ecoinformazioni 715
Il dramma, anche nel nostro piccolo della Redazione di un giornale che non ha la responsabilità di costruire la percezione di ogni cosa, è come sfuggire al benaltrismo senza immaginare di illuminare tutto sempre. Ci barcameniamo così tra la scelta di non dimenticare il genocidio dei palestinesi e la difficoltà di dare voce alla resistenza cubana, tra Rapinese e Trump, tra giustizia sociale e ambientale, tra rappresentanza e movimenti. Investiamo tutte le nostre risorse per fare memoria e contemporaneamente cerchiamo di rappresentare le idee che ci sembrano costruiscano strisce di futuro. E contemporaneamente lottiamo per tenere insieme locale e globale e ci sforziamo di misurarci tra immediatezza e accuratezza e persino tra web e carta. Lo sappiamo: non c’è la possiamo fare completamente, ma anche se faremo solo qualche passo in questo percorso che non può che essere complessivo forse saremo utili. La speranza di farcela si fonda sul continuo aumento di lettor3 e collaborator3 e sulla gioia che tutti noi ricaviamo dal lavoro nella nostra impresa giornalistica senza padrini né padroni. Libera. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]
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