19 aprile/ Con il popolo palestinese

Domenica 19 aprile, dalle 17 alle 18, torniamo in piazza San Fedele a Como, continuando la mobilitazione per la Palestina perché la situazione è sempre più grave.
A Gaza si muore, i valichi sono chiusi, mancano cibo e medicinali. In Cisgiordania gli attacchi sono quotidiani e sempre più devastanti.
Essere in piazza per difendere la vita e i diritti del popolo palestinese significa anche opporsi a tutte le guerre (vecchie e nuove) che stanno devastando il pianeta.
Non voltiamoci dall’altra parte!

(altro…)

Reportage old Nord Kiwu

E’ imprbabile che le persone fotografate nel 1988 siano ancora vive. In Africa la vita dura poco e nel Nord Kiwu tra malattie rese incurabili da Big farma e guerre animate dal colonialismo economico devastante diritti e ambiente sopravvivere è improbabile. [Foto Celeste Grossi e Gianpaolo Rosso]

(altro…)

Antifascisti incontrano Prefetto e Questore

Mercoledì 15 aprile, una delegazione del comitato antifascista provinciale composta da Manuel Guzzon, presidente Anpi Provinciale di Como, Danilo Lillia, presidente della sez. Anpi di Dongo, Marina Consonno, presidente provinciale delle Acli, Sandro Estelli, segretario generale della Cgil di Como e Edoardo Pivanti, vicesegretario provinciale del Partito Democratico, ha incontrato il Prefetto e il Questore di Como per avanzare la richiesta di non concedere il permesso a gruppi neofascisti di sfilare a Dongo e a Giulino di Mezzegra esponendo simbologie fasciste, con saluti romani e il rito del “presente” in palese violazione della Costituzione e delle leggi Scelba e Mancino. L’ incontro si è svolto in un clima cordiale e i membri della delegazione hanno espresso compiacimento per l’ indagine in corso contro esponenti dell’estrema destra presenti a Dongo lo scorso anno, ma hanno altresì esposto in maniera ferma e decisa la contrarietà alla concessione di spazi per commemorazioni nostalgiche.Il Prefetto, come negli scorsi incontri ha ribadito che in assenza di disposizioni chiare dell’autorità giudiziaria non è possibile vietare le manifestazioni, ha però assicurato l’impegno delle forze dell’ordine ad una rigorosa vigilanza e segnalazione di eventuali reati commessi durante l’evento, come avvenuto lo scorso anno.

Kamate Kasereka rilancia la campagna Debt for climate

Kamate Kasereka François, attivista congolese per il clima e i diritti umani, coordina dal 2021 la sezione della Repubblica democratica del Congo della campagna Debt for climate. Il pagamento del debito estero sottrae annualmente miliardi di dollari del bilancio dello stato, azzerando quei fondi necessari alla sanità, all’educazione e a risanare problemi sociali e climatici.

Fermare le grandi compagnie petrolifere in Congo

Mentre nell’est della Repubblica Democratica del Congo persistono violenti conflitti, la ripresa delle aste per i blocchi petroliferi e di gas rischia di aggravare l’instabilità, calpestare i diritti umani e compromettere gli impegni ambientali del paese, trasformando il più grande serbatoio di carbonio terrestre del mondo – fondamentale per la biodiversità, le comunità locali e il clima globale – in una gigantesca bomba di CO2, mettendo in pericolo gli ecosistemi e le comunità indigene. Un’intervista a Kamate Kasereka François.

https://znetwork.org/znetarticle/diffusing-the-next-carbon-bomb-the-fight-to-stop-big-oil-in-congo/?fbclid=IwZnRzaARKBlFleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAo2NjI4NTY4Mzc5AAEe9xwefuos21CkNFO5nAaUcco3HoT3wOHgu1CXRd4qUf_SmWUwhe-dh9UvZ9s_aem_3tcgIOpMk5bFuWIt0C2v1g

Un enorme potenziale climatico compromesso dallo sfruttamento di petrolio e gas

La Repubblica Democratica del Congo, paese dotato di un potenziale unico per affrontare la crisi climatica globale, è paradossalmente impegnata in una politica di aste pubbliche per lo sfruttamento del proprio petrolio e gas, dal momento che questi progetti sono, per le autorità, opportunità economiche. Kamate Kasereka François racconta come la campagna condotta dalla società civile abbia messo in luce sia i danni ambientali, sia i costi sociali dell’estrazione petrolifera in questi fragili ecosistemi, mettendo talvolta in discussione la fattibilità di questi progetti.

https://lens.civicus.org/interview/des-zones-essentielles-au-climat-mondial-sont-menacees-par-des-projets-economiques/

Creare assieme un cambiamento positivo/ Kamate Kasereka si presenta

Kamate Kasereka François, giovane attivista congolese, condivide le sue esperienze di mobilitazione e protesta, offrendo spunti concreti dai quali poter ripartire. «La mia motivazione nel dare vita alle sezioni locali di Extinction Rebellion e XR Rutshuru è scaturita dai traumi subiti dalla nostra comunità, in particolare dalla tragedia umanitaria senza precedenti, unita agli effetti del riscaldamento globale che si fanno già sentire in modo acuto. Mi sono posto l’obiettivo di dissuadere i giovani dall’entrare a far parte di gruppi armati e di spingerli invece a collaborare per promuovere un cambiamento positivo nella comunità».

Tra crisi umanitaria, violenze e sfruttamento c’è chi dice no

Kamate Kasereka François, ospite lo scorso 12 aprile a L’aria che respiri, ha condiviso le motivazioni che lo hanno portato a scegliere e intraprendere una lotta non-violenta, che, anche nel Nord Kivu, vede crescere una mobilitazione di tanti giovani che abbandonano le milizie locali armate. Tramite interventi di sensibilizzazione e solidarietà, Kamate si impegna affinché le persone possano riconoscere i propri diritti, dove pace, lavoro e tutela dell’ecosistema sono strettamente legate tra loro.

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/Laria-che-respiri-del-12042026-e659593e-83d6-4d8a-b19b-be51390f5a3e.html[minuti 0:00 – 6:20]

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza