ecoinformazioni

Senato: primi risultati alle ore 17

La seconda elaborazione dei dati sulle prime schede relative al Senato nei seggi campione scelti da ecoinformazioni conferma in provincia di Como una netta prevalenza di Berlusconi, ma sempre più chiaramente si evidenzia anche un significativo risultato per il Pd che assorbe buona parte dell’elettorato della Sinistra l’Arcobaleno. Forte crescita della Lega Nord che compensa nella coalizione che sostiene Berlusconi il risultato del Pdl. L’Udc raccoglie pochi consensi, mentre la Sinistra l’Arcobaleno, perde anche a favore della Sinistra critica, e si ferma al 3%.
Dai dati raccolti fino alle 16.45 nei seggi campione scelti da ecoinformazioni ed elaborati dalla nostra redazione si può ipotizzare al Senato il seguente risultato:

Nella città di Como
Pdl 37%
Lega Nord 20,5 %
Pd + Italia dei Valori 31,5 %
Sinistra Arcobaleno 3 %
Udc 2 %
Altri 6 %

A Cantù
Pdl 37 %
Lega Nord 27 %
Pd + Italia dei Valori 26,5 %
Sinistra Arcobaleno 2,5 %
Udc 2,5 %
Altri 4,5 %

In Provincia
Pdl 36 %
Lega Nord 25 %
Pd + Italia dei Valori 29 %
Sinistra Arcobaleno 3 %
Udc 2 %
Altri 5 %

Si precisa che tali dati sono solo relativi ad un “gioco delle previsioni” che pur essendo stato realizzato sulla base di voti effettivamente scrutinati, in alcune sezioni lo scrutinio è stato completato, non costituisce una proiezione statistica realmente attendibile.

Senato: primi risultati ore 16

L’elaborazione dei dati sulle prime schede relative al Senato nei seggi campione scelti da ecoinformazioni rivela in provincia di Como una netta prevalenza di Berlusconi con forte crescita della Lega Nord. L’Udc raccoglie pochi consensi, mentre la Sinistra l’Arcobaleno si ferma sotto il 5%

Dai dati raccolti fino alle 15.45 nei seggi campione scelti da ecoinformazioni ed elaborati dalla nostra redazione si può ipotizzare al Senato il seguente risultato:

Pdl 42 %

Lega Nord 18,5 %

Pd + Italia dei Valori 32,5 %

Sinistra Arcobaleno 4 %

Altri 3 %

Si precisa che tali dati sono solo relativi ad un “gioco delle previsioni” che pur essendo stato realizzato sulla base di voti effettivamente scrutinati non costituisce una proiezione statistica realmente attendibile.

La prossima edizione è prevista tra circa 30 minuti

Elezioni sul blog

Continuando la tradizione delle precedenti tornate elettorali, anche per le elezioni politiche di domenica e lunedì 13 e 14 aprile ecoinformazioni fornirà a partire dalle 15.30 di lunedì, sul blog e via mail ai propri abbonati, elaborazioni da dati raccolti in seggi campione della Provincia di Como.

Le previsioni dei risultati, pur ottenute secondo criteri che nelle precedenti occasioni sono risultati adeguati per ipotizzare a pochi minuti dall’apertura delle urne l’andamento della tornata elettorale nel territorio lariano, costituiscono solo un “gioco della previsione” e non sono vere e proprie proiezioni statistiche.

“Diamo gambe ai nostri sogni” con il 5×1000 mille all’Arci

Con la dichiarazione dei redditi hai la possibilità di sostenere l’Arci firmando nella casella del 5×1000 dedicata alle associazioni di promozione sociale e di volontariato ed indicando il codice fiscale 97054400581. Per ulteriori informazioni visita il sito dell’Arci.

Il breve spot

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Conflitti globali: economia e giustizia

Il quarto incontro con Non c’e’ pace senza giustizia. Viaggio/testimonianza per la pace. Fabio Corazzino ha illustrato a una quarantina di partecipanti all’incontro organizzato dal Coordinamento comasco per la Pace in collaborazione con il Comune di Lurate Caccivio il tema Conflitti globali: economia e giustizia.

