
Dire “io sono Charlie” è dichiarare senza se e senza ma l’appartenenza a una laicità radicale, totale, senza fede, senza credo, senza principi da difendere se non quello “sacro” della libertà di esistere e di esprimersi (con il pensiero, la parola, la scrittura, la vignetta….).
Io NON sono Charlie (tra l’altro non ne ho mai saputo nulla, ne ho ignorato l’esistenza fino ai tragici fatti di Parigi), perché non condivido la sua blasfemia (gratuita e molto rozza). Naturalmente sto giudicando quel poco che è circolato in questi giorni in modo assolutamente soggettivo…. Insomma ti può scappare un sorriso ma, in breve, in bocca ti resta l’amaro. Mi pare un’ilarità da taverna più che da ville lumière, fine a se stessa.
Ma Charlie deve esistere! Ha assoluto diritto di esistere!
Se potessi parteciperei, nella capitale dell’Illuminismo, alla manifestazione di oggi non perché “sono Charlie” ma per volteriana convinzione». [Bruno Saladino]
