Politica

Il consiglio comunale di lunedì 31 marzo 2008

Approvata la nuova definizione del reticolo idrico minore di competenza comunale nel consiglio comunale di luned’ 31 marzo.

Nelle dichiarazioni preliminari al dibattito consiliare, Vincenzo Sapere, Gruppo misto, dopo l’assegnazione dell’Expo 2015 a Milano, ha auspicato che «non ci si faccia sfuggire l’occasione e nei prossimi anni Como sia all’altezza della situazione per quello che l’evento può dare sul piano del turismo e del lavoro» trovando l’accordo di Roberto Rallo, Fi, che ha paventato la possibilità di istituire una commissione ad hoc per l’evento.
Il discorso è così passato all’argomento principale della serata: la variante per la definizione del reticolo idrico minore di competenza comunale, ossia la disciplina dei corsi d’acqua minori.
L’assessore Umberto d’Alessandro ha esposto la delibera sul reticolo minore comasco, ricordando come al di fuori di questa regolamentazione rimangano ancora di competenza regionale il Seveso, il Breggia e il Cosia. La parola è passata quindi a Mario Lucini, Pd, presidente della commissione territorio del Comune, che ha spiegato come sia stata presa la decisione di non definire quali torrenti potessero avere una deroga ai dieci metri di rispetto, riducibili a quattro, lasciandone facoltà agli uffici comunali. La fascia di rispetto impedisce che vengano fatte nuove edificazioni lungo i bordi dei corsi d’acqua.
Le opposizioni hanno presentato otto emendamenti di cui il primo, nelle intenzioni dei proponenti chiarificatorio di alcuni punti del regolamento, è stato votato per punti di cui solo il terzo ed ultimo è stato approvato dal consiglio. Accolto dal consiglio invece il secondo emendamento, che per Mario Lucini era «essenzialmente collaborativo, ed esprime il calcolo delle zone di rispetto in modo più lineare e meno equivocabile», così come il quarto che prevede la deroga per elementi infrastrutturali pertinenti alla rete. Parere contrario per il terzo emendamento, che proponeva di eliminare la possibilità di deviazioni di corsi d’acqua naturali, per l’assessore D’Alessandro inaccettabile anche per esigenze di pubblica utilità, rendendo così inattuabile il quinto di conseguenza ritirato. Respinto anche, per un soffio, il sesto l’emendamento che prevedeva delle regolamentazioni più stringenti per le ristrutturazioni per gli edifici posti nelle fasce di rispetto. Approvato il penultimo emendamento su una più stringente definizione delle aree con possibilità di deroga, mentre è stato bocciato l’ultimo sempre sulle deroghe per i corsi d’acqua intubati, che proponeva di eliminare un passaggio in cui «sembra ci sia scritto Ticosa» ha detto Mario Lucini, ricordando la roggia Molinara che passa nell’area ex-Ticosa. Il voto finale ha visto l’aprovazione da parte della maggioranza più Area 2010 e l’astensione delle altre minoranze. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di giovedì 27 marzo 2008

Bruni boccia la proposta di modifica del sistema comunale di aiuti alle famiglie avanzata dalle minoranze. Il consiglio resta in attesa della proposta della maggioranza.

