Mare

Il mare non è uno stabilimento

Scusa gestore dello stabilimento balneare, noi vediamo la tua difficile situazione. Dopo esserti appropriato per pochi spiccioli e con concessioni di lunghissima durata di gran parte delle coste della bella Italia, mettendoti in mezzo tra noi e il mare, ora un maledetto virus ti taglia il fatturato di quest’anno.

Ma non devi abbatterti, lo Stato ti protegge a tripla mandata: fisco  morbido, liquidità, cassa integrazione per i dipendenti. E in più eccoti 500 euro che lo Stato ci incarica di consegnarti per le vacanze. Ma noi, caro gestore dello stabilimento balneare, vorremmo fare di più. Appena ci arrivano i 500 euro noi ti facciamo un bonifico, e sulla tua spiaggia, che sarebbe nostra, non ci veniamo, primo perché non vogliamo prenderci il virus e secondo perché noi amiamo il mare, la magia della duna profumata abitata dagli uccelli di macchia, il litorale di posidonie popolato di pesci, il benessere della salsedine…

Scusa, gestore dello stabilimento balneare, ma sinceramente i tuoi lettini motorizzati da terapia intensiva, la puzza di fritto e crema solare, il frastuono cafone, i programmi per divertirsi venduti in optional, i sorrisi ebeti a pagamento, gli ombrelloni griffati, i bar da transatlantico… beh tutto questo non ha niente a che fare col nostro mare e con la spiaggia, pure nostra, che piace a noi.

Andrà tutto bene, la spiaggia tornerà nostra, come il mare. Gli stabilimenti balneari come li intendi tu, a poco a poco, spariranno, Buona fortuna. [Andrea Rosso, ecoinformazioni]

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