«Nell’attività erano occupati 20 dipendenti:19 con contratto a termine ed uno a tempo indeterminato”- ricordano Ivan Garganigo e Massimiliano Arighi, responsabili Filcams Cgil e Fisascat Cisl Como. Il Comune di Menaggio ha per il momento proceduto solo alla riapertura delle spiagge e delle piscine, affidandone la gestione alla pro loco cittadina. “Quest’ultima ha assunto solo due dei venti a regime, un bagnino ed un manutentore”- continua Garganigo- “per gli altri la condizione di estrema incertezza rischia di avere ripercussioni non solo sul piano contrattuale. Infatti non lavorando il personale non potrà maturare i requisiti necessari all’indennità di disoccupazione”.Tale problema impedisce anche il ricorso alla cassa integrazione, come specificato anche da Massiliano Arighi: “gli emolumenti da parte dell’inps arriverebbero solo tra qualche mese, non consentendo i contributi utili per la successiva domanda di disoccupazione”. Inoltre per Ivan Garganigo non è possibile che si crei un conflitto tra occupazione e legalità: “le norme antimafia sono necessarie, come dimostra questo caso, ma deve essere prevista anche la salvaguardia della coesione sociale, non mettendo a rischio l’occupazione del personale del lido”. “A settembre come organizzazioni sindacali”- riporta sempre il sindacalista Cgil-” chiederemo un confronto con i parlamentari del nostro territorio poiché ci sia una iniziativa volta ad implementare nella legislazione antimafia anche norme a salvaguardia dei lavoratori”. Gli impieghi e le mansioni di quest’ultimi potranno essere consultati dai soggetti interessati sui siti della Cgil e della Cisl Como».