Il consiglio comunale di giovedì 27 marzo ha visto al centro del dibattito una mozione proposta dalle minoranze per la riforma del sistema comunale di aiuti alla famiglia. Per il primo firmatario, Franco Fragolino del Pd, «bisogna attuare la promozione del soggetto famiglia, uscendo dalla logica assistenzialista e riconoscendo la famiglia come vero perno della coesione sociale del territorio». Gli aiuti previsti nella mozione si concretizzano nel miglioramento dei servizi offerti alle famiglie, con l’introduzione di una consulta delle associazioni famigliari e di un fondo unico per la famiglia, che dovrebbe raggruppare alcuni fondi ora separati. E ancora sconti su Tarsu e Ici sulla prima casa, portierato sociale e potenziamento del ruolo degli assistenti sociali, con un’attenzione particolare verso i problemi delle famiglie straniere.
Tematiche che hanno destato l’interesse di Roberto Rallo: «è facile parlare di 194, 195, 196… E poi dimenticarsi della famiglia nel momento del bisogno», che ha però espresso perplessità sulla definizione della consulta.
Di più ampio respiro l’intervento del sindaco Stefano Bruni, che sottolineando la centralità della famiglia ha però criticato l’azione del governo uscente, reo di aver voluto aprire il campo normativo alle famiglie “non tradizionali”, anche se senza successo. Il sindaco ha ricordato anche l’esperienza francese del quorum famigliare in cui le tasse sono riscosse su base familiare e le aliquote sono calcolate anche rispetto alla quantità di componenti della famiglia. Ma nonostante l’attenzione che l’amministrazione dichiara verso le famiglie, Bruni ha proposto di ritirare la mozione per iniziare prossimamente una discussione sull’argomento «prendendo anche spunto da questa mozione, eliminando però i punti di pura demagogia».
La discussione si è poi spostata sulle diverse definizioni di famiglia: per Marcello Iantorno, Pd, «la famiglia non è più solo quella tradizionale, ma è un unione di persone che stanno insieme con una forte solidarietà umana e affettiva». Posizione che ha incontrato la contrarietà di buona parte del centrodestra a partire dai consiglieri di Alleanza nazionale Claudio Corengia e Marco Butti.
La maggioranza ha quindi proposto un emendamento per posticipare la discussione e affrontarla all’interno della terza commissione comunale, quella che si occupa dei servizi sociali. Proposta respinta dai firmatari della mozione, nata proprio per sollecitare il Comune a prendere rapidamente una decisione sull’argomento.
Un appello accorato al voto favorevole è poi arrivato dal consigliere Mario Molteni, Per Como, «non pensavo che la discussione raggiungesse questo livello. Credo nella famiglia come vi crede il sindaco e mi discosto da Iantorno, Supino e Magatti. Lo spirito cristiano mi porta a parlare di solidarietà. Non la vedo sotto l’aspetto politico. La consulta famigliare è anche nel programma elettorale della maggioranza. Il 90 per cento di ciò che è contenuto nella mozione è anche nel vostro programma! Ed è assurdo che magari tra due mesi una proposta simile ci verrà presentata da voi!».
Luca Gaffuri ha stigmatizzato quindi «l’atteggiamento dilatorio di una maggioranza che posticipa le discussioni come per il trasporto pubblico, non permettendo mai al consiglio comunale di entrare nel merito delle questioni».
La mozione è stata così bocciata, nonostante il voto favorevole delle minoranze esclusa Paco, il cui rappresentante Bruno Magatti è uscito dall’aula dichiarandosi contrariato «da un dibattito incentrato sul mettere cappelli e primogeniture su tematiche delicate come queste». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di mercoledì 26 marzo 2008

Approvate due mozioni dal consiglio comunale di mercoledì 26 marzo: una sull’emergenza rifiuti in Campania e l’altra per garantire la centralità e l’importanza di Malpensa per il sistema economico lombardo.

Dopo l’ennesimo ringraziamento da parte del presidente del consiglio Mario Pastore alla minoranza per avere garantito il numero legale per potere incominciare la seduta è stata data la parola al capogruppo della Lega Nord Emanuele Lionetti per spiegare la mozione presentata sulla situazione drammatica dei rifiuti in Campania, passata con i soli voti della maggioranza e l’astensione della minoranza, con i soli voti contrari di Rifondazione comunista e Paco. «Un’emergenza – ha ricordato l’esponente leghista – che è ormai una costante da quattordici anni. Napoli e le province limitrofe non riescono a smaltire i propri rifiuti, quando in Lombardia sono presenti tredici termovalorizzatori e in Campania neanche uno». Una situazione che è stata documentata anche dalla trasmissione Report per Lionetti «non sicuramente una trasmissione leghista o del centrodestra». Una presa di posizione decisa anche sull’eventuale smaltimento dei rifiuti nell’inceneritore comasco motivata anche dalle emissioni nell’aria che questo comporterebbe. Per Roberto Rallo, Forza Italia, il problema è l’incapacità politica della classe dirigente, non solo campana ma anche lombarda, che non è ancora stata in grado di creare infrastrutture come la Pedemontana.
Anche per Luca Gaffuri, capogruppo del Partito democratico, l’emergenza è dovuta «ad un’incapacità di governo di tutti i livelli locali e regionali». Ha quindi aggiunto che «non è possibile che ci siano regioni che su sanità e altre cose importanti non fanno la loro parte», per l’esponente del Pd bisogna comunque ricordare come Como debba ancora fare passi avanti sulla questione rifiuti quando altri centri lombardi ma anche alcuni Comuni della provincia raggiungono ben altri numeri per la raccolta differenziata. Donato Supino, Rifondazione comunista, ha invece posto l’accento su una «questione morale nazionale» attaccando anche la decisone dei rappresentanti delle amministrazioni campane anche quelli del suo stesso partito che, di fronte all’incapacità di governo dimostrata, non si sono dimessi e chiedendo di porsi il problema di uno sviluppo sostenibile per la nostra società consumistica. Per Bruno Magatti, Paco, il problema «non può essere visto in una visione localista» si è ormai inseriti in un “mercato” europeo dei rifiuti ed è diventato conveniente inviare i rifiuti in Germania, paese che ha costruito molti termovalorizzatori, e in cui ci si dimentica dei fumi degli stessi e delle ceneri che producono che devono a lora volta essere smaltite.

Il secondo argomento della serata è stato la mozione sul sostegno all’aeroporto di Malpensa, un argomento fortemente intrecciato con quello di attualità sul futuro di Alitalia, uno scalo che per i primi firmatari della Lega è una risorsa anche perché un suo eventuale declassamento potrebbe pesare sulla scelta dell’Expo 2015 che potrebbe anche andare in Turchia. Per Roberto Rallo la scelta stessa del luogo è stata sbagliata, «una cattedrale nel deserto che fosse stata fatta in Sicilia, si sarebbe detta frutto della criminalità organizzata», ma ormai «è giusto fare quadrato per difendere i soldi spesi». D’accordo con lui, «al 90 per cento», Bruno Magatti che ha sottolineato come «non potete chiederci di difendere l’indifendibile». Per Giorgio Carcano, Area 2010, Malpensa era l’unica localizzazione possibile, anche se «non ci si arriva bene e in fretta e non ha una forte compagnia aerea che dia dei servizi». Luca Gaffuri ha invece ricordato la «paralisi in termini di mobilità di scelte errate negli ultimi decenni in visione milanocentrica». Per il capogruppo dei Ds Malpensa ha le possibilità di rimanere centrale una volta finite le infrastrutture di servizio, senza fasciarsi la testa sulle prospettive di Alitalia a cui «non è più possibile dare aiuti di stato». La mozione è così passata con il voto favorevole della maggioranza e l’uscita dall’aula della minoranza, tranne l’assenso di Area 2010, e il voto contrario di Rifondazione comunista e Paco. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio provinciale di martedì 25 marzo 2008

Presentata la bozza di bilancio provinciale 2008 nella seduta di martedì 25 marzo. L’assessore al bilancio Patrizio Tambini: «Aprire un dialogo con Roma per ridefinire i criteri del federalismo fiscale».

Una piccola polemica ha aperto il consiglio provinciale di martedì 25 marzo. I capigruppo dell’opposizione hanno lamentato livelli di approssimazione troppo alti nella bozza di bilancio presentata ai consiglieri. «Ci sono voci di bilancio della portata di uno o più milioni, composte a loro volta da più capitoli di spesa, che non sono però specificati» ha dichiarato Mauro Guerra (Pd), «già in commissione bilancio – ha rincarato Renato Tettamanti (Prc) – erano stati richiesti dei documenti più approfonditi, ma quelli a noi consegnati non aiutano ad entrare nello specifico degli ambiti di spesa, quindi chiedo un rinvio del termine per la presentazione degli emendamenti». Richiesta che non è stata accolta nella breve riunione dei capigruppo.
L’assessore Patrizio Tambini ha però così motivato la scelta di fornire ai consiglieri un documento poco approfondito: «il consiglio è libero di emendare il bilancio spostando risorse da un settore all’altro, saranno poi gli assessori interessati a decidere dove tagliare o cosa incentivare», spiegazione che non ha convinto Mauro Guerra (Pd), che ha ricordato come «il bilancio autorizzi precisi impegni di spesa, sarebbe quindi importante sapere nel dettaglio come spenderemo le risorse».
L’assessore nel presentare il bilancio si è poi soffermato a riflettere sulla questione del federalismo fiscale, sottolineando che la Provincia già lavora in quest’ottica, essendo esattrice di molte imposte indirette. «Nonostante il nostro ruolo di esattori non possiamo ridistribuire le risorse. Anche quest’anno infatti torneranno a Roma circa 9 milioni di euro sui 54 che incassiamo. E questa cifra non è legata ai nostri introiti, ma è un importo fisso che ogni anno torna allo Stato. Occorrerà aprire un dialogo con il nuovo governo per ridefinire i criteri di questo federalismo fiscale, introducendo uno strumento oggettivo per calcolare quanto le province debbano versare allo Stato».
Tra le voci a capitolo nel bilancio 2008, 300 mila euro saranno spesi per la caserma dei Vigili del fuoco a Dongo che servirà tutta la zona dell’alto lago ad oggi sprovvista di questo servizio. Saranno anche acquistate le cucine del centro di via Del Doss.
In risposta all’interpellanza presentata dalla minoranza durante la scorsa seduta consiliare riguardante i Bpt sottoscritti dalla provincia mediante strumenti finanziari derivati, l’assessore ha ricordato che i buoni hanno fruttato alla provincia nei primi tre anni 2 milioni 400 mila euro. «Con la situazione economica globale non so se sarà conveniente mantenere questi buoni, gli uffici tecnici studieranno la questione e relazioneranno in commissione bilancio. Di certo prima di venderli dovremo aspettare che questi titoli vadano bene, come per le azioni, per non perdere altri soldi».
Per l’approvazione del bilancio occorrerà aspettare la seduta di lunedì 31, o più probabilmente di martedì 1 aprile, quando verranno esaminati e votati gli emendamenti dell’opposizione. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il consiglio provinciale di lunedì 17 marzo

Dodici precari da assumere con 600 mila euro in meno a causa di un derivato. Ridotti i consiglieri delle società partecipate e lo spazio per servizi alla persona nel consiglio provinciale di lunedì 17 marzo.

Due le preliminari che hanno aperto la seduta del consiglio provinciale di lunedì 17 marzo: Fabio Moltrasio (Ps) ha chiesto spiegazioni al presidente Carioni riguardo le indiscrezioni sulla modifica del progetto del futuro ex Sant’Anna. Il consigliere ha citato la stampa locale che nei giorni scorsi ha ipotizzato un’inversione delle percentuali di destinazione d’uso dell’area in questione: il 60 per cento degli spazi originariamente destinati ai servizi alla persona diventerebbe edificabili, mentre il rimanente 40 per cento sarebbe destinato a servizi. «Perché ridefinire il progetto ora, dopo che i costi totali sono addirittura diminuiti grazie ad un ribasso d’asta?» si è chiesto il consigliere.
Renato Tettamanti (Prc) ha invece presentato un’interpellanza a firma dei consiglieri di minoranza sui contratti di Swap sottoscritti dalla provincia nel 2005. Secondo la bozza di bilancio consegnata al consiglio, i due prodotti finanziari riconducibili alla categoria dei derivati hanno causato nell’anno 2007 una perdita di 600 mila euro complessivi per Villa Saporiti. 400 mila euro di mancati introiti previsti più 200 mila di perdita. La minoranza chiede quindi al presidente di far valutare la questione agli uffici competenti e ipotizza la risoluzione dei contratti, sempre che le penali non siano tanto elevate da rendere sconveniente l’operazione.
La seduta è proseguita con l’approvazione all’unanimità di due provvedimenti che riducono il consiglio di amministrazione di Villa Erba S.p.a. e Milano – Serravalle S.p.a. rispettivamente a cinque e sette consiglieri. La Provincia né nominerà uno autonomamente per Villa Erba, mentre il rappresentante comasco nella società milanese andrà concordato con gli altri soci pubblici. Per la minoranza si è congratulato Mauro Guerra (Pd) per «un provvedimento di razionalizzazione dei costi e snellimento dell’amministrazione di queste società», Renato Tettamanti (Prc), pur concordando con il capogruppo democratico, ha fatto notare la mancanza delle relazioni annuali obbligatorie dei consiglieri nominati dalla Provincia nelle società partecipate ed infine Rosangela Arrighi (Pd) ha ironicamente ricordato che questi provvedimenti non nascono per volontà dell’amministrazione di Villa Saporiti, ma per una chiara indicazione contenuta nell’ultima finanziaria del governo Prodi.
Astensione della minoranza invece nella votazione del programma annuale di consulenze, che prevede la stipula di dodici contratti a tempo determinato per incarichi specifici. Mauro Guerra (Pd) ha sottolineato l’importanza di valorizzare le figure professionali che già lavorano per la Provincia, così come richiesto dai revisori dei conti, «tanto più con il nero bilancio di quest’anno», mentre Renato Tettamanti (Prc) ha espresso sconcerto per l’assunzione di un tecnico ambientale col compito di stilare uno studio sulla composizione merceologica dei rifiuti urbani, «ma allora su che basi abbiamo discusso il Piano rifiuti lo scorso mese?». [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di lunedì 17 marzo

Nel consiglio comunale di lunedì 17 marzo approvati i regolamenti comunali per l’occupazione di suolo pubblico e gli spazi pubblicitari. Un rinvio invece per la delibera sul trasporto pubblico urbano.

Il consiglio è iniziato con l’ennesimo ringraziamento del presidente Mario Pastore agli esponenti della minoranza che con la loro presenza hanno permesso di raggiungere il numero legale. Una “consuetudine” definita dall’esponente di Forza Italia come frutto di «un comportamento poco serio da parte della maggioranza».
Nonostante alcuni problemi tecnici con i microfoni si è poi aperta la discussione e l’approvazione del nuovo regolamento comunale sugli spazi pubblicitari, che ha visto la bocciatura dell’emendamento proposto dal consigliere di Paco Bruno Magatti. La sua proposta, e degli altri firmatari, era l’eliminazione «necessaria per evitare contenziosi sgradevoli e fraintendimenti» di un passaggio che avrebbe a suo parere concesso troppa discrezionalità alla Giunta per alcune decisioni di attribuzioni. Un parere contrario a quello del sindaco Stefano Bruni che ha ribadito come la nuova formulazione intenda invece sbloccare situazioni di stallo che a volte si creano fra i diversi uffici comunali, una norma insomma «per avere qualche parere in più, per fare ordine». Accolto da tutti gli schieramenti, con un emendamento, il nuovo regolamento per le occupazioni di suolo pubblico che dovrebbe snellire le procedure burocratiche per le richieste di occupazione occasionali, come traslochi, lavori d’emergenza o manutenzione del verde.
Rinviata invece la discussione sulla delibera riguardante il trasporto pubblico urbano dato il peso delle proposte presenti nell’emendamento proposto da Donato Supino, Rifondazione comunista, che prevede sconti per ogni abbonamento oltre il primo acquistato nella stessa famiglia, possibilità di pagamento rateizzato e sconto sull’abbonamento annuale, abbonamenti e biglietti unici in città per Asf, Navigazione e Ferrovie Nord. Per il consigliere di Rifondazione delle proposte che «non comportano una grande variazione economica, tenendo anche presente che se si vuole indirizzare i cittadini verso il trasporto pubblico lo si deve incentivare economicamente».
Un’altra questione sollevata dagli esponenti dell’opposizione, ma non solo, è stata quindi quella dei carnet di 11 biglietti acquistabili a 10 euro, introvabili in città, per l’assessore Fulvio Caradonna a causa forse di un disguido da parte di alcuni rivenditori. In ogni modo l’assessore ai trasporti ha poi ribadito che «i carnet devono uscire. Ne parlerò già nel prossimo incontro in settimana con Asf».
Sull’emendamento proposto, che implica anche la ricerca di un tavolo comune fra le varie aziende di trasporti, la Giunta si è impegnata a lavorare e a valutare la fattibilità delle proposte presentate entro 15 giorni comunque prima della discussione del bilancio comunale. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

