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Fondazione Comasca/ Al via i bandi Youthbank 2021

Nella conferenza stampa di giovedì 17 dicembre la Fondazione Comasca, tramite i ragazzi che si occuperanno di selezionare i progetti, ha presentato i nuovi bandi Youthbank per il 2021.

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17 settembre/ Consulta Giovanile di Appiano Gentile/ Si o No?

Con l’avvicinarsi del referendum costituzionale dei prossimi 20-21 settembre la Consulta Giovanile di Appiano Gentile propone un momento informativo, in cui cercare di sciogliere dubbi e trovare spunti che aiutino a votare consapevolmente.

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Auser Como cerca volontari giovani per il progetto Time To Care

“Time to care” è un bando rivolto ai giovani tra i 18 e i 35 anni che vogliono impegnarsi, per un periodo di sei mesi, in attività di supporto e assistenza agli anziani. Ad Auser Como saranno assegnati 5 operatori. La domanda di partecipazione deve essere inviata direttamente alla pec comprensoriocomo@pec.auserinrete.it , utilizzando il form pubblicato con il Bando, entro le ore 14.00 del 31 ottobre 2020.

“Time to care” ha l’obiettivo di sostenere i giovani, promuovere lo scambio intergenerazionale e favorire l’inclusione delle persone anziane nella vita sociale, anche in considerazione del fatto che rappresentano la categoria più esposta al contagio del coronavirus Covid-19. I 1.200 giovani selezionati saranno impegnati in servizi di assistenza a domicilio o a distanza, in attività di “welfare leggero” (consegna di spesa, acquisto di farmaci, contatti con i medici di base, pagamento di bollette, consegne a domicilio), nell’assistenza da remoto, anche mediante contatti telefonici dedicati all’ascolto e al conforto di chi è solo, o in servizi informativi per gli anziani, anche online.I giovani, in possesso dei requisiti previsti dal Bando alla data di presentazione della domanda, devono candidarsi, a pena di esclusione, soltanto per una delle azioni progettuali consultabili sulle tabelle allegate al Bando e sui siti degli Enti che le hanno proposte.La domanda di partecipazione, inviata direttamente alla pec dell’ente di riferimento, utilizzando il form pubblicato con il Bando, deve essere presentata entro le ore 14.00 del 31 ottobre 2020.

Ad Auser Volontariato Como sono stati assegnati cinque operatori, che verranno selezionati nel corso del mese di novembre

I giovani “operatori”, selezionati firmeranno un contratto di collaborazione coordinata e continuata (co.co.co) e sarà loro riconosciuto un assegno mensile pari a 375€ netti, oltre ai contributi previdenziali; avranno una copertura assicurativa relativa ai rischi connessi allo svolgimento delle attività e saranno dotati di adeguati dispositivi di protezione individuale. Inoltre, riceveranno una formazione ad hoc per essere impiegati nelle azioni progettuali degli Enti del Terzo Settore e al termine delle attività verrà loro rilasciato dall’Ente un attestato di riconoscimento delle competenze.

“Durante l’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto – spiega la Ministra Elena Bonetti – le iniziative spontanee di solidarietà nate in tanti luoghi del nostro Paese hanno avuto il volto di tanti giovani che hanno deciso di mettersi al servizio della propria comunità e, in particolare, delle persone più fragili. Con questo stesso spirito è nato il bando Time to care, che sono convinta darà a tante e a tanti l’occasione di fare un’esperienza straordinaria d’umanità. Ripartiamo dalla cura e dall’assistenza a chi ha più sofferto nei mesi di lockdown. È dalle energie dei nostri giovani che il Paese può rimettersi in cammino per costruire il suo futuro”.

“Partecipare a questo Bando – sottolinea il Ministro Vincenzo Spadafora – è per i giovani under 35 l’opportunità di mettere a servizio della comunità il proprio tempo e le proprie energie, dedicandosi alle persone anziane che hanno vissuto con grande sofferenza e disagio la fase più acuta dell’emergenza Covid-19 e che per i mesi a venire avranno ancora bisogno di sostegno e assistenza. Questo periodo così difficile ha evidenziato la capacità dei giovani di attivarsi in maniera straordinaria, in ogni settore della società, ricercando soluzioni e offrendo la propria disponibilità e competenza nell’affrontare situazioni complesse. Anche in questo caso sapranno dimostrare il proprio valore e sono certo che dall’incontro con un’altra generazione nascerà un’esperienza bella ed importante per tutti loro”.

