Memoria precaria/ La Resistenza attuale delle donne

Anche quest’anno, portatori e portatrici sane dell’urgenza di ricordare e viversi nella giornata dell’Anniversario della Liberazione, si sono date appuntamento nelle piazze, compresa Piazza del Mercato a Erba: non per un sentimento di maniera. Ci rendiamo sempre più conto di come la narrazione del governo, che insiste sul fatto che il 25 aprile sia divisivo, tema piuttosto l’antifascismo, non come memoria e commemorazione, ma perché lotta nel presente. La resistenza come modo di stare al mondo, di decostruirne la violenza, gli abusi, gli sfruttamenti, la tracotanza e la repressione da parte dei (pre)potenti. Se siamo scesi e scese in quelle piazze è per dare contro alla complicità nella violenza, per accorgerci della complessità che ci circonda, memore della storia, e per imparare nuove forme per lottare e convivere, dove le armi non sono contemplate perché in esse connaturata la perversa relazione tra privilegio e interesse di mercato.

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Dongo: noi custodi della Costituzione chiusi nella piazza, i fascisti sul Lungolario liberi di reiterare reati gravissimi

«Abbiamo fatto con gioia la nostra parte, quella della difesa della Costituzione nata dalla Resistenza. Lo abbiamo fatto insieme con una convergenza straordinaria di associazioni, sindacati, forze politiche, movimenti.

Lo abbiamo fatto esprimendo con striscioni e interventi dal palco la nostra politica per la Pace. Lo abbiamo fatto con responsabilità, nonostante la nostra manifestazione sia stata sacrificata in uno spazio angusto e ermeticamente chiuso mentre i nostalgici dell’orrore nazifascista avevano tutto il Lungolario per il loro lugubre rito illegale e anticostituzionale.

Ci sembra che invece della realtà di una bella giornata antifascista contrapposta alla profanazione del Tricolore di un manipolo di camerati alcuni  organi di stampa abbiamo centrato l’attenzione solo a un episodio marginale di intemperanza biologica alla quale la piazza Paracchini non ha partecipato in alcun modo perché estraneo al programma della giornata e all’appello da tutti noi sottoscritto. Non abbiamo testimonianze dirette sull’episodio enfatizzato dalla stampa e non siamo quindi nelle condizioni di ricostruirne dinamica, responsabilità o contesto.

La nostra presenza a Dongo aveva una ragione precisa: denunciare e contrastare, con una mobilitazione pubblica, civile e democratica, il ripetersi di una commemorazione neofascista che ancora una volta ha richiamato il fascismo attraverso simboli, gesti, ritualità e linguaggi incompatibili con la Costituzione repubblicana.
Questo è il punto politico centrale che non può essere oscurato. A Dongo si sono ripetuti saluti romani, chiamate del “presente” e forme di esaltazione nostalgica del fascismo. Sono questi i fatti gravi, sul piano civile, politico e democratico. Sono questi i comportamenti che devono interrogare le istituzioni, perché richiamano pratiche e simbologie che contrastano con i valori della Repubblica nata dalla Resistenza e con le norme che vietano l’apologia del fascismo.
Per questa ragione riteniamo sbagliato spostare l’attenzione dal cuore della questione. Alcuni comportamenti sono stati estranei al nostro appello, ma non possiamo accettare che l’attenzione pubblica venga distolta dal fatto principale: a Dongo si continua a tollerare una presenza neofascista che offende la memoria democratica del Paese, la storia della Resistenza e i principi della Costituzione.
Tutt3 noi eravamo lì per difendere la memoria, l’antifascismo, la legalità repubblicana e la convivenza democratica. Eravamo lì perché l’antifascismo non è una formula rituale, ma un impegno quotidiano. Ed è proprio per questo che deve essere praticato con comportamenti coerenti con i valori che richiama: partecipazione, responsabilità, fermezza democratica e rispetto della legalità.
Continueremo a esserci ogni volta che sarà necessario difendere la Costituzione, la libertà, il lavoro e la democrazia. Lo faremo con determinazione e con senso di responsabilità, senza lasciare spazio ad ambiguità: siamo estranei a ogni gesto incompatibile con l’appello, ma ribadiamo che il problema democratico più grave resta la presenza organizzata di gruppi neofascisti e il ripetersi di ritualità che richiamano apertamente il fascismo che chiediamo vengano come prescritto dalle leggi punite e se ne prevenga in futuro la riproposizione».

[Le realtà sottoscrittrici dell’Appello per la manifestazione del 26 aprile a Dongo Anpi Dongo • Anpi provinciale Como • Anpi nazionale • Acli Como • Acli Lombardia • Acli nazionali • Anppia • Arci Como • Arci Lombardia • Arci nazionale • Asc Lombardia • Attivisti/e Como • Auser Como • Centro studi Schiavi di Hitler • Cgil Como • Cgil Lombardia • Cgil Nazionale • Como senza frontiere • Coordinamento comasco per la Pace • Coordinamento Donne democratiche provincia di Como • Europa Verde-Avs Como • Giovani democratici provincia di Como • Isc Pier Amato Peretta Como  • Memoria antifascista Milano • M5s Como e provincia • Pd Como • Pd provincia di Como • Pd Lombardia •  Si-Avs Como • Si Lombardia • Si nazionale • Trapeiros di Emmaus • Ugs Lombardia • Ugs nazionale • Uil Lario].