La presentazione dei candidati alla Camera e al Senato de la Sinistra l’Arcobaleno.

Presentate lunedì 17 marzo le liste alla Camera e al Senato della Sinistra l’Arcobaleno.
Presentate le liste elettorali de La Sinistra l’Arcobaleno a Como dei candidati lariani assieme all’onorevole Maurizio Zipponi, capolista per la Camera, che ha esordito affermando che «non è vero che una vittoria della sinistra sia improbabile dato che dopo anni di frammentazione si è presentata per la prima volta con una lista unitaria». Per il candidato capolista alla Camera «il Pd, che candida Calearo e Colannino, si è posto come equidistante fra il lavoro e l’impresa, un’equidistanza fra un forte e un debole che vuol dire alla fine stare con il forte. Noi rappresentiamo i deboli i lavoratori». «Il Pd non è un partito di sinistra, ed è una novità importante, è un partito liberaldemocratico». Sull’affermazione elettorale della nuova compagine politica l’ex segretario della Fiom ha chiarito «siamo oggettivamente in crescita, basta vedere che dove hanno cercato di abolirla la sinistra rinasce in altre forme, come in Germania dove, nonostante la Grosse Koalition, la Linke ha vinto in regioni importanti». La sinistra affronta i problemi reali come l’emergenza economica con il crollo delle banche americane e l’aumento del prezzo del barile di petrolio, problemi di cui né Berlusconi né Veltroni parlano. Eugenio Secchi ha sottolineato la centralità dei temi ambientali «viviamo in una delle aree più inquinate della Lombardia», mentre Alessio Binda ha invece ricordato le campagne in favore dell’acqua pubblica e la necessità di recuperare l’elettorato indeciso. Ha quindi concluso l’incontro Maurizio Zipponi ribadendo che la nuova esperienza politica, a cui «ognuno ha portato il meglio della propria storia», rientra in un percorso che non si esaurirà con le elezioni. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di giovedì 13 marzo 2008

Approvato il nuovo Villaggio dello sport a Muggiò in consiglio comunale. Sono stati accolti quasi tutti gli emendamenti proposti dalle opposizioni.