«Non solo conquisteremo la libertà per noi stessi: faremo appello al vostro cuore e alla vostra coscienza a tal punto che alla fine la conquisteremo anche per voi, e la nostra vittoria sarà duplice» ha iniziato così Fabio Corazzino, prete diocesano e coordinatore nazionale di Pax Christi, citando Martin Luther King e stimolando l’interesse della quarantina di presenti con una dialettica vivace e coinvolgente.
Corazzino ha introdotto il tema della serata Conflitti globali: economia e giustizia fornendo un breve escursus storico di come si è evoluto il problema dagli anni ’60 ad oggi. Nel 1960, durante il Concilio Vaticano II, è emersa l’idea che «per instaurare un vero ordine economico mondiale, è necessario rinunciare: ai benefici esagerati, alle ambizioni nazionali, alla bramosia di dominazione politica, ai calcoli di natura militaristica e alle manovre tendenti a propagare e imporre ideologie», confermata poi dall’enciclica Populorum Progressio nella quale Paolo VI sottolineava che «lo sviluppo integrale dell’uomo non può aver luogo senza lo sviluppo solidale dell’umanità» e suggeriva di ricercare dei mezzi concreti per realizzare una vera comunione fra tutte le nazioni, secondo tre percorsi: solidarietà, giustizia sociale e carità universale. Nel 1990, nel clima di incertezza dato dalla caduta del muro di Berlino, viene definito un nuovo modello di difesa basato sulla “prevenzione attiva”. L’Italia – ha spiegato il sacerdote – «ha abbandonato il tradizionale parametro “da chi difendersi” a favore di una polarizzazione su “cosa difendere” e “come”». Dal 2002 – ha continuato Corazzino – «la guerra non è più concepita come risposta ad un attacco, ma è una prospettiva stabile nel tempo e nello spazio, che serve a mantenere i nostri privilegi e il nostro tenore di vita», ed è proprio in questi anni che si comincia a parlare di Guerra preventiva. Infine gli obiettivi del millennio (per citarne alcuni: eliminare la fame e la povertà, assicurare l’istruzione primaria a tutti i bambini e bambine, promuovere la parità tra uomo e donna, ecc.), che molti Paesi si sono impegnati direttamente a realizzare entro il 2015, ma secondo i responsabili delle Nazioni unite non saranno raggiungibili prima del 2115.

I nostri sistemi economici, il nostro presunto “diritto” al benessere, la nostra sicurezza – ha continuato il relatore – si reggono sull’uso della violenza e delle armi. Le spese per gli armamenti sono notevolmente aumentate negli ultimi anni «per assecondare un modello di gestione dei rapporti internazionali basato sul riarmo. Paradossalmente i Paesi che spendono di più in armi sono quelli in cui il grado di insicurezza dei cittadini è più elevato». Il sacerdote ha proseguito ricordando le parole di James Wolfensohn, ex-presidente della Banca mondiale: «Non è che la questione del terrorismo non sia importante, ma nel mondo stiamo spendendo miliardi di dollari all’anno in spese militari a fronte di circa 50 o 60 miliardi per lo sviluppo. Sono convinto che se spendessimo più soldi per dare speranza alla gente, per combattere la povertà ci sarebbero meno guerre e avremmo probabilmente un miglior uso delle nostre risorse».
Un’altra questione fondamentale – ha continuato Corazzino -, strettamente connessa con il tema giustizia e Pace, è quella delle risorse energetiche: l’Europa dipende sempre più dall’importazione di idrocarburi, ma questa situazione comporta rischi politici e economici in quanto la pressione sulle risorse energetiche a livello mondiale è molto forte. All’aumento del fabbisogno di energia corrisponde un aumento della quantità di armi vendute, e non è un caso – ha sottolineato il relatore – che l’Unione europea è il primo esportatore di queste ultime e l’Italia ha raggiunto nel 2007 la cifra record di 2,4 miliardi di euro.
Il primo passaggio per costruire un’economia di giustizia – ha concluso Corazzino – è rivedere i nostri stili di vita, cercare di risparmiare energia «perché non è vero che la crescita dei consumi è inevitabile. Prima di pensare a nuove fonti di energia, come ad esempio il nucleare, pensiamo a ridurre i nostri consumi, imponendo nuovi criteri per la costruzione delle case, scegliendo di spostarci con i mezzi pubblici e di perseguire il modello di decrescita di cui parla Maurizio Pallante [teorico della decrescita]». La partecipazione è un’altra componente essenziale, così come scegliere di usare il nostro denaro in modo più etico, porci sempre il problema della legalità delle nostre azioni e infine «imparare a guardare il mondo dal punto di vista dei poveri, perché è un modo di vedere più realistico». [Greta Pini, ecoinformazioni]