[ Foto di copertina Alle Bonicalzi, ecoinformazioni]

ecoinformazioni 717

L’umiliazione di Dongo. L’Arci ha fatto la sua parte per la convergenza di associazioni, partiti, sindacati, movimenti in contrasto con la lugubre consueta adunata fascista a Dongo. Nelle pagine di questo numero del settimanale la cronaca, realizzata grazie alla presenza di tutta la redazione del nostro giornale. Abbiamo dato anche in questo caso prova di informazione partecipata e crediamo di avere fatto un grande lavoro, diverso da quello della stampa ufficiale centrato solo sulla merda lanciata (l’Arci, che pure non l’ha organizzata, né ne aveva informazione alcuna, non la censura) e sulle dichiarazioni di una sola delle personalità intervenute, senza neppure indicare gli organizzatori del contrasto popolare all’apologia del fascismo insistendo a attribuire – per sminuirlo –  l’evento alla sola Anpi di Dongo, nella realtà prima inter pares, coprimaria insieme a decine di altre realtà.

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Bugie e falsità dei media sul grande corteo antifascista di Milano

Roberto Giudici, vicepresidente dell’Anpi di Miano e dirigente Arci denuncia il ruolo dei media nel formare uan percezione della realtà distorta al punto che persino dal palco del’antifascismo a Dongo la narrazione della manifestazione di Milano ha avuto gravi distorsioni.

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Fascismi rievocati e fascismi attuali

26 Aprile ore 17 piazza San Fedele a Como. In maniera ostinata e convinta, benché reduci dalle celebrazioni del 25 aprile e dal presidio a Dongo, si ritrovano gli attivisti e le attiviste di Donne in Nero e di Como Senza Frontiere per continuare, in silenzio a pungolare le coscienze di turisti e passanti in questa domenica di estate in anticipo, per non spengnere l’attenzione su quello che succede in medioriente, per ricordare a tutte e tutti che la guerra è l’orrore dell’umanità e che chi,  usa le armi per sterminare, reprimere, fare carta straccia dei diritti delle persone innocenti, non può che essere definito fascista.

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La rana bollita/ Una riflessione sulla libertà

Alla vigilia del 25 aprile, lo Spazio Gloria, ha ospitato la compagnia teatrale Sciarada che ha inscenato lo spettacolo La rana bollita. Una rappresentazione intensa e riflessiva, capace di coinvolgere il pubblico attraverso una narrazione ambientata nell’epoca nazista, ma sorprendentemente attuale nei suoi significati.

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Video, foto, articolo/ Reportage di Dario Onofrio, Massimo Borri, Alle Bonicalzi/ Dongo/ Reati manifesti tollerati/ antifascisti blindati

Un centinaio di fascisti liberi di muoversi sul Lungolario di Dongo, 400 antifascisti rinchiusi nella piazza Paracchini perché portatori sani di Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, dove si sono svolti gli interventi degli organizzatori della convergenza di associazioni, partiti, sindacati movimenti. Alla fine del rito fascista, un certo olezzo, inequivocabilmente intestinale, ha pervaso la loro scena, trovata volante in stile Anticorpi militari, poco prima che dal palco Maso Notarianni (Arci Lombardia, Arci Milano) definisse «merde» i nostalgici della dittatura sanguinaria fascista. Come dire che all’evocazione è corrisposto il suo odore. Già disponbili i video di tutti gli interventi e le foto di Dario Onofrio, Massimo Borri, ecoinformazioni] e Alle Bonicalzi, ecoinformazioni.

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Cooperare/ Ovvero come cavalcare una forza trasformativa

Il 22 aprile a Villa Gallia la presentazione del libro Prepotenti di Lara Ghiglione, segretaria confederale Cgil nazionale: «Una lettura attuale di come si svolgono le dinamiche relazionali di potere», introduce Sandro Estelli, segretario generale di Cgil Como. Un’analisi di tutti quei contesti di studio, lavoro e vita quotidiana in cui la prepotenza è mascherata da leadership, in cui l’autorialità è confusa con l’autorevolezza. L’obiettivo del libro, spiega l’autrice intervistata da Laura Valenti, segretaria regionale di Flc Lombardia, è quello di spostare l’attenzione su quelle dinamiche di carattere collettivo basate sulla cooperazione e il sostegno reciproco. Iniziativa voluta e organizzata da Flc Cgil Como, aperta dalla segretaria generale Roberta Capone.

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Rebbio a Bruxelles con The left contrastare il Women state trafficking

Il 22 aprile una piccola delegazione della parrocchia di Rebbio ha partecipato alla presentazione del report Women state trafficking – Violenze di genere, espulsioni e tratta delle donne nere migranti tra Tunisia e Libia”, organizzata dal gruppo politico The Left al Parlamento Europeo. All’incontro erano presenti e hanno moderato gli eurodeputati Leoluca Orlando, Ilaria Salis e Cecilia Strada.

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Ecoinformazioni è un circolo Arci

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