
«Vogliamo ripartire dal 25 aprile perché abbiamo capito che è da lì che si può e si deve ripartire. Le manifestazioni e le iniziative che si sono svolte a Dongo, a Como e in molte altre località della nostra provincia nei giorni scorsi hanno fornito l’immagine confortante della tenuta democratica delle istituzioni locali e di una rinnovata partecipazione popolare. La Sinistra che vuole collocarsi nella discussione e nelle dinamiche politiche senza cedere alla tentazione dell’Aventino sa di poter trovare nei valori della Costituzione l’alimento e le motivazioni di una rinnovata presenza politica. Ha compreso che dal voto del 4 marzo scorso non è venuto il rigetto delle proprie ragioni ma la certificazione dell’inadeguatezza di tutte le forze dell’area progressista a renderle attuali, ad aggiornarle e a proporle con un linguaggio convincente. Ha capito quanto sia stata devastante la lunga subalternità culturale e politica nei confronti del neo-liberismo e quanto sia oggi difficile per tutti superarne gli effetti.
Per questo abbiamo deciso di riprendere il nostro cammino e di farlo in modo unitario anche a Como, ciascuno con le proprie specificità e con le proprie valutazioni sull’assetto futuro della sinistra europea e del campo riformatore e senza la pretesa di anticipare l’esito di un processo complesso e non del tutto prevedibile.
Per questo saremo presenti nelle imminenti elezioni in alcuni Comuni del nostro territorio, con nostri candidati e a sostegno delle liste civiche che esprimono un punto di vista democratico e progressista.
Per questo il prossimo 17 maggio riprenderemo l’impegno a cercare di delineare insieme un nuovo paradigma culturale, programmatico, politico e simbolico, con un’Assemblea aperta che intende dare un contributo alla discussione e porre le basi per rilanciare un confronto anche con altri soggetti interessati al cambiamento, a una maggiore giustizia sociale e all’espansione dei diritti e delle opportunità delle nuove generazioni.
Lo spirito delle celebrazioni dell’anniversario della Liberazione ci ha posto ancora una volta di fronte alla necessità di rafforzare l’impegno a combattere i rigurgiti di una mentalità violenta, discriminatoria e prevaricatrice che storicamente si è manifestata nel fascismo e che oggi appartiene a una minoranza aggressiva che va contrastata con gli strumenti della legge, con la mobilitazione popolare e con l’unità delle forze democratiche.
Qualsiasi soluzione verso la formazione del nuovo Governo, a nostro giudizio, dovrebbe mirare a scoraggiare la ripresa di queste posizioni, impedendo che possa essere associata a responsabilità di governo una forza come la Lega di Salvini – votata dal 17% degli elettori e impropriamente considerata tra “i vincitori” del 4 marzo – che si è rivelata, anche a Como, pericolosamente incline a sostenere posizioni violentemente xenofobe e che si qualifica per una proposta fiscale destinata ad aumentare, anziché a ridurre, come si dovrebbe fare, le disuguaglianze tra gli italiani». [Liberi e Uguali Como]