Fonte dei dati: Pax Christi

Il consiglio comunale di martedì 8 aprile 2008

Ancora polemiche sugli asili nido con Ezia Molinari, Fi, che vuole togliere fondi ai bambini per darli agli anziani mentre per la Lega nord devono essere aumentate le tariffe minime. Non si è esaurito neppure nella seduta del Consiglio di martedì 8 aprile il dibattito sul bilancio comunale che prevede la nascita di un nuovo giornale, Il cittadino, una sorta di Prava lariana, voce della giunta comunale diffuso come alternativa alla libera informazione ritenuta non adeguata.

Dopo un minuto di silenzio per commemorare Antonio Tagliaferri, economo comunale e poi capo di Gabinetto di ben quattro sindaci, oltre che ex segretario e membro del consiglio della Cà d’Industria, si è aperto il Consiglio comunale di martedì 8 aprile continuando la discussione sul Bilancio comunale. Per prima ha preso la parola Ezia Molinari che dopo aver sottolineato – senza tuttavia citare la fonte dei dati – come Como sia la città lombarda con il maggior numero di dipendenti per abitante e con il più alto assenteismo, ha insistito sul problema della sicurezza. La consigliera di Forza Italia si è poi concentrata sugli asili nido che «contano 480 bambini, di cui il 50 per cento nelle fasce più basse e di questi il 70 per cento extracomunitari», un costo a suo giudizio eccessivo dato che «è un dovere civico guardare alle nuove emergenze sociali di una popolazione che conta 14 mila anziani». Mario Molteni ha riconosciuto la presenza di «operazioni lodevoli in questo bilancio», come il rating con agenzie internazionali. Tuttavia per il Consigliere di Per Como un documento che prevede investimenti per 26 milioni di euro, possibili grazie ai 14 milioni derivanti dalla vendita della Ticosa e a 6 milioni di oneri di urbanizzazione dà «l’impressione della vendita dei gioielli di famiglia» senza una prospettiva per il futuro. Una posizione concorde con l’opinione di Vincenzo Sapere, Gruppo misto, per cui «stiamo vendendo le ricchezze accumulate negli anni dal buongoverno del passato». Molteni ha chiesto chiarezza sul progetto Comunic@ che, come recita la Relazione revisionale e programmatica 2008-2010, «nasce dall’esigenza di poter fornire ai cittadini del capoluogo in breve tempo e in modo completo le informazioni sulle principali attività ed iniziative della pubblica amministrazione direttamente impegnata a gestire i temi della vita quotidiana, esigenza difficile da soddisfare utilizzando la sola mediazione degli organi di informazione locale per le loro libere scelte editoriali non orientate alla diffusione specifica e completa di informazioni di servizio». L’ambiziosa iniziativa editoriale del centrodestra intende sviluppare informazioni “specifiche e complete”, passate col placet comunale, che verranno date ai cittadini attraverso un serie di canali: il periodico cartaceo, Il cittadino che avrà dieci numeri annui, e-mail giornaliere e sms. Sull’argomento è intervenuto anche Bruno Saladino, Pd per denunciare come «non ci sarà nessuna possibilità di controllo, visto che l’Ufficio stampa del Comune è inteso solo come strumento di diffusione degli atti della giunta». Roberta Marzorati ha prima di tutto dato il benvenuto alla ventina di genitori di bimbi di asili nido, scuole materne ed elementari presenti fra il pubblico del Consiglio, poi ha attaccato il bilancio proposto chiedendo come mai si faccia riferimento ad un recupero, con le rette, dei costi del 36 per cento quando questo «è previsto dalla legge solo per enti locali in dissesto finanziario o strutturalmente deficitari». Per la consigliera di Per Como: «Se non si riesce a mantenere le strutture comunali che si dichiari il dissesto, altrimenti fare riferimento a questa legge è del tutto arbitrario». Per Vittorio Mottola, Pd, il differimento dell’aumento tariffario del 5 per cento da ottobre a gennaio è stato solo un elemento di facciata in conseguenza della raccolta firme fra i genitori. Bruno Magatti rifiutando la logica della contrapposizione bambini-anziani si è rivolto alla Molinari dichiarando provocatoriamente: «la mamma del bambino dell’asilo fa la badante a tuo padre» e, entrando nel merito della questione economica, ha ricordato che le spese per gli asili nido nel complesso del bilancio non arrivano al 2 per cento. Il consigliere di Paco si è poi scagliato contro una serie di progetti, come lo studio di prefattibilità di un posteggio sublacuale a S. Agostino, che non vengono mai attuati e riproposti tutti gli anni. Donato Supino, Prc, ha ricordato come le periferie, che «danno il maggior gettito fiscale, avendo più abitanti, abbiano il minor riscontro dal bilancio, con interventi poco significativi». Emanuele Lionetti, capogruppo Lega nord, ha definito tutte le proposte dei consiglieri di minoranza «la classica logica del no», e ha ribadito che vanno alzate le tariffe minime dei servizi a domanda individuale. Il suo compagno di partito Gianpiero Ajani, dopo aver rimproverato «il malvezzo di approvare un bilancio ben oltre un quadrimestre da quando dovrebbe essere per logica approvato», ha spiegato come dei 15 milioni di fondi che arrivano dalla stato al Comune quattro tornino indietro e ha messo in evidenzia come la sola voce di bilancio Adeguamento sicurezza delle strutture scolastiche per 3 milioni annui venga continuamente riproposta senza trovare una reale applicazione. La continuazione della discussione è stata rimandata a dopo le lezioni, il 15 aprile o addirittura più in là. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