Molte le preliminari nel consiglio comunale di giovedì 13 marzo: Giampiero Ajani, Lega Nord, ha invitato il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale a controllare le assenze dei professori a cavallo fra le varie festività da qui al primo maggio, Gianni Imperiali, Partito democratico, ha suggerito il posizionamento di vigili urbani in via Santo Garovaglio fra le otto e le nove del mattino, per garantire il deflusso automobilistico ed evitare ritardi all’ingresso delle autoambulanze al pronto soccorso del Valduce, Pasquale Buono, Forza Italia, si è espresso contro la proposta di rimborso delle spese di trasporto per i consiglieri comunali proposta da Gianmaria Quagelli del suo stesso partito, Emanuele Lionetti, Lega, ha espresso la sua «totale e completa contrarietà» alla nuova “occupazione” di piazza Cavour con le bancarelle del mercatino di prodotti tipici e, dopo la votazione sul palazzetto dello sport, ha dichiarato che non parteciperà al voto delle delibere finanziarie, Roberto Rallo, Fi, ha chiesto e prontamente ottenuto un minuto di silenzio per la morte del vescovo caldeo di Mosul. Iniziata la discussione sulla nuova struttura sportiva di Muggiò Donato supino, Rifondazione comunista, ha chiesto chiarimenti per quanto apparso sulla stampa locale a proposito del ricorso al Tar da parte della ditta che non ha vinto la gara per la sua edificazione. Per la Giunta ha risposto l’assessore Fulvio Caradonna «noi siamo tranquilli». I nove emendamenti proposti dalle minoranze e il progetto preliminare del nuovo Villaggio dello sport sono stati quindi discussi e approvati. Solo uno, proposto da Mario Lucini, Pd, che voleva rendere più stringente la definizione delle metrature della zona commerciale, è stato bocciato di misura, per un solo voto, dopo aver trovato l’appoggio di due esponenti di Forza Italia ma l’astensione di Area 2010.
Un altro emendamento, proposto da Giorgio Carcano, Area 2010, è invece passato con l’aggiunta di un sub emendamento della maggioranza.
Il voto sul progetto emendato ha visto il voto contrario di Donato Supino e Bruno Magatti, Paco, l’astensione del gruppo di Per Como e Vincenzo Sapere, Gruppo misto, e i voti favorevoli dell’intera maggioranza assieme al gruppo di Area 2010 e ai consiglieri del Pd Marcello Iantorno e Bruno Saladino. Il primo esprimendo un consenso con riserva e il secondo perché seppur non ideale «la città ha bisogno di questo provvedimento», mentre il resto del gruppo democratico è uscito dall’aula. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di lunedì 3 marzo 2008

Approvate le modifiche alle norme tecniche attuative del Piano regolatore nel consiglio comunale di lunedì 3 marzo. Il Comune invierà al governo un ordine del giorno per sollecitare l’approvazione del decreto sugli incidenti sul lavoro dopo l’ennesima strage.
Si è aperta con un minuto di silenzio la seduta consiliare di lunedì 3 marzo. Minuto dedicato ai quattro (cinque ad oggi) morti dell’ennesima strage sul lavoro, avvenuta ieri a Molfetta.
Marcello Iantorno (Pd), che ha richiesto il momento commemorativo, ha ricordato i numeri degli infortuni sul lavoro in Italia: oltre un milione di incidenti di cui circa 1.300 mortali l’anno. Lo stesso consigliere ha poi proposto che il Comune inviasse un ordine del giorno al governo per sollecitare l’approvazione dei decreti attuativi per la sicurezza sul lavoro, che dovrebbero essere votati nella riunione governativa di mercoledì 5 marzo. Il sindaco ha accettato la proposta.
Sempre nelle preliminari Mario Molteni (Per Como) ha portato alla conoscenza del consiglio la lettera inviata all’amministrazione da 150 cittadini di Tavernola. I firmatari lamentano il senso di abbandono della zona periferica, evidenziando le criticità di un’area fortemente edificata ma mancante di servizi e proponendo una decina di interventi concreti per migliorare la zona.
La seduta ha invece visto l’approvazione delle modifiche alle norme tecniche attuative del Piano regolatore proposte dalla giunta. L’opposizione ha criticato la scelta di calcolare il volume degli edifici industriali e artigianali con altezza inferiore a 4,5 metri, moltiplicando la superfice per l’altezza virtuale di 3 metri. «Con una concessione edilizia per 30 mila metri cubi – ha sottolineato Mario Lucini (Pd) – si potrà così arrivare a realizzare edifici di 45 mila metri cubi, cioè il 50 per cento in più». L’emendamento del centro sinistra che proponeva il calcolo secondo le altezze effettive ha però trovato il voto contrario della maggioranza del consiglio (compresa Area 2010).Altre scintille durante l’esame dell’emendamento successivo, sempre proveniente dal centro sinistra, che impegnava l’amministrazione ad utilizzare le risorse provenienti dalle monetizzazioni per il miglioramento delle aree di servizi pubblici o di interesse pubblico. L’emendamento ha incontrato il parere sfavorevole dei dirigenti comunali e dell’assessore Umberto D’Alessandro: essendo la proposta un’indicazione politica non può essere inserita in un regolamento tecnico.
L’assessore ha invece appoggiato l’ordine del giorno dei consiglieri di maggioranza che destinava i medesimi proventi a progetti di viabilità o opere urbanistiche. «Ma per queste finalità dovrebbero essere impiegati i soldi delle contravvenzioni stradali» ha ricordato Dario Valli (Area 2010). A nulla è valsa la precisazione e l’ordine del giorno è stato approvato. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di lunedì 25 febbraio 2008