Per ricevere informazioni sul bando si potrà anzitutto fare riferimento all’indirizzo mail attivato dal Forum del Terzo settore: timetocare@forumterzosettore.it, oppure contattare la sede di Como al numero 031-275038 o alla mail info.como@auser.lombardia.it .


Sei interessato a questa opportunità? clicca qui per scaricare testo dell’avviso di selezione in formato .pdf

[Fonte: CSV Lombardia]

No movida… E mo’, vita?

Dopo che l’intera popolazione italiana è stata chiusa in casa per circa due mesi, dopo la scellerata e scriteriata riapertura delle attività produttive e dopo la rovina di una regione (la Lombardia) per mano di politici inetti e ipocriti, il teatro degli orrori sociali continua con la scoperta della causa del virus: i giovani.

Che le Rsa e la malagestione sanitaria non sarebbero mai stati davvero al centro del dibattito politico lombardo era chiaro; mettere l’epidemia sul piano del conflitto generazionale è però intollerabile.
L’Istat ha recentemente pubblicato la propria analisi (uscita il 4 maggio e compiuta su 31.096 deceduti da covid-19) e questa ci dice, tra le altre cose, che quasi il 50% delle vittime del virus sul suolo nazionale è lombardo.
Bisogna mettersi il cuore in pace sul fatto che questo non può dipendere solamente dal fatto che la regione abbia tra le sue città Lodi e Bergamo, epicentri nazionali (e per qualche tempo mondiali) dell’epidemia da coronavirus. In Lombardia ci sono le Rsa malgestite e decadenti, la sanità tagliata, gli ospedali che diventano trappole di contagio per chi è costretto a lavorarci.
Giusto per non tralasciare nulla, c’è anche un futuristico ospedale costato 21 milioni per ospitare 25 pazienti, nonché un assessore della sanità che si lancia in tragicomiche uscite sulle modalità di contagio.

A fronte di tutto questo si è comunque deciso prima di chiudere tutta Italia, per evitare morti inutili e per non rischiare che il contagio facesse crollare anche i sistemi sanitari del centro-sud, e poi di riaprire tutto.
Sfortunatamente, la globalizzazione porta all’iper-diffusione dei fenomeni, epidemie comprese; fortunatamente, permette anche di guardarsi intorno nel mondo. Si vedrà così, per esempio, che in Francia le scuole primarie sono state riaperte l’11 maggio e che in Spagna la distribuzione economico-politica multicefalica (Madrid, Barcelona, Bilbao, Valencia…) ha consentito una pianificazione differenziata in fasi pensata ad hoc di comunità in comunità.
In Italia, invece, i genitori-lavoratori devono delegare i bambini-fardelli ai nonni (quegli stessi per la cui sopravvivenza era fondamentale stare sbarrati in casa senza nemmeno poter respirare) e ci sono regioni da tempo senza contagi o morti che hanno dovuto aspettare i comodi dei politici-criminali lombardi per poter ritrovare una parvenza di normalità.

La situazione era già socialmente precaria e ci ha pensato Beppe Sala a dare il colpo (forse) di grazia, facendo un’operazione a suo modo aristotelica e anticapitalistica. Via la movida, via l’alcol dalle 19 alle 7 e via le bevute “in pubblico” negli stessi orari. La manovra è una dichiarazione di guerra ai giovani, a cui non rimane che farsi sfruttare come commessi o passare le proprie giornate sullo schermo per seguire le lezioni (dato che le scuole sono chiuse e, soprattutto le università, chissà quando riapriranno).
Il trionfo lombardo si compie: i bambini vanno dai nonni (che, citando la retorica di questi tempi, rischiano la morte), i giovani causano la morte degli anziani, le Rsa e gli ospedali sono posti bellissimi e i centri commerciali sono sempre aperti.
Tragedia sanitaria, economica e conflitto sociale che rischia di infiammarsi da un momento all’altro.

E Aristotele? Pensare di riaprire bar, ristoranti e negozi per poi proibire ai consumatori di consumare non può che essere una mossa per distruggere il capitalismo: rendere la produzione fine a se stessa e senza scopo, prassi aristotelica appunto, per ridurre alla fame più persone possibile e far trionfare nuovi sistemi economici.
Tutto questo, peraltro, sconfiggendo gli untori del covid, cioè i giovani, cui si prospetta un futuro che è uno e trino: ci saranno da pagare infatti le conseguenze della crisi del 2008-2011, della crisi ambientale e della crisi della pandemia
Finita la movida, non può quindi che esserci, mo’, vita. [Pietro Caresana, ecoinformazioni]

Il coronavirus salva la ciclabile di Como

La “terapia intensiva” sotto forma di denaro a pioggia che sta per rovesciarsi anche sugli enti locali grazie agli stanziamenti per la cosiddetta Fase 2 salva la vita alla ciclabile urbana di Como, altrimenti destinata a un irreparabile soffocamento.

Dopo oltre un anno di vacanza, da palazzo Cernezzi giungono segnali inequivocabili sulla volontà di riprendere in mano il progetto e una road map che – senza imbarazzo – scandisce «tempi precisi» per la sua realizzazione: entro il mese prossimo la trasmissione alla Regione Lombardia del piano definitivo adeguato; entro fine anno l’appalto del primo lotto; entro il 2021 l’appalto dei lotti successivi. Il tutto finanziato con fondi comunitari dalla Regione Lombardia (2014 -2020) per 1,35 milioni di euro e dal Comune di Como per 1,45 milioni di euro.

Critical mass organizzato il 20 luglio 2019 da Fridays for future per la ciclabile urbana

A sentire il comunicato stampa, l’enorme ritardo accumulato è dovuto a «carenze progettuali e procedurali» (traduzione: sciatteria e incapacità amministrativa, ndr) che l’assessore ai Lavori pubblici, Vincenzo Bella, motiva come «mancanza di autorizzazioni ambientali e insufficiente sviluppo degli elaborati progettuali indispensabili a qualificare adeguatamente il progetto». Sono trascorsi la bellezza di tre anni dal «2017, data in cui è stato predisposto il progetto, poi respinto dalla Regione» ma, in magica sincronia con l’arrivo dei fondi ai Comuni per dare una riverniciata di verde alle città in preda alla psicosi da contagio, ora giunge il via libera da parte del Pirellone.

Come in certe veline di un tempo si esprimono ringraziamenti alla Regione per aver tollerato le carenze e rinviato la scadenza del progetto, alle maestranze «che sotto la accorta direzione dell’architetto Giuseppe Ruffo, dirigente del settore Mobilità (…) ha reso possibile tale risultato». Quale risultato? Si dice che i dirigenti ne sappiano più dei loro responsabili politici, ma evidentemente l’architetto Giuseppe Ruffo, dirigente del settore Mobilità, fa eccezione. Difatti sembra sia stato l’artefice – che l’assessore ringrazia – del suggerimento di «affidare a un professionista esterno (…) la revisione del progetto definitivo dell’intero tracciato».

L’assessore ai Lavori pubblici Vincenzo Bella

Una scelta che nel comunicato si definisce «legittima e opportuna», ma che induce più di un dubbio sulla carenza di professionalità da parte dei tecnici comunali, tanto da convincerli a individuare un tutor esterno per un doposcuola sul progetto. Nella nota si precisa inoltre che il professionista sarà «adeguatamente selezionato» (senza precisare le modalità della selezione) e che la supervisione sarà al “prezzo stracciato” di «poco meno di 25mila euro, comprese tasse». Un affare.

E chissà se è ad opera dell'”illuminato” dirigente l’introduzione di «alcune modifiche migliorative» alla revisione del progetto, come quella di «far transitare la ciclabile attraverso il passaggio Zucchi in quanto migliora la funzionalità del tracciato, evita di impegnare – attraversandolo – lo spazio del mercato “mercerie”, preserva una parte dei posti auto lungo la via Mentana e risolvendo una situazione di conflitto in piazza Vittoria che oggi esiste tra auto, pedoni, biciclette e mezzi pubblici, così da migliorare anche l’accesso dei mezzi provenienti da via Milano».

Il mercato coperto di Como

E qui è necessario ricapitolare. Il transito in via Mentana aveva suscitato, fin dall’inizio, una levata di scudi senza precedenti da parte di Confesercenti e in particolare da parte dei commercianti dei mercati scoperto e coperto, alcuni dei quali l’anno scorso erano arrivati a dichiarare guerra aperta alla ciclabile minacciando di spargere chiodi sul percorso per ostacolare il passaggio delle dueruote, usurpatrici a loro dire di un numero (anche questo variato numerose volte) di parcheggi auto che con la realizzazione del tracciato avrebbero dovuto essere eliminati.

La trattativa tra Comune e bottegai è proseguita per mesi, forse provocando una parte delle «carenze» che hanno quasi causato l’affondamento dell’intero progetto, ma il Comune ora ne esce per “merito” del dirigente, che mediante una fregoliana trovata ha individuato il modo di deviare letteralmente il percorso dall’intoccabile via Mentana in un budello pedonale lungo 80 metri e incredibilmente stretto per immaginarlo anche compatibile con un transito massivo (magari a doppio senso) di biciclette.

Passaggio Carlo Zucchi (Como)

Ma che importa? L’obiettivo di non irritare Confesercenti (tra i serbatoi “naturali” di voti dell’Amministrazione attuale) con il passaggio di sfaticati su due ruote che come tali non possono essere riempite di ortaggi e cineserie, paragonati alle capienti auto (paganti anche il parcheggio) può dirsi raggiunto. Peccato che le «carenze» comunali e il clientelismo praticato impediscano di apprendere che, secondo numerosi studi internazionali, le ciclabili non equivalgano affatto alla morte del commercio, ma al contrario costituiscono una importante risorsa soprattutto nel centro di una delle città con i tassi di attrattività turistica tra i più alti in Italia.

Nel più recente, una ricerca condotta nel 2018 dalla University College London’s Bartlett School of Planning, si afferma che «la realizzazione di piste ciclabili e il miglioramento degli spazi per i pedoni in molte aree di Londra hanno generato migliori affari per negozi locali, bar e ristoranti. Le persone che arrivano in bicicletta spendono in media il 40% in più rispetto a chi arriva in auto, le persone trascorrono più tempo per la strada e frequentano di più bar e ristoranti. La ricerca è stata svolta nella aree di Londra che hanno visto miglioramenti nella ciclabilità e negli spazi pedonali» (Walking and cycling, The economic benefit).

Progetto originario della ciclabile comasca

Meglio i commercianti che votano piuttosto dei turisti che partono, pensano in modo pragmaticamente lariano a Palazzo Cernezzi, inserendo nel redivivo progetto anche un pizzico di originalità nel nome del tracciato, evidenziandone l’allure mistica rispetto alla denominazione tecnica. Quindi non tratta urbana del “percorso europeo Euro Velo 5”, denominazione evidentemente letta come burocratica e sovranisticamente estranea alla città, bensì “dorsale urbana della via dei Pellegrini”. Una preferenza che appare insolita per una Amministrazione che i pellegrini usa allontanarli poiché giudicati «indecorosi». Fabio Germinario [ecoinformazioni]

8, 14 giugno/ Il teatro contro il bullismo

Sabato 8 giugno e venerdì 14 giugno, Teatrogruppo popolare dedicherà il suo lavoro al mondo della scuola, affrontando il tema purtroppo attuale del bullismo. Per quanto infatti conosciuto da tempo e contrastato lungamente, anche se in modo evidentemente non sufficiente, episodi recenti di continua sopraffazione del «diverso» per quanto riguarda la sessualità, il genere, il luogo di provenienza, la condizione socio-economica, l’abilità psico- fisica e altro ancora da parte di coetanei tra i bambini e i giovani, ci devono indurre a pensare che il fenomeno del bullismo sia tutt’altro che isolato e sconfitto.
Qui di seguito i programmi dei due incontri che si terranno presso la Piccola Accademia di via Castellini 7 a Como.

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Comuali 2019 Cantù/ Quei tamarindi di Cantù Rugiada

PHOTO-2019-04-18-11-13-48.jpgCantù, 17 aprile, ore 21,30: la lista civica Cantù Rugiada si presenta alla cittadinanza durante un incontro che non lascia nulla a desiderare alla formalità richiesta da un momento simile, ma anche a quella sana informalità che sa rendere una lista civica come questa fresca e attraente. Giovani i candidati, giovani i presenti: una ventata di gioventù che, però, sa il fatto suo. (altro…)

”Per amore di Zoe”. Storie di ragazze ”non” italiane

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Progetti come ” Per amore di Zoe”, il documentario – prodotto dalla Cgil di Como, promosso da Diogene, inserto de La Provincia dedicato al non-profit, e girato dalla troupe di Dario Tognocchi –  meritano di far parlare di sé. O meglio: meritano di parlare ”per sé”, attraverso le voci delle giovani protagoniste. È quanto è avvenuto la sera di martedì 18 dicembre in uno Spazio Gloria gremito di persone, intervenute a condividere la testimonianza di queste alunne del liceo Teresa Ciceri. Testimonianza a cui è seguito un animato dibattito sulla (anzi, sulle) identità di persone che, parafrasando ”contromano” Gaber, si sentono (chi più, chi meno, chi non solo) italiane, ma, per fortuna o (più spesso) purtroppo, non lo sono. (altro…)

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