ecoinformazioni on air/ presidio antifascista per Bellosi

Il servizio di Camilla Pizzi nell’edizione delle 19,45 del 25 febbraio di Metro regione di Radio popolare. Venerdì 27 febbraio alle 9.30 al Tribunale di Como si aprirà il processo a Cecco Bellosi, accusato di danneggiamento alla teca e alla targa raffigurante Benito Mussolini e Claretta Petacci a Giulino di Mezzegra.

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L’Arci di Como cerca sei persone per cambiare il mondo/ 500 euro al mese per un anno

L’opportunità che l’Arci di Como offre a 6 persone (18-28) di un anno con noi di servzio civile, in tempi di genocidi, riarmo e devastazione ambientale, è una possibilità straordinaria per chi la farà e per l’Arci che è, nella società civile, centrale per la costruzione di un nuovo mondo possibile. Si può fare domanda on line entro il 8 aprile alle 14. Fatevi avanti, dite a chi è nel range di età di farsi avanti. Condividete. Grazie. Info 3473674825.

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𝑬 𝒐𝒗𝒖𝒏𝒒𝒖𝒆 𝒆𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆 𝒖𝒏 𝒓𝒆 𝒍𝒂 𝒔𝒄𝒆𝒍𝒕𝒂 𝒆̀ 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒏𝒆𝒕𝒕𝒂: 𝒐 𝒓𝒆 𝒐 𝒍𝒊𝒃𝒆𝒓𝒕𝒂̀

Si è appena conclusa, il 25 febbraio, la riunione di Arci nazionale in preparazione dell’Assemblea Nazionale No Kings per preparare la grande mobilitazione internazionale “Together” contro i re e le loro guerre, contro il governo Meloni, il suo progetto politico e la torsione autoritaria che la prossima domenica 1 marzo si terrà a Roma, presso la sede nazionale di ARCI in via dei Monti di Pietralata 16.

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A Borgovico le iscrizioni decollano/ Dal letame nascono i fiori/ Vinta la lotta di classi

Grande soddisfazione culturale e civile per l’andamento delle iscrizioni all’Istituto comprensivo di Como Borgovico. Proprio quelle scuole che sono sotto attacco del governo della città di Como fioriscono come se la volontà di chiuderle fertilizzi una nuova centralità dell’istruzione che attaccata risponde. Parafrasando De Andrè si potrebbe osservare che dal letame gettato con spericolato autoritarismo da chi vorrebbe chiuderle nascono i fiori della scuola, centrale in ogni comunità.

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Processo all’antifascismo/ L’Arci con Cecco Bellosi e con l’Anpi

«L’Arci di Como denuncia la gravità della situazione democratica nel Paese e a Como con il susseguirsi di normative anticostituzionali che intendono  limitare i diritti alla libera espressione e alla lotta contro genocidi, guerre, catastrofi ambientali provocate dal neo colonialismo e denuncia i rigurgiti antifascisti non adeguatamente contrastati. Questo pericoloso declino civile si attua anche con provvedimenti exragiudiziali e processi intentati senza alcun reato commesso.

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27 febbraio/ Anpi/ L’antifascismo è democrazia non reato/ Presidio per il processo a Bellosi

«Venerdì 27 febbraio si aprirà il processo contro il nostro associato Cecco Bellosi, al quale l’Anpi provinciale di Como esprime la massima solidarietà e vicinanza». In concomitanza con l’udienza, si terrà un presidio democratico in Largo Spallino angolo Via Mentana (di fronte ex chiesa di San Francesco) a fianco del Tribunale di Como.

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Processo il 27 febbraio/ Per Cecco Bellosi accusa iperrealista: antifascismo

Venerdì 27 febbraio, alle 9,30 presso il Tribunale di Como, inizierà il processo contro Cecco Bellosi per danneggiamento alla teca e alla targa raffigurante Mussolini e Claretta Petacci a Giulino di Mezzegra. La teca e la targa che in realtà sono la stessa cosa, vegono considerati “beni esposti per necessità alla pubblica fede”. Non è uno scherzo, perché così invece recita il capo di imputazione.  Quindi un monumento a Mussolini nel luogo in cui è stato fucilato da tre partigiani eseguendo la sentenza emessa in nome del popolo italiano dal Comitato di Liberazione Alta Italia, viene ritenuto un bene pubblico e non un’apologia di fascismo.

Non a caso la denuncia è stata fatta dal rappresentante di un’organizzazione neofascista.  Cecco Bellosi: «La notte del 28 aprile, anniversario del tirannicidio, ho tolto i fiori che mani fasciste avevano apposto sopra la teca. Non ho fatto altro e trovo tutt’altro che surreale essere accusato di antifascismo. In questo periodo questa accusa da parte del pubblico ministero di Como è un atto iperrealista»..

27-28 febbraio/ memoria delle vittime delle frontiere

Anche quest’anno vogliamo ricordare la morte di Youssouf Diakite, folgorato dalla Fortezza Europa – il 27 febbraio 2017 – sulla rotta migratoria che passa proprio nel nostro territorio. È un momento simbolico a cui annettiamo molta importanza, perché deve servire a non dimenticare le ingiustizie e i crimini che vengono continuamente commessi dalla Fortezza Europa, anche in nostro nome.
Quest’anno alla memoria di Youssouf Diakite vogliamo associare non solo quella di Mohammed Kouji, travolto da un treno sulla stessa linea ferroviaria, ma anche Moustafa Bouchini e Gabriel Izquierdo, due giovani già “ospitati” nei centri per richiedenti asilo in Ticino, tragicamente morti nella primavera 2025, il primo in circostanze non del tutto chiarite, il secondo suicidatosi dopo aver ricevuto diniego alla richiesta di asilo.

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Dimensione carcere/ Non una realtà extracittadina

La sera di venerdì 20 febbraio si è parlato di carcere all’oratorio di Rebbio. L’iniziativa è stata anticipata e mediaticamente amplificata dalle polemiche sollevate da forze politiche territoriali, quali Fratelli di Italia e Lega, che, loro malgrado, hanno generato una risposta contraria all’annullamento da loro auspicato. Si conta, infatti, abbiano preso parte alla serata circa 400 persone, a dimostrazione della sensibilità corale di cui si è capaci quando, convergendo, come ha sottolineato Gianpaolo Rosso a conclusione della serata, si è disposti a perseguire degli obiettivi comuni, pur mantenendo soggettività diverse.

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