Approvata, anche grazie ai voti della maggioranza, la mozione per la salvaguardia dell’area verde di Cardina, a firma di Mario Molteni (Per Como). La delibera per l’asfaltatura della strada che l’avrebbe attraversata è stata invece ritirata dalla giunta.
La seduta consiliare di lunedì 26 febbraio si è aperta con la preliminare di Pasquale Buono (Fi) che, riprendendo un articolo uscito il mese scorso su La Provincia, ha chiesto al sindaco un’urgente ordinanza per risolvere il problema dei suonatori di strada che si esibiscono di fronte agli esercizi commerciali «l’intento non è quello di eliminarli, ma di toglierli da davanti ai negozi, concedendo loro il permesso per suonare al massimo due ore al giorno». Di tutt’altro genere l’intervento di Roberta Marzorati (Per Como) che ha chiesto spiegazioni sull’originale soluzione trovata per mettere in sicurezza un tombino pericoloso dei giardini di via Brogeda: un grosso masso appuntito.Ma iscritta all’ordine del giorno c’era la mozione a firma di Mario Molteni (Per Como) sulla salvaguardia del verde della collina di Cardina, per preservarlo da eventuali nuove edificazioni. Mozione accompagnata da una petizione che ha raccolto nei mesi passati più di mille firme tra i cittadini di Sagnino e Tavernola. «L’obiettivo – ha spiegato il firmatario – è di salvaguardare uno degli ultimi polmoni verdi della città, situato in una zona a forte impatto edilizio, a ridosso dall’autostrada» sancendo lo stop di tutti i progetti edilizi e stradali che interessano la zona e impegnando l’amministrazione ad accelerare il processo di inserimento dell’area nel Parco della Spina Verde.
La proposta ha trovato una buona sponda nella maggioranza, tanto da ricevere il plauso del capogruppo di An Marco Butti (che risulta anche tra i firmatari della petizione). I consiglieri di entrambi gli schieramenti hanno però evidenziato l’incompatibilità tra la salvaguardia ambientale dell’area e il progetto di asfaltatura di una strada all’interno della stessa, oggetto della delibera successiva. All’interno dell’area verde sono infatti state costruire 5 villette, raggiungibili solo tramite una via sterrata.
«Per conciliare la conservazione del verde con il bisogno dei cittadini che lì abitano di avere una strada asfaltata – ha proposto Luca Gaffuri (Pd) – bisognerebbe ripensare alla delibera, stabilendo di asfaltare solo uno dei due tratti di strada che portano alle abitazioni». Invito accolto dall’assessore Umberto D’Alessandro che, dopo aver visto approvare la mozione da 32 consiglieri, con solo tre astensioni, ha ritirato la delibera proposta dalla giunta con l’impegno di studiare una nuova soluzione nel rispetto del verde e degli abitanti della zona.
Prima della buonanotte la seduta ha anche regalato una divertente favola, per la voce di Roberta Marzorati (Per Como), su una scuola che puzza. E puzza così tanto da impregnare col suo odore i capelli e i vestiti dei bambini che la frequentano. Peccato che fosse tutto vero, trattandosi della materna di Monte Olimpino. L’assessore Francesco Scopelliti ha ammesso la sgradevole situazione, attribuendo la colpa alla mancata lavatura delle nuove porte scorrevoli e informando il consiglio dell’impegno della ditta installatrice a sostituire le porte, montate nell’aprile 2007. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]
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