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Per Cristina, per Sara e per tutte le Sara del mondo

Nella Giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne, vogliamo fare memoria fertile di Cristina Cattafesta, una persona straordinaria che ha lottato tenacemente contro la violenza fondamentalista e il patriarcato.

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Sotto lo stesso cielo

A Como abbiamo conosciuto il coraggio e la forza delle donne afghane, quando noi, Donne in nero, insieme ad Amnesty International, le abbiamo invitate per l’iniziativa Io donna dietro il burqa. Erano riuscite ad arrivare in Italia dal campo profughi in Pakistan, dove vivevano e lottavano per democrazia e diritti. Alla fine degli anni Novanta del secolo scorso dell’Afghanistan e dei diritti delle donne si parlava poco, tanto che Walter Veltroni, in quel momento sindaco di Roma, non era riuscito a trovare neppure mezz’ora per incontrarle.

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Afghanistan/ Donne e bambine senza diritti

Rawa

No all’occupazione militare dell’Afghanistan, no all’integralismo che uccide, nega i diritti, la dignità e il futuro. L’iniziativa del Cisda, realizzata in collaborazione con il Comune di Como, è caduta in un momento nel quale l’evidenza dei pericoli di guerre e fondamentalismi è percepita daA tutti. L’orrore degli integralismi non era altrettanto colto quando più di dieci anni fa Maryam Rawi era stata con le Donne in nero e con Amnesty International la prima volta a Como.

Purtroppo la situazione illustrata da Maryam Ravi (mai ripresa in viso per evitare che possa essere riconosciuta e uccisa al ritorno in Afghanistan), il 20 novembre nella Sala Stemmi di Palazzo Cernezzi piena, non è cambiata negli anni. Non solo non è migliorata con l’intervento Usa/ Nato, col maldestro tentativo di “esportare la democrazia”, ma è peggiorata perché mai come adesso i diritti umani sono negati per tutti e per le donne in particolare non solo da Isis e Talebani, ma da molteplici altre bande e signori della guerra che impongono i fondamentalismi con stupri, assassini, violenze di ogni genere. Le parole di Maryam Rawi che ha risposto alle domande di Manuela Serrentino e sono state tradotte Graziella Mascheroni del Cisda hanno evidenziato situazioni terribili: matrimoni coatti, negazione del diritto all’istruzione e al lavoro, subordinazione totale delle donne agli uomini, uccisioni per lapidazione, suicidi anche imposti, torture, stupri, negazione di dignità delle bambine, delle donne e di un intero popolo.

L’esponente di Rawa ha ringraziato il Comune di Como che ha svolto pienamente oggi la sua funzione di Città messaggera di Pace con l’intervento della vicesindaca Silvia Magni e  di Celeste Grossi di Paco-Sel. Significativa la serie di azioni di politica internazionali con il discorso di Mario Lucini il 19 alla manifestazione Como con Parigi, l’impegno per i diritti umani in Cina del 19 con la cittadinanza onoraria a Liu Xiaobo e l’incontro contro guerre e integralismi del 20 novembre.

Particolarmente interessante positiva la presenza di un gruppo di ragazzi della Riapamonti che hanno intervistato la relatrice e hanno lavorato con impegno e professionalità per realizzare un video dell’incontro che sarà presto montato e pubblicato dalla scuola.

On line sul canale di ecoinformazioni i video dell’iniziativa nei quali per motivi di sicurezza non è mai inquadrato il volto della relatrice afghana.

Guarda sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video.

ARCI COMO WebTV/ Palinsesto 25 novembre/ Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

L’edizione di oggi, interamente dedicata alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, propone una serie di appuntamenti web del 25 novembre 2020, uno squarcio sulle tante forme di violenza sulle donne a cura della/ dei servizio civilista/i dell’Arci di Como e dagli archivi di ecoinformazioni una breve (inevitabilmente incompleta) antologia video delle azioni svolte a Como nelle giornate degli anni precedenti.

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20 novembre/ Violenza su donne e bambine in Afghanistan

20novembrelocandina afganistanIl 20 novembre è la Giornata internazionale dell’infanzia. Il 25 novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Il Cisda (Coordinamento italiano sostegno donne afghane), in collaborazione con il Comune di Como organizza l’incontro “La violenza sulle donne e sulle bambine in Afghanistan. Sono stati fatti passi avanti?” nella giornata del 20 novembre alle 18 nella Sala stemmi del Comune di Como. Scarica e diffondi la locandina. Invita all’evento facebook.

Interverranno Silvia Magni, vice sindaco e assessora con delega alle Pari opportunità; Maryam Rawi, rappresentante di Rawa (Associazione rivoluzionaria delle donne dell’Afghanistan); Graziella Mascheroni, Cisda; Manuela Serrentino, Donne in nero; Celeste Grossi, consigliera comunale Paco-Sel.

Chi è Maryam Rawi?

«A partire dall’uccisione di mio padre e di altri membri maschili della mia famiglia, la tragedia ha sempre accompagnato la mia vita. Per questa ragione il mio unico sogno è una vita sicura e protetta per i miei figli: ciò che desidero è veramente poco. Il successo non mi interessa».

Maryam è nata 40 anni fa a Kabul e ha due figli. È una rappresentante di Rawa, l’Associazione Rivoluzionaria delle Donne dell’Afghanistan.   Il suo cognome “Rawi” è inventato per ragioni di sicurezza e al tempo stesso ricorda tutte le donne dell’associazione che Maryam rappresenta. Rawa è nata nel 1977 a Kabul come organizzazione di donne afghane per i diritti umani e l’uguaglianza delle donne. Dopo l’invasione sovietica, alcuni membri di Rawa sono stati imprigionati a Kabul, e dal momento che un gran numero di rifugiati sono fuggiti in Pakistan, la stessa RRawa ha spostato in qualche modo il suo focus, e ha iniziato a lavorare con donne e bambini rifugiati a Peshawar (la città capoluogo della provincia della frontiera Nord Occidentale in Pakistan, al confine con l’Afghanistan). Le attività svolte si basavano sul fornire servizi umanitari a assistenza sociale, attraverso i quali si è anche cercato di educare le donne afghane ai propri diritti. Il lavoro veniva portato avanti anche clandestinamente in alcune città afghane. Quando all’occupazione sovietica è seguito il sanguinoso governo fondamentalista e più tardi il regime talebano, l’intervento è continuato sia in Afghanistan che in Pakistan con programmi di alfabetizzazione, orfanotrofi e scuole. Anche oggi svolge la parte politica del lavoro in entrambe i Paesi, ma per lo più in modo semi-clandestino a causa dei gravi rischi per la sicurezza. Rawa non è registrata presso il governo e non usa mai la propria sigla nei progetti, in quanto tutte le iniziative sono presentate come promosse da privati, da gente locale. L’esperienza di Maryam è l’esempio di come  un numero sempre crescente di donne afghane è coinvolto in attività politiche e sociali volte ad ottenere diritti umani per le donne e contribuire alla lotta per la ricostruzione in Afghanistan di un governo basato su valori democratici e secolari, nonostante l’opprimente atmosfera politica. Una battaglia dura, allo stremo delle forze ancora oggi. [a cura di Manuela Serrentino]

 

Altri articoli di ecoinformazioni su Maryam Rawi e Rawa.

 

 

Libertà è liberazione. La resistenza nonviolenta delle donne

Il 25 aprile le Donne in nero di Como parteciperanno alla manifestazione al Monumento alla Resistenza europea. Il testo del documento Libertà è liberazione. La resistenza nonviolenta delle donne che sarà distribuito durante la loro presenza silenziosa. (altro…)

Afghanistan: dieci anni di guerra, occupazione e miseria

Sessanta persone, tra cui alcuni profughi afgani, hanno stipato, la sera del 25 ottobre, la sala dell’Avc-Csv a Como, rispondendo all’invito del Cisda – Coordinamento italiano sostegno donne afgane e delle Donne in nero di Como (cui hanno aderito anche Arci e Coordinamento comasco perla Pace) di incontrarsi per parlare di Afghanistan a dieci anni dai bombardamenti degli Stati Uniti e dei loro alleati (iniziati nella notte tra il 7 e l’8 ottobre 2001) e per denunciare le responsabilità del nostro governo e della comunità internazionale. (altro…)

L’Altroverso dei diritti

Presso la Biblioteca Comunale di Cassina Rizzardi, venerdì 14 maggio 2010, alle ore 21, si è tenuto l’incontro I diritti delle donne. Relatori esponenti di Amnesty International, Telefono Donna, Il Sole, Donne in Nero; organizzatori il Coordinamento Comasco per la Pace, l’Asci, Prospettive. L’iniziativa rientra nel progetto L’Altroverso dei diritti, rivolto in parte alle scuole ed in parte, con incontri serali, all’intera cittadinanza. (altro…)
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