, e vedere un esempioa cui  riferirsi è anche formativo. Mi sono sentita… felice!»
La foto di Lux Callari è comparsa come immagine di copertina nel primo articolo pubblicato ecoinformazioni per il Como Pride 2022.
Parlando dello svolgimento del Como Pride 2022 così commentava: «Ho rivisto a Como una luce che non vedevo da anni. Ho anche visto apparire la mia comunità, che in provincia mi sembrava essere assente.»
«È molto bello che ecoinformazioni accentui la sua scelta di giornalismo partecipato: i protagonisti delle articoli sono spesso le persone che li scrivono. Si sente molta passione dietro le cose che fanno. Poi riescono anche a fare il passo successivo: interessarsi di una comunicazione efficace, pregna delle lotte che portiamo avanti. A fare una comunicazione che sia nostra».

[Foto Beatriz Travieso Pérez, ecoinformazioni]

«Io mi sono avvicinata alla politica da piccola… In prima liceo mi ricordo  Fabio (oggi presidente di ecoinformazioni) venire nella mia classe a fare controinformazione sulla strage di piazza Fontana».
«Erano gli anni nei quali il movimento femminista ha avuto un grande sviluppo, dappertutto. Da allora questo impegno è proseguito con relazioni diverse, luoghi diversi, situazioni diverse».Il personale è politico, allora tanto quanto oggi. «Anche i momenti di minore attivismo pubblico sono stati momenti di relazione con altre, con altri. Sono questi momenti che ti fanno crescere, scoprire chi sei tu, e come puoi entrare in relazione con gli altri»
«ecoinformazioni per me è stata una spinta  alle relazioni, non è un giornale dove tu mandi la notizia e ti pubblicano. È una realtà dove tu trovi delle persone con cui puoi entrare in relazione – costruire relazioni. È un’avventura giornalistica attiva in quello che succede. ecoinformazioni c’è quando le cose accadono».

[Foto Beatriz Travieso Pérez, ecoinformazioni]

«Cambiare il mondo non è un bisogno mio, è sociale: non voglio cambiare il mondo io da solo, voglio essere parte del cambiamento[…] Esistono dei sistemi sociopolitici che trovo ingiusti. Esistono dei movimenti antagonisti che vanno contro di essi e io voglio esserci, fare la mia parte vicino a questi movimenti».
Pietro cresce in una famiglia molto coinvolta nell’attivismo politico,«sono contento di essere stato cresciuto antifascista», nonostante questo, «non porto avanti la lotta dei miei. Ho avuto la possibilità di verificare io, quando ero in stazione  e c’erano 800 persone accampate, respinte alla frontiera, che quello era sbagliato. […] Una volta parlai con un giovane migrante, della mia età, chiedendo dove fossero i suoi genitori e scoprii che erano stati uccisi dal regime da cui lui era in fuga. Attraverso ecoinformazioni, ho la possibilità di toccarle con mano e di parlare di queste situazioni.»
«Posso scrivere in altri posti? Ti dico, si e no. In altri media il mio caporedattore, se scrivo qualcosa che non corrisponde  alla posizione del giornale, non mi pubblica. In ecoinformazioni, invece, ciò che scrivo viene accolto e poi se è il caso se ne discute. C’è spazio per il confronto, per il dialogo. Questo mi offre una prospettiva sulla realtà sociale che non solo è raccontare per qualcuno, ma poter anche dare la propria visione del racconto. La critica al sistema rimane. Lascio il mio segno e esso rimane».

[Foto Beatriz Travieso Pérez, ecoinformazioni]

«Prima mi sentivo impotente, anche in imbarazzo. Vedere il mondo che comunque cambia sotto i miei occhi… Vedere questo momento storico dove ci sono dinamiche negative, e non poter fare niente perché si è bloccati da se stessi,fa male perché spesso per paura ci neghiamo esperienze».
«Ho deciso di fare il Servizio civile perché mi sentivo molto chiusa, non mi esponevo. L’attivismo è stato un modo per determinare la mia persona e valorizzarla. Mi sento utile per qualcosa, per esprimere messaggi, affermare valori. Questo aiuta molto anche la mia autostima».
«Ho scelto di avvicinarmi a ecoinformazioni  perché in linea con i miei ideali, i miei valori: la non violenza, la pace, i diritti Lgbtqia+…, tutti valori che riguardano le persone, la società insieme all’amore, la solidarietà, l’unione».
«Questi valori li riscontro nelle persone, negli eventi, nelle situazioni che si creano».
«Con eco mi sento sicura di esplorare il mio attivismo in una maniera serena, pacifica».

[Foto Beatriz Travieso Pérez, ecoinformazioni]

L’amore è una forza pazzesca, che ci trascina oltre ogni limite. Da Roma a Como per cercare di dare, ogni giorno, voce a chi non ne ha. 
«Ho vissuto il peggio, ero depressa, rotta, emotivamente distrutta, grazie a ecoinformazioni, e alla rete di conoscenze trovata lì, come una fenice sono risorta. Più forte di prima».Certe cose, certe sofferenze, si possono solo capire se le hai vissute sulla tua pelle. È stato il calore umano trovato in eco che mi ha fatto capire che non devo cambiare per essere benvenuta o apprezzata. Il mio punto di vista ha il suo valore, insieme a quello di tutti! Il percorso di discussione, dibattito, confronto, per arrivare a questa consapevolezza non è stato facile, ma è stato necessario.
È molto sconcertante, all’inizio, trovare una realtà dove il tuo contributo è sempre apprezzato. Anche quando gli altri non sono d’accordo! Senza comunicazione non c’è cultura, e senza ecoinformazioni non c’è una vera comunicazione.

[Foto Beatriz Travieso Pérez, ecoinformazioni]

«Dopo aver lavorato sette anni nell’industria, ho scoperto di aver bisogno di appartenere a una realtà con al centro la persona, non il prodotto».
Organizzatrice della Campagna Semina informazione partecipata, dal 2014 in Italia, originaria del Centroamerica.
«Partecipando a ecoinformazioni non solo vengono apprezzati i miei talenti tecnici – grafica, fotografia, lingue, ecc – ma mi viene chiesto perché penso come penso. La mia individualità non viene sfruttata, ma coltivata».
«Sono diventata molto consapevole del mio contesto culturale e come esso è diverso da quello europeo e Italiano. Insieme impariamo a valorizzare le differenze per arricchire i nostri media e le iniziative che animiamo. Poco tempo fa mi hanno chiesto di partecipare a un incontro per l’apertura di un Corridoio umanitario. ecoinformazioni ha visto in me una persona che comprende la complessità delle decisione e dei processi. La mia presenza ha aiutato a rasserenare e rendere più proficuo l’incontro. Vorrei che tutti ci sentissimo importanti sempre come io mi sono sentita in quel momento».

[Foto Fabio Cani, ecoinformazioni]

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Seminando insieme

Le bombe di semi sono state scelte come gadget di questa campagna.

Si tratta di palline di materiale biodegradabile: argilla e terriccio o, nel nostro caso, carta riciclata; aggiunto dei semi. Dopo, la pallina si fa asciugare al sole.

Una persona in possesso di una bomba di semi diventa in automatico una guerrigliera per la natura, spargendo piante fiorite dove e quando vuole. Api, bombi, farfalle e cocciniglie seguiranno la traccia.

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