La politica che vogliamo, Andrea Bagni a Villa Gallia

Nell’incontro del 5 aprile a Villa Gallia organizzato dal Circolo Rosa Luxemburg della Sinistra europea La politica che vogliamo Andrea Bagni dell’associazione Per una Sinistra unita e plurale di Firenze ha dichiarato: «Nella campagna elettorale per la Sinistra l’Arcobaleno invito a votare per il progetto futuro, non certo per la semplice alleanza dei quattro partiti. La scommessa sarà quella di riuscire ad inventare nuove forme della politica».

«L’associazione Per una Sinistra unita e plurale – ha introdotto, parlando a una trentina di partecipanti all’incontro, Andrea Bagni, esponente dell’associazione – nasce a Firenze dopo l’esperienza del G8 di Genova del 2001. Nasce per volontà di una serie di persone con storie e professionalità diverse che rifiutando il meccanismo della delega hanno deciso di partire da se stesse per intraprendere nuovi percorsi politici. La nostra scommessa sta nel tentativo di far incontrare chi si era impegnato nei Social forum con i partiti politici di sinistra. La strategia che adottiamo è quella di coniugare una forma di vitalità e un aspetto informale che derivano dalle esperienze dei movimenti con uno statuto molto articolato che permetta alle varie anime di lavorare insieme. La nostra non è un’organizzazione militante pura o strettamente gerarchica come quella dei partiti, che non avrebbe più senso in un quadro di crisi della rappresentanza politica. Le decisioni sono prese solo a largo consenso e preferiamo lavorare sui temi che ci accomunano, prendendo tempo per discutere delle questioni più delicate».
Citando il libro di Marco Revelli, Sinistra destra. L’identità smarrita, Bagni ha tracciato un quadro generale. «Una prima causa è da ricercare nella crisi delle basi del pensiero “di sinistra”. Le teorie ambientaliste hanno smantellato il mito dello sviluppo, i movimenti femministi hanno introdotto nuove forme politiche. Tutto questo mentre venivano persi i concetti classici di classe e Stato. Lo spazio pubblico una volta garantito dallo stato nazione si sta privatizzando provocando una profonda scomposizione sociale che abbandona le persone nella loro solitudine globale.
È quindi normale che le persone affidino il loro voto e le loro speranze a figure come Silvio Berlusconi o Walter Veltroni, perché è venuto a mancare il tessuto associativo che una volta dialogava con le istituzioni.
Ci sono certo delle differenze tra i messaggi politico commerciali di Berlusconi, che ha fondato un partito in franchising senza indire nessun congresso in 14 anni, e il linguaggio di Veltroni che coniuga pragmatismo e ideali di sfondo. Ma entrambi i leader rappresentano la semplificazione della politica e l’uomo forte a cui affidarsi».
Esiste allora un’altra possibilità? Una proposta moderna e non nostalgica? Si è chiesto l’esponente fiorentino. «Ad esempio – ha continuato Bagni – non credo che si possa combattere il precariato riproponendo il modello di lavoro dipendente salariato a vita. Per molti sarebbe una condanna».
«Negli anni in cui si è acuita la crisi della politica, dal 2001 ad oggi, hanno trovato spazio esperienze politiche limitate o circoscritte in un territorio, come i Social forum o le comunità in lotta. Queste esperienze sono una risposta alla crisi, producono nuovi modelli politici circolari dove se anche qualcuno ha più autorità non deriva dall’alto ma dalle relazioni che si creano tra le persone. Le relazioni sono il nocciolo della questione. Occorre creare luoghi in cui le persone possano relazionarsi, che diventino dimensione costituente delle nuove forme politiche.
Garantire questi spazi significa anche non imporre una linea politica, ma creare percorsi aperti dove anche gli ideali si mettano in gioco, come i giovani di Rifondazione fiorentini che due anni fa occuparono a pagamento un parcheggio in centro, riempiendolo con scene di vita quotidiana, dalla casalinga alla vecchietta che lavora a maglia.
In contrasto con l’idea di una politica come amministrazione dell’esistente che ha assunto una dimensione professionistica, bisogna inventare strutture democratiche che sfruttino anche i nuovi mezzi tecnologici, ma che siano all’altezza della crisi. Altrimenti risulterà difficile coinvolgere altre persone».
L’esponente della sinistra fiorentina ha concluso con un’analisi del nuovo soggetto politico La Sinistra l’Arcobaleno. «Quando faccio campagna elettorale invito la gente a votare per il progetto futuro, non certo per la semplice alleanza dei quattro partiti. La scommessa, indipendentemente dall’esito delle elezioni, sarà quella di riuscire ad inventare nuove forme della politica. Ma se La Sinistra l’Arcobaleno rimarrà solo un’alleanza elettorale segnerà la fine del rapporto tra le persone e le istituzioni. Bisogna intendere l’azione politica anche come felicità personale e non solo come militanza, rilanciando alti orizzonti senza nostalgia».
Nel dibattito che è seguito, coordinato da Celeste Grossi con interventi di Anna Sacerdoti, Grazia Villa, Massimo Patrignani, Giuseppe Calzati, Marco Lorenzini, Domenico Caccavari, Enzo Arighi, Alessio Binda sono emerse ampie convergenze con il discorso del relatore e la convinzione che dopo le elezioni debba svilupparsi il percorso fondativi dell Sinistra l’Arcobaleno. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Incontro con Pia Locatelli

Incontro con Pia Locatelli, presidente dell’Internazionale socialista donne, e le candidate socialiste Iris Tassalini e Giulia Parini Bruno il 5 aprile al Loom Cafè.

Un interessantissimo video sui 100 anni dell’Internazionale socialista donne ha aperto l’incontro organizzato da Giulia Bruno Parini, candidata alla Camera dei Deputati per il Partito Socialista nel Collegio Lombardia 2, sabato 5 aprile al Loom Cafè di Como. All’iniziativa, alla quale era presente anche la candidata al Senato, Iris Tassalini, hanno risposto soprattutto le donne. E, evento singolare in questa campagna elettorale senza confronti, molti e molte partecipanti erano mossi non dall’appartenenza al Partito socialista, ma dal reale desiderio di confrontarsi su temi, uno fra i tanti la laicità, con Pia Locatelli, europarlamentare e presidente dell’Internazionale socialista donne; dall’augurio che il Partito socialista non scompaia dal Parlamento italiano e dalla convinzione che, dopo il 13 aprile, su molte questioni sarà indispensabile riprendere a incontrarsi e a discutere a sinistra.

Revolver. L’arte e il sociale insieme per una mostra a Como

La mostra sarà aperta dall’11 al 15 aprile al Centro diurno di via Vittorio Emanuele II 112.

Chi è malato, non ha una parte sana? Questa una delle riflessioni che si portano avanti nel progetto che vede la collaborazione del Centro diurno del Dipartimento di salute mentale dell’azienda ospedaliera Sant’Anna con alcuni artisti lariani e diverse associazioni, tra cui Erodoto e Nessuno è perfetto (Nep). Ha introdotto Alberto Tettamanti, educatore del Centro diurno che ha presentato una delle ospiti del centro, Daniela Bricola, che tre anni fa ha ideato l’iniziativa e che ha spiegato come «la cosa principale è che il centro si apre, costituendo una risorsa». In effetti, troppe volte il problema della salute mentale della popolazione rimane isolato nei centri senza offrire possibilità di scambio con chi è definito “normale”.
Ornella Kauffmann, intervenuta in rappresentanza di Claudio Cetti, direttore del dipartimento, ha chiarito: «Bisogna parlare meno di psichiatria e più di promozione della salute mentale. Anche nelle persone malate c’è una grande possibilità di essere una risorsa». Ha poi spiegato il ruolo dell’associazione Nep: «Nasce come volontà di mettere insieme un sapere tecnico e profano, come l’esperienza di vita». Clemente Tajana, direttore dell’Accademia di belle arti A. Galli, i cui studenti sono tra gli espositori, ha ammesso di essersi commosso verificando come essi per partecipare alla mostra abbiano sviluppato una sensibilità sociale molto forte.
Jessica Savoia, dell’associazione Erodoto, ha aperto una breve riflessione sul titolo provocatorio della mostra: Revolver, dallo spagnolo mescolare, dare una svolta, ma in inglese rivoltella. Ha poi presentato gli artisti: Fabrizio Bellanca, Krystian di Camillo, Alessandro Filardo, Giovanni Lucini, Degrì, Emanuele Prina, Danilo Quovadis, Federica Rovelli, Marino Salvetti, Giuseppe Tattarletti, Moreno Zanibellato, ognuno con una particolarità diversa, ognuno con una vita diversa, alcuni normali, altri personalità definite labili. Lo scopo è l’unione, un invito ad entrare in un luogo di solito chiuso a chiave, grazie proprio agli artisti che hanno allestetito la mostra al Centro diurno.
Ha concluso Gabriella Cilli del Cps di Como parlando della tecnica dell’empowerment: «Molti degli utenti della psichiatria possono essere più attivi per produrre da soli». [Nicoletta Nolfi, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di giovedì 3 aprile 2008

Surrogato il dimissionario Giuseppe Santangelo con Pierangelo Gervasoni è iniziato il dibattito sul bilancio nel consiglio comunale di giovedì 3 aprile. Al centro del dibattito asili nido e adeguamenti tariffari sui servizi a domanda individuale.

Il primo atto del consiglio comunale di giovedì 3 aprile è stato la surroga del consigliere Giuseppe Santangelo, Udc, da parte di Pierangelo Gervasoni che ha subito dichiarato di aderire al Gruppo misto, pur restando nella maggioranza con cui ha condiviso e continua a condividere il programma. È stato anche superato il problema della sua incompatibilità, con la carica di consigliere d’amministrazione Spt, data la sua dichiarazione di avere già presentato le proprie dimissioni dall’organo dirigenziale della società di trasporti comasca.
Si è così discusso il bilancio, che viene approvato attraverso differenti delibere, di cui deve anche essere votata l’eseguibilità. È proprio sull’eseguibilità della prima delibera approvata si è arenato il consiglio. Visto il rarefarsi di presenze nei banchi della maggioranza, la minoranza in consiglio comunale ha protestato per la scarsa attenzione da parte di chi governa la città in un momento cruciale come quello del bilancio cittadino. Il presidente del consiglio ha così richiamato all’ordine i consiglieri comunali di maggioranza ricordando che «quando si vota si prega di rimanere in aula» e riconoscendo che «le minoranze hanno garantito più volte il numero legale, la maggioranza stia attenta per costruire una discussione costruttiva sul bilancio».
Sulla delibera riguardante il bilancio di previsione Donato Supino, Prc, ha posto in primo piano il problema della casa e degli alloggi popolari, oltre che la definizione di una priorità degli interventi comunali che rischiano altrimenti di essere posticipati di anno in anno una volta finiti i fondi. Per il consigliere di Rifondazione i soldi ricavati dalla vendita della Ticosa devono essere destinati «in buona parte alla questione abitativa, ai giovani ed agli anziani».
Proprio le entrate provenienti dalla vendita dell’area della ex Tintoria comense sono state al centro del discorso di Bruno Magatti, Paco, per cui «nessuno sa se questi fondi potranno essere acquisiti quest’anno. A parole sarebbero dovuti entrare nelle casse comunali già l’anno scorso. Inoltre i 14 milioni e mezzo fanno riferimento ad un contratto di due anni fa, una cifra che viene erosa dall’inflazione perdendo di valore continuamente». «Il bilancio regge solo grazie alla vendita di parte del territorio» ha aggiunto il consigliere di Paco, che ha rincarato la dose ricordando come i servizi a domanda individuale vedranno una crescita delle tariffe del 10 per cento. I livelli di copertura dei costi per questi servizi sono del 46 per cento, un dato che crolla al 7 per cento per gli impianti sportivi: «Una contraddizione evidente quando si approva la costruzione del nuovo villaggio dello sport e tenendo presente che le strutture vengono date in gestione a società che hanno i loro interessi economici» ha aggiunto Magatti che ha concluso facendo una battuta «Speriamo in Sant’Expo 2015!».
Il consigliere Pd Marcello Iantorno si è invece detto amareggiato da «un aspetto di mercanteggiamento non da poco» sul bilancio, per cui «siamo costretti a patire per cercare di ottenere piccole concessioni». Ha poi riportato l’attenzione sul problema degli adeguamenti tariffari per i servizi a domanda individuale che vedranno un «aumento dell’uno per cento al mese». Un argomento questo che ha destato l’interesse anche di altri consiglieri. Carlo Ghiri, Gruppo misto, ha spiegato nord, sull’argomento ha voluto esplicitare che le tariffe vanno adeguate anche perché «non esiste una città in Lombardia in come le fasce più deboli negli asili nido siano in maggioranza rappresentate da cittadini extracomunitari «sono stati fatti degli errori nel permettere l’immigrazione di persone non in grado di mantenersi». Emanuele Lionetti, capogruppo Lega cui vi siano tariffe da 9 euro». Per Pasquale Buono, Fi, «l’aumento delle tariffe dobbiamo farlo, dato che non sono state aumentate dal 2003». Per Dario Valli, Area 2010, invece il costo di 5 mila euro l’anno per i circa 500 bambini deve far riflettere sulle priorità comunali «è civicamente giusto privilegiare questo settore, quando invece tanti anziani hanno bisogno di assistenza?». Ha concluso la serata Franco Fragolino, Pd, per cui il sistema tariffario va rivisto in un’ottica di ridefinizione complessiva delle tariffe dato che «il sistema è supportato e sopportato da circa 180 famiglie della fascia media e c’è ancora chi paga in base all’Irpef e non all’Isee». Le risposte dell’assessore Alessandro Colombo e il dibattito riprenderanno martedì 8 aprile. